“Borghi in Festival”, è del Piceno il miglior progetto d’Italia


Al bando indetto dal ministero della cultura hanno partecipato 643 progetti provenienti da ogni parte d’Italia, di cui ben 30 dalla Marche. Ma solo il “Pupun F.F. Festival – Filiere Futuro Festival del Piceno” ha ottenuto il massimo punteggio ed un finanziamento di 250 mila euro

Non capita certo tutto i giorni di poter celebrare un qualche primato ottenuto dal Piceno. Per questo la soddisfazione è ancora maggiore nell’apprendere che il progetto “Pupun F.F. Festival – Filiere Futuro Festival del Piceno” è risultato il migliore su ben 643 progetti presentati nell’ambito del bando “Borghi in Festival” promosso dal ministero della cultura. Il bando, indetto il 17 novembre 2020, era rivolto ai comuni, singolarmente o in rete tra loro, con popolazione residente tra 5 e 10 mila abitanti che avessero individuato il centro storico quale zona territoriale omogenea, con preferenza per quelle indentificabili come aree prioritarie e complesse.

Gli obiettivi strategici e prioritari del bando erano promuovere e sostenere la qualità e le eccellenze dei territori dei borghi italiani, costruire opportunità per il miglioramento socio economico di quelle aree, promuovere e sostenere contenuti innovativi nelle attività di educazione, formazione e sviluppo, rafforzare l’offerta turistica e culturale dei territori, sviluppare un approccio progettuale integrato e pratiche innovative ed inclusive, incentivare progettualità orentate alla sostenibilità. Inizialmente il budget previsto era di 750 mila euro, portato successivamente a poco più di 1,3 milioni di euro. Complessivamente sono ben 643 i progetti presentati da ogni zona dell’Italia, di cui ben 30 dalle Marche.

Dopo un’attenta valutazione effettuata dalla Commissione, che ha tenuto in considerazione in particolare l’innovatività, la sostenibilità, l’accessibilità, il coinvolgimento della cittadinanza e l’impatto sul territorio delle varie proposte, sono stati scelti gli 8 progetti vincitori che beneficeranno del finanziamento. Tra i quali, appunto, quello del Piceno, presentato dal Comune di Comunanza come capofila in rete con altri comuni (Acquasanta Terme, Castignano, Montegallo, Palmiano, Roccafluvione e Rotella) che è stato l’unico ad ottenere il punteggio massimo (100), ottenendo così il finanziamento più consistente pari a 250 mila euro. Fondamentale, per il successo stesso del progetto, il fondamentale supporto di un’importante compagine di partenariato composta da Bim Tronto, Fondazione Caripa, Unicam, Symbola, Form, Mac e Pop Studio, Appennino Up, Bottega del Terzo Settore, Esco Bim, Opera e Casa Asterione.

“Pupun” non è solo l’antico etimo della popolazione dei piceni a sud delle Marche, ma rappresenta l’anima salda delle comunità che non si arrendono, la volontà di resistere, di reinventare e ricreare un futuro che mette in stretta relazione sette piccoli borghi del cratere sismico situati nei dintorni del capoluogo provinciale. “Pupun” è un grido fiero e forte che si vuole lanciare attraverso il Festival, è il “noi ci siamo” che si lega però con il “noi facciamo” (e soprattutto “non abbiamo mai smesso di fare”), malgrado la lentezza del processo di ricostruzione che porta ancora incertezze, fragilità sociale e perdite di popolazione. È per tale motivo che il Festival è stato immediatamente percepito come ben più di un’occasione di visibilità, proprio per la formula proposta dal bando di agganciare la “festa delle comunità” allo “sviluppo delle comunità”.

In questa direzione strategica il Festival diviene strumento, detonatore/propulsore di un processo di rafforzamento e valorizzazione e agente critico di cambiamento. Critico, perché nei metodi conduce a riflessioni, valutazioni, confronti aperti tra gli operatori culturali ed economici del territorio aiutandoli a sviluppare sinergie e ad aggiustare, di volta in volta, la rotta. Agente di cambiamento perché non si parte dal nulla, i germi del cambiamento già ci sono, perché malgrado le enormi criticità dell’area più colpita del cratere sismico, non tutto si è disperso: sopravvivono i valori dei saperi locali, delle antiche tradizioni legate all’artigianato del legno, del rame, del travertino, ecc., che oggi traggono nuova energia da organizzazioni strutturate di filiera; sopravvivono le straordinarie qualità ambientali e paesaggistiche che connotano i borghi e che sono il punto di ripartenza per nuovi modi di fare turismo, un turismo consapevole, un turismo di ascolto, un turismo di attenzione alle persone e ai luoghi.

Il Festival mescola un fitto programma di eventi culturali, spettacoli, performance, laboratori e workshop coinvolgendo le attività produttive, l’artigianato artistico locale e l’eccellenza del “saper fare”. È questo un approccio allo sviluppo del territorio che è stato avviato nell’area grazie a Mete Picene e che con il Pupun Festival potrà acquisire maggiore forza e visibilità, a livello nazionale e internazionale. La rivitalizzazione dei borghi, specialmente in zone del cratere, passa infatti attraverso la ri-scoperta del territorio, itinerari esperienziali, residenze artistiche, inclusione sociale, recupero di spazi e tempi in disuso da restituire alla collettività.

Nei prossimi giorni verrà reso noto il programma completo del Festival, con tutti gli eventi e gli spettacoli previsti, che complessivamente ha un costo di 327 mila euro, con, di cui 250 mila finanziati dal ministero e 77 mila da Bim Tronto, Fondazione Carisap ed Esco Bim.

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