Piano vaccini, l’immunità di gregge sotto l’albero di Natale


Stracciato il piano vaccini approvato appena un mese fa, almeno per quanto riguarda la tabella di marcia sulle dose giornaliere da somministrare, Figliuolo stabilisce nuovi target al ribasso per ogni regione. Così si allontana il traguardo dell’80% di italiani vaccinati…

Sotto l’albero di Natale 2021 la tanto agognata immunità di gregge. Se una settimana fa a quasi tutti era sembrata eccessivamente pessimistica la previsione dell’European Centre for Disease Prevention and Control (Ecdc), secondo cui l’Italia avrebbe impiegato 8 mesi e 21 giorni per raggiungere l’immunità di gregge (quindi entro il 20 dicembre 2021), dopo gli eventi e le decisioni dell’ultima settimana il sospetto quella data non sia poi così lontana dalla realtà inizia sempre più a prendere corpo. Nonostante i proclami del commissario Figliuolo e del ministro Speranza. Che giovedì 15 aprile ha ribadito che “l’obiettivo del piano vaccinale rimane, almeno l’80% degli italiani vaccinati entro settembre come dichiarato dal commissario straordinario il 13 marzo”.

Lo stesso Figliuolo ha confermato che “non ci sarà alcuno slittamento”. Una sicurezza che non può che far piacere ma che si scontra irrimediabilmente con… la matematica. In pratica i numeri evidenziano in maniera inequivocabile che, così come sta procedendo attualmente la campagna di vaccinazione, non c’è alcuna possibilità neppure di avvicinarsi a quella scadenza. Per farlo, per tentare di non andare troppo distanti da quella scadenza, è assolutamente necessario accelerare decisamente… da ieri! Al di là delle battute, è sempre più paradossale ciò che sta accadendo nel nostro paese in tema di vaccini.

Basterebbe pensare che il piano vaccini presentato il 13 marzo dopo appena un mese è poco più che carta straccia. Nel senso che quel piano aveva stabilito, non un anno ma appena 30 giorni fa, degli step ben precisi che, però, non vengono più neppure tenuti in considerazione dallo stesso commissario straordinario (che in concreto sarebbe quello che li aveva decisi…)… In particolare il piano vaccini predisposto da Figliuolo prevedeva che entro la settimana 16-23 marzo si raggiungesse la media di 300 mila vaccini al giorno e che dal successivo 14 aprile si toccasse la fatidica quota di 500 mila somministrazioni al giorno. Logica e serietà vorrebbero che, se un piano presentato il 13 marzo prevede un target da raggiungere a partire dal 16 marzo (cioè 3 giorni dopo), ci sia praticamente la certezza di essere i in grado di farlo.

Già, ma logica e serietà da tempo sono banditi nel Belpaese, anche nell’epoca del governo dei migliori. Dove può tranquillamente accadere che lo stesso commissario che aveva detto che da metà aprile si raggiungeva quota 500 mila dosi al giorno, senza minimamente spiegare il perché (e senza che nessuno gli chieda le ragioni di una simile marcia indietro), all’improvviso decida di cambiare e ridimensionare il target stesso. Così nei giorni scorsi Figliuolo ha stabilito che l’obiettivo settimanale di metà aprile non era più 500 mila ma 315 mila vaccini al giorno, con contestuale assegnazione degli obiettivi giornalieri a ciascuna regione, tutti rigorosamente al ribasso.

Sarebbe stato quanto meno doveroso, per Figliuolo o chi per lui, spiegare le ragioni di questo ridimensionamento e, visto che le previsioni contenute nel piano vaccini sono tutte saltate, indicare quando si pensa di arrivare (o quanto meno avvicinare) la fatidica e fondamentale quota di 500 mila vaccini al giorno. Invece silenzio, nessuna spiegazione, nessun chiarimento e solo qualche “voce amica” (giornali e esponenti politici) che ha provato a giustificare questo evidentemente rallentamento (almeno rispetto a quanto previsto inizialmente) con la solita giustificazione della mancanza di dosi. Che, però, è poco credibile e ancor meno fondata. Innanzitutto perché al 22 aprile ci sono quasi 3,5 milioni di dosi a disposizione delle regioni e non utilizzate ma anche e soprattutto perchè lo stesso commissario straordinario continua quasi quotidianamente ad annunciare l’arrivo di nuove dosi di vaccino, confermando quasi integralmente (e senza il minimo dubbio) gli approvvigionamenti previsti per questo trimestre (45 milioni di dosi) e per il trimestre successivo (80 milioni di dosi).

Quindi le dosi ci sono e ci saranno, parola di Figliuolo. E, evidentemente, sono altre le ragioni di questo consistente rallentamento che, secondo logica, dovrebbe far slittare la scadenza entro la quale si presume di raggiungere l’immunità di gregge. Invece, incredibilmente, il ministro Speranza e il commissario Figliuolo continuano a ripetere che “entro settembre saranno vaccinati almeno l’80% degli italiani”. Ovviamente non possiamo che sperare che abbiano ragione. Resta però il solito maledetto problema che la matematica dice altro.

Facciamo rapidamente due conti. Per raggiungere l’obiettivo dell’80%, all’incirca bisogna vaccinare poco meno di 50 milioni di italiani, quindi bisognerà somministrare quasi 100 milioni di dosi. Al 22 aprile complessivamente sono state somministrate 16.559.057 dosi, quindi per centrare l’obiettivo bisognerà somministrare oltre 80 milioni di dosi. Proseguendo con la media stabilita questa settimana da Figliuolo (315 mila dosi al giorno) servirebbero circa 250 giorni, quasi 8 mesi e mezzo. Se, invece, già da oggi, per qualche improbabile prodigio, si partisse con 500 mila dosi al giorno allora servirebbero circa 170 giorni per raggiungere l’obiettivo. In altre parole, proseguendo con l’attuale media si arriverà all’80% degli italiani vaccinati a ridosso di Natale 2021, con 500 mila dosi al giorno (a partire da oggi) ci si arriverebbe ad inizio ottobre.

In pratica secondo la matematica non esiste alcuna possibilità che l’obiettivo fissato nel piano vaccinale e ribadito nei giorni scorsi da ministro e commissario straordinario venga centrato. Situazione ovviamente simile per quanto riguarda le Marche che, secondo gli annunci dell’assessore alla sanità Saltamartini, era pronta ad avere una media di 11-12 mila vaccinazioni al giorno. Invece il generale Figliuolo ha imposto per la nostra regione il target di 9.500 dosi al giorno, 66.500 a settimana. Per uno dei tanti misteri e paradossi che abbondano in questa campagna vaccinale della nostra regione, nelle Marche si sta addirittura andando oltre la frenata imposta dal commissario straordinario, visto che nelle ultime 24 ore addirittura ci si è fermati ad appena 7 mila vaccinazioni (secondo i dati ufficiali regionali il 21/4 erano state somministrate complessivamente 456.791 dosi che al 22/4 sono diventate 463.886).

A proposito di paradossi e “stranezze”, lunedì scorso a Sky  tg24 il governatore Acquaroli aveva annunciato trionfante che le Marche erano la prima regione ad aver terminato la vaccinazione degli over 80 (ovviamente relativamente alla prima dose). Considerando che, sempre secondo i dati ufficiali della Regione, a quella data erano 101.547 gli over 80 marchigiani ad aver ricevuto la prima dose e che secondo l’assessore Saltamartini la platea di over 80 da vaccinare era complessivamente composta da 133 mila anziani, è sembrato poco credibile l’annuncio di Acquaroli. E la conferma si è avuta nei giorni successivi, visto che il 22 aprile alle ore 10:30 gli over 80 che hanno ricevuto la prima dose nelle Marche sono saliti a 107.162. Se fosse vero quello che ha annunciato il governatore a Sky tg24 bisognerebbe che qualcuno spiegasse a chi sono state somministrate quelle ulteriori 6 mila dosi… Ironia a parte non c’è alcun mistero, quelle 6 mila dosi sono andate ad over 80 marchigiani, semplicemente ancora una volta il governatore marchigiano ha fatto l’ennesimo annuncio che non corrisponde in alcun modo alla realtà.

Tornando, invece, ai dati complessivi sui vaccini della nostra regione e alla frenata imposta da Figliuolo, anche per le Marche così si allontana il raggiungimento del target dell’80% di marchigiani vaccinati (circa 1,2 milioni di marchigiani). Proseguendo con la media giornaliera imposta dal commissario straordinario (9.500 dosi al giorno) per raggiungere quel target servirebbero 7 mesi, se già oggi le Marche se ne infischiassero delle indicazioni del generale e viaggiassero ad 11 mila dosi al giorno servirebbero 6 mesi. In altre parole anche per la nostra regione per la matematica non c’è possibilità che venga riscattata la scadenza prevista (settembre). Nella migliore delle ipotesi bisognerà aspettare fine ottobre, nella più credibile fine novembre.

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