Nuovo ospedale di San Benedetto: quando la toppa è peggio del buco


L’assessore regionale Castelli difende la scelta della Regione parlando di integrazione tra i due ospedali e di una riqualificazione straordinaria per il “Mazzoni”. Ma la delibera n. 891 del 12 luglio delinea un quadro chiarissimo e differente rispetto a quello ipotizzato dall’assessore

Come diceva Totò in alcuni dei suoi più celebri film, “bisogna negare sempre, anche di fronte all’evidenza”. E i bookmakers non avrebbero accettato scommesse sul fatto che proprio la negazione dell’evidenza sarebbe stata la strategia della giunta regionale, in particolare di alcuni assessori, per rispondere all’inevitabile scia di polemiche in merito al nuovo ospedale di San Benedetto. Un assaggio di questa strategia si era già avuto giovedì 15 luglio quando, nel corso dell’incontro sul nuovo piano sanitario all’auditorium Tebaldini di San Benedetto, gli assessori regionali Castelli e Saltamartini avevano sostenuto che in realtà la Regione non ha deciso, per l’ospedale di San Benedetto, se realizzare una nuova struttura o riqualificare il Madonna del Soccorso, aggiungendo un sibillino “aspetteremo le elezioni di autunno per avere indicazioni in merito” che è un assist davvero delizioso per chi ha voglia di pensar male…

Nella giornata di venerdì 16 luglio, poi, lo stesso Castelli ha inviato ad alcune redazioni (solo quelle che secondo il personalissimo giudizio dell’ex sindaco se lo meritano…) un lungo comunicato che, almeno nelle intenzioni, doveva servire a fare chiarezza. Al di là di ogni altra considerazione, è doveroso riportarlo integralmente, così come è altrettanto inevitabile fare alcune conseguenti considerazioni. Prima di ogni altra cosa, però, è necessario fare una premessa che, poi, è assolutamente fondamentale per comprendere davvero come stanno le cose.

E’ infatti opportuno ricordare sempre che un’amministrazione, come appunto la giunta regionale, parla in concreto con gli atti ufficiali (delibere, determine, ecc…), non certo con interviste, dichiarazioni, post sui social o note e comunicati stampa. Naturalmente stesso discorso va fatto per gli amministratori, sindaco e governatore regionale, così come assessori comunali e regionali. Ognuno di loro è ovviamente libero di dire e dichiarare ciò che vuole, anche tutto e il contrario di tutto (poi eventualmente spetterà ai cittadini giudicare), ma solo gli atti ufficiali certificano in maniera concreta e indiscutibile quello che è il loro operato, le loro iniziative, le loro decisioni.

Quindi se è comunque giusto riportare fedelmente una loro dichiarazione o un loro comunicato stampa su un determinato argomento, è comunque fondamentale ricordare sempre che la verità su quella determinata tematica è sempre quella che è scritta negli atti ufficiali, non quella riportata in dichiarazioni, interviste e comunicati. Fatta questa doverosa premessa, di seguito riportiamo il comunicato stampa dell’assessore regionale Guido Castelli:

Nelle ultime settimane e nonostante la pandemia, la Giunta Regionale ha avviato le attività propedeutiche all’approvazione del nuovo piano sanitario. A questo riguardo il Presidente Acquaroli e l’assessore Saltamartini hanno promosso una doverosa campagna di ascolto coinvolgendo i professionisti sanitari, gli amministratori locali e i sindacati. Uno stile diverso da quello a cui eravamo abituati e che vuole porre al centro della riflessione strategica sulla sanità marchigiana il ruolo dei territori. Per quanto riguarda la provincia di Ascoli, I massimi vertici regionali hanno tenuto ben due incontri sia ad Ascoli che a San Benedetto e il sottosegretario alla salute Onorevole Andrea Costa ha recentemente effettuato due visite istituzionali al “Mazzoni” e al Madonna del Soccorso per una puntuale ricognizione delle strutture ospedaliere dell’Area Vasta 5. Queste occasioni di confronto sono state utili a rimarcare le peculiarità sanitarie dell’area Picena. La nostra infatti è l’area vasta di confine che rispetto al resto delle Marche:

1) registra la maggiore mobilità attività interregionale (senza godere della relativa remunerazione);

2) sconta la maggiore concentrazione di privato ospedaliero;

3) è più distante in termini geografici dal punto di erogazione delle prestazioni ospedaliere di terzo livello cioè l’ospedale regionale di Torrette.

Questa pesantissima e colpevole eredità ricevuta dal centro-sinistra ha determinato dei deficit organizzativi molto gravi, specie in termini di personale, che dobbiamo e vogliamo superare. È questo, tra l’altro, il modo migliore per ridurre il rischio da “sindrome dei capponi di Renzo” che alimenta la tossina più pericolosa del sistema di Area Vasta 5 e cioè il campanilismo. Per questo motivo abbiamo, formalmente, scongiurato la demenziale proposta dell’ospedale unico di Spinetoli e chiarito che Ascoli e San Benedetto manterranno i rispettivi ospedali ovvero due stabilimenti equiordinati di primo livello organizzati in una logica integrata. Date queste premesse, sotto il profilo infrastrutturale, riteniamo che – mentre il Mazzoni necessita di una riqualificazione straordinaria (con particolare riferimento alla riqualificazione energetica e al nuovo pronto soccorso)  l’obsolescenza del Madonna del soccorso richiede un’azione più radicale (nuovo manufatto o demolizione/ricostruzione). Con buona pace dei mistificatori che nelle ultime ore hanno voluto generare equivoci strumentali, la volontà della Regione è quella di raggiungere una reale e corretta integrazione tra i due stabilimenti ospedalieri, rafforzandone i servizi e gli standard. Il tutto garantito da un accordo di confine con l’Abruzzo per i ristori da mobilità attiva, da una strategia ben organizzata delle reti cliniche e da una rimodulazione dei rapporti con il privato sanitario. Ci stiamo predisponendo ad un cambio di passo. Soprattutto nell’interesse del paziente che, nell’Area Vasta 5, deve essere finalmente messo al centro di un’azione capace di stimolare la cooperazione tra i nostri professionisti sanitari”.

Concentrandoci esclusivamente sull’argomento ospedale di San Benedetto, non senza però aver sottolineato che gli ospedali di terzo livello non esistono in Italia e nelle Marche ma solo nella fervida immaginazione dell’ex sindaco, prendiamo atto di quanto scrive Castelli ma non possiamo fare a meno di evidenziare come la delibera di giunta regionale n. 891 del 12 luglio scorso in proposito è chiarissima e fornisce un quadro decisamente differente rispetto a quello delineato dall’assessore.

In particolare quella delibera (che poi dovrà essere ratificata anche dal Consiglio regionale) stabilisce di stralciare quanto previsto a pag. 56 dell’attuale piano sanitario per sostituirlo con le 18 righe riportate nella foto qui a fianco nelle quali non viene neppure nominato l’ospedale Mazzoni di Ascoli, e tanto meno la presunta “riqualificazione straordinaria con particolare riferimento alla riqualificazione energetica e al nuovo pronto soccorso”, mentre per quanto riguarda l’ospedale di San Benedetto non c’è alcun dubbio, si stabilisce di realizzare il nuovo ospedale (“tale obiettivo verrà realizzato attraverso … la realizzazione di nuovi ospedali a Pesaro, Macerata e San Benedetto”).

Ricordando la premessa, non si cono dubbi che fa fede quello che è riportato negli atti, quindi in questo caso nella delibera n. 891, con tutte le altre dichiarazioni e affermazioni che sono solo “folklore”, valgono meno che zero. Questo significa che attualmente la giunta regionale ha deciso di realizzare il nuovo ospedale in riviera, mentre non ha alcun progetto per il “Mazzoni”. Poi se tra qualche settimana o qualche mese Acquaroli e la giunta cambieranno idea, ne prenderemo atto.

Per altro la delibera n. 891 fa chiaro riferimento al DM 70/2015 come imprescindibile riferimento per gli interventi da attuare. E l’assessore Castelli dovrebbe ben sapere (e se non lo sa sarebbe opportuno che studiasse bene quel decreto prima di parlare) che appare alquanto difficile (se non impossibile), per bacino di utenza e standard ospedalieri, che ci possano essere due ospedali di primo livello nella provincia di Ascoli.

Al centro dell’articolo  il testo integrale della delibera, con i relativi allegati. Anche quello che conferma come tutti gli assessori presenti, compresi gli “ascolani” Latini e Castelli, hanno votato a favore della delibera, senza sollevare alcuna obiezione. Alla faccia della difesa del territorio…

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