Luci e ombre del piano strategico per la vaccinazione di massa


In ritardo di un mese, rispetto ai tempi inizialmente previsti, nella vaccinazione degli over 80, la Regione predispone la tabella di marcia dei prossimi mesi, ipotizzando di vaccinare gran parte dei marchigiani entro fine estate. Senza, però, fare i conti con numeri e dati ufficiali

“#Dalleparoleaifatti”. Con questo hastag la Lega presenta il piano strategico per la vaccinazione di massa, approvato dalla giunta regionale nei giorni scorsi, annunciando con un’enfasi come vedremo assolutamente fuori luogo che “le Marche sono pronte a completare entro aprile la prima fase delle vaccinazioni per gli over 80 e ad implementare la fase successiva”, sottolineando anche “l’incessante impegno dell’assessore regionale alla sanità Filippo Saltamartini”. In effetti bisogna ammettere che, proprio in riferimento alle vaccinazioni per gli over 80, non poteva esserci hastag più pertinente, purtroppo per la Lega (e soprattutto per le Marche), però, esattamente nel senso opposto. Perché quando si è passati dalle parole ai fatti, come spesso avviene è cambiato tutto.

Infatti quando fu annunciato l’avvio della vaccinazione degli over 80 nelle Marche (20 febbraio) proprio l’assessore Saltamartini aveva assicurato che entro 21 giorni (12 marzo) avrebbero ricevuto la prima dose e, di conseguenza, entro fine marzo avrebbero fatto anche il necessario richiamo almeno il 70% degli over 80 (circa 90 mila anziani), sulla base del target che la Regione aveva fissato. Già all’epoca, basandoci sui dati forniti dallo stesso assessore in relazione anche ai punti vaccinali (pochissimi) presenti nelle Marche, avevamo sottolineato quanto poco credibili fossero quelle scadenze, evidenziando che con quei numeri sarebbe stato impossibile completare la fase degli over 80 prima di fine aprile (vedi articolo “Vaccini over 80, la Regione e Saltamartini sfidano anche la matematica”).

Purtroppo avevamo visto giusto (non che fosse così difficile…), non deve essere considerato uno scandalo eccessivo che si sia verificato questo ritardo, piuttosto, però, la Lega e il suo assessore potrebbero quanto meno evitare certi toni trionfalistici che, alla luce della situazione, sono davvero fuori luogo e, soprattutto, assolutamente infondati. Ed è proprio partendo da quell’hastag del Carroccio è bene subito sottolineare che il piano presentato dalla Regione è quanto meno da prendere “con le molle”. Anche perché i numeri forniti a getto continuo proprio dall’assessore Saltamartini negli ultimi giorni (sia sulle dosi che le Marche hanno e avranno a disposizione, sia sulla consistenza delle categorie da vaccinare in via prioritaria), uniti ai dati ufficiali (che quasi sempre divergono, almeno in parte, rispetto a quelli forniti dall’assessore stesso) indurrebbero a ben altra cautela e fanno ipotizzare che non sarà affatto semplice rispettare i tempi indicati.

In estrema sintesi, il piano approvato nei giorni scorsi dalla giunta regionale, sulla base di quanto previsto dal piano nazionale, che ad aprile toccherà ai cosiddetti “fragili” (per quelli “estremamente vulnerabili” si partirà dal 29 marzo), ai genitori di minori estremamente vulnerabili, a familiari e assistenti di persone estremamente fragili, alle comunità residenziali, alle persone in età compresa tra 70 e 79 anni. A maggio, poi, toccherà agli over 60 con comorbidità seguiti dagli specialisti presso le strutture sanitarie, mentre a giugno prima sarà la volta di quelli con comorbidità ma non seguiti presso strutture ospedaliere, poi da tutta la fascia di persone tra 60 e 69 anni. A luglio, poi, sarà la volta di tutti gli altri, dai 16 ai 59 anni. Secondo le previsioni della Regione, entro la fine dell’estate la maggior parte della popolazione marchigiana dovrebbe essere vaccinata.

Considerando che il target da raggiungere per arrivare all’agognata indennità di gregge è il 70% della popolazione vaccinata e che, secondo quanto affermato dal governatore Acquaroli, “i marchigiani che possono essere vaccinati si stima siano 1.311.408”, in pratica entro fine estate bisognerebbe aver vaccinato poco meno di un milione di marchigiani. Ricordando sempre che per aver completato la vaccinazione di ogni persona serve somministrare una prima dose e poi un successivo richiamo, complessivamente entro fine estate nelle Marche dovrebbero essere somministrate poco meno di 2 milioni di dosi (anche se in realtà quel numero potrebbe diminuire un po’ se arriverà anche nella nostra regione il vaccino Johnson&Johnson che è mono dose).

In altre parole da aprile a settembre, per raggiungere l’obiettivo, bisognerà viaggiare ad una media di almeno 300 mila somministrazioni al mese, quindi bisognerà quasi raddoppiare la media giornaliera che, sempre secondo Saltamartini, al momento è di circa 6 mila dosi al giorno. Lo stesso assessore è certo che, con anche il coinvolgimento dei medici di base, non ci saranno problemi a passare a 10 mila dosi al giorno e ovviamente non possiamo che sperare che abbia ragione, anche se inevitabilmente qualche dubbio in proposito resta. Anche perché, come anticipato, negli ultimi giorni, dopo il brutto pasticcio con gli ordini professionali, Saltamartini di numeri ne ha forniti praticamente a getto continuo, spesso anche in maniera confusa e contraddittoria.

Difficile capire se questo incessante fornire numeri, associandolo a ripetuti proclami, da parte dell’assessore alla sanità sia frutto di una strategia ben precisa, che mira a nascondere con i proclami le difficoltà e i ritardi della Regione in fatto di vaccinazioni, o se invece è semplicemente frutto della confusione in cui è sprofondato l’assessore stesso, non più in grado di guardare con lucidità alla realtà. Il fatto che anche in occasione della presentazione del piano strategico abbia ribadito che da maggio ci sarà “il coinvolgimento delle categorie economiche, le forze sociali, le imprese e gli ordini professionali”, quando è del tutto evidente (come vedremo), che non sarà affatto possibile (almeno in quei tempi), farebbe propendere per la seconda ipotesi.

Comunque in un caso o nell’altro, come anticipato proprio alcuni dei dati snocciolati in questi giorni dall’assessore, rapportati ai dati ufficiali, fanno pensare che non sarà affatto semplice rispettare i tempi indicati. Per altro è giusto sottolineare, anche perché su questo punto la Regione non è stata affatto chiara, che il cronoprogramma indicato nel piano per ogni categoria riguarda la fase di avvio, con tutti i punti interrogativi che restano sul termine, poi, per quelle stesse categorie. Per provare a capire qualcosa di più bisogna innanzitutto partire dallo stato attuale delle vaccinazioni delle Marche, basandosi poi sui numeri ufficiali e reali di ognuna delle categorie prioritarie indicate nel piano.

Al 25 marzo nella nostra regione sono state somministrate 223.905 dosi, con poco meno di 80 mila marchigiani (79.636 per la precisione) che hanno effettuato anche il richiamo. Questo significa che ci sono circa 65 mila cittadini a cui nelle prossime settimane bisognerà somministrare la seconda dose. Va, poi, considerato che ancora sono in lista di prenotazione migliaia di marchigiani che fanno parte delle categorie che avevano la precedenza (over 80, personale scolastico, forze dell’ordine). Solo per quanto riguarda gli over 80, ad esempio, ce ne sono oltre 20 mila già prenotati e in attesa della prima dose (e che quindi poi dovranno anche effettuare il cosiddetto richiamo). Stesso discorso per almeno un migliaio tra personale scolastico e forze dell’ordine.

Questo significa che per chi deve ricevere la seconda dose e chi è già in lista di attesa solo per quelle categorie serviranno ad aprile circa 100 mila dosi. Nei giorni scorsi, tra i tanti numeri sparati a getto continuo, l’assessore Saltamartini ha fornito anche quelli sulle presunte dosi che dovrebbero arrivare nelle Marche nei prossimi tra mesi. Inizialmente è partito dal famoso milione di dosi che, nei giorni successivi, è tornato in bilico. Poi ha assicurato che ad aprile arriveranno 210 mila dosi, tornando nei giorni successivi a parlare nuovamente del milione di dosi per il prossimo trimestre. Ancora una volta i numeri reali sono purtroppo diversi. Infatti secondo i dati ufficiali ad aprile le Marche avranno circa 175 mila dosi (133.380 Pfizer, 14.300 Moderna e 28.300 Astra Zeneca), la maggior parte delle quali dovranno essere utilizzate per completare le vaccinazioni delle categorie sopra citate (over 80, scuola, forze dell’ordine).

Ma, numeri ufficiali alla mano, anche se davvero arriveranno un milione di dosi nelle Marche non basteranno comunque a coprire le vaccinazioni delle categorie e delle fasce di età che secondo il piano regionale dovrebbero essere vaccinate in questi tre mesi. Lo stesso Saltamartini, in un post pubblicato su facebook sabato scorso, ha evidenziato che la platea delle persone fragili nelle Marche è di circa 250 mila cittadini. Ad oggi ne sono stati vaccinati appena 2 mila, con solamente 206 che hanno effettuato anche il richiamo. Quindi solo per quella categoria serviranno nei prossimi mesi poco meno di 500 mila dosi. Senza considerare i cosiddetti caregiver ma limitandoci alla popolazione over 70 e over 60, i dati ufficiali Istat dicono che nelle Marche ci sono poco più di 250 mila persone in età tra 65 e 79 anni, a cui bisogna aggiungere altri 50-60 mila cittadini tra i 60 e i 64 anni.

Questo significa che per vaccinare le persone in quelle fasce di età serviranno circa 600 mila dosi. Ripartendo dall’hastag iniziale, lo slogan “dalle parole ai fatti” non è andato benissimo. Ma se passiamo “dalle parole” ai dati ufficiali addirittura va peggio. E la realtà che emerge è purtroppo ben differente da quella, irrealisticamente quasi idilliaca, che descrivono l’assessore Saltamartini e la giunta regionale.

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