L’ultima vergogna della Regione, vaccini più rapidi per avvocati, commercialisti e iscritti agli Ordini


Mentre procede a rilento la vaccinazione degli over 80, non è partita quella per gli anziani non autonomi e i disabili, cosi come per gli over 70 e i soggetti fragili, Acquaroli propone agli Ordini professionali un accordo per accelerare la vaccinazione dei loro iscritti…

La notizia è di quelle che provocano rabbia e indignazione e che gettano ulteriore discredito (come se fosse necessario…) sulla Regione Marche e soprattutto sull’amministrazione regionale. Il governatore marchigiano Acquaroli, in un incontro telematico con gli Ordini professionali delle Marche, ha proposto una collaborazione per vaccinare prima possibile i professionisti iscritti ai rispettivi Ordini. Naturalmente il presidente e la giunta regionale si sono ben guardati dal rendere nota questa iniziativa, probabilmente perché in fondo un po’ di vergogna la provano. Purtroppo per loro, però, sono stati gli stessi Ordini professionali (quello degli avvocati e quello dei commercialisti) a rendere noto questo indecoroso tentativo di accordo, inviando ai propri iscritti una lettera per comunicare la lieta novella e invitarli a comunicare la loro disponibilità a sottoporsi alla vaccinazione.

In una regione terribilmente indietro con la vaccinazione anche degli over 80 (l’obiettivo era somministrare la prima dose a circa 90 mila anziani entro il 12 marzo, 5 giorni dopo siamo intorno a 60 mila), nella quale ancora non sono partite (e non si sa quando partiranno) le vaccinazioni a domicilio per gli anziani non autonomi e per i disabili (che ovviamente da tempo vengono ampiamente effettuate in tutte le altre regioni). Dove non si ha la più pallida idea di quando potranno quanto meno prenotare la vaccinazione gli over 70 (che nella maggior parte delle altre regioni già si stanno vaccinando) e nella quale persino le persone più fragili non hanno alcuna certezza su quando verranno vaccinati, è vergognoso che il presidente della Regione si stia adoperando per anticipare e velocizzare la vaccinazione di alcune specifiche categorie.

Nei giorni scorsi più volte i giornali locali hanno riportato dichiarazioni dello stesso Acquaroli o dell’assessore alla sanità Saltamartini che annunciavano la volontà della Regione di promuovere accordi per vaccinare alcune categorie. Ma, al di là di parole e proclami, non è mai stato fatto alcun passo avanti concreto. In questo caso, invece, siamo decisamente avanti, siamo già alla fase organizzativa, alla raccolta da parte di alcuni Ordini dell’adesione dei propri iscritti. Va per altro sottolineato che l’iniziativa di Acquaroli va esattamente nella direzione opposta a quanto stabilito nel nuovo piano vaccinale nel quale si prevede di procedere per fasce d’età, con ovviamente una corsia preferenziale per i soggetti fragili.

Ce ne è abbasta per definire questa inaccettabile iniziativa un vero e proprio schiaffo ai marchigiani. Che, evidentemente, per il governatore marchigiano si dividono in cittadini di serie A e di serie B o, anche in caste, in una sorta di piramide nella quale chi è più in alto ha più diritti di coloro che fanno parte delle categorie inferiori. Sarebbe gravissimo comunque, anche se nelle Marche non si verificassero i pesanti ritardi citati, perché non c’è alcuna ragione concreta che renda necessario un’accelerazione della vaccinazione di avvocati e commercialisti. Non più rispetto a tante altre categorie di lavoratori, sicuramente molto meno rispetto a tutti coloro che non hanno alcuna alternativa allo svolgimento delle proprie mansioni in presenza, per altro per un numero di ore quotidiane decisamente elevate.

Senza citarle tutte, pensiamo ad esempio a tutti coloro che lavorano nell’ambito del settore alimentare, nei supermercati, nei negozi, nelle macellerie, nei negozi di frutta e verdure, nelle pescherie. Per non parlare dei corrieri, dei trasportatori e di tutti coloro che non si sono mai potuti fermare, anche nei momenti peggiori della pandemia, e che non potranno mai farlo perché indispensabili per mandare avanti, anche nei periodi di lockdown (locali o nazionali che siano), il paese. E’ ridicolo, nella situazione in cui ci troviamo, fare delle odiose distinzioni. Ma se proprio è necessario farle allora Acuaroli e la giunta regionale si preoccupino prima di quelle categorie.

Per altro dalle lettere che i rispettivi Ordini, quello degli avvocati e quello dei commercialisti, hanno inviato ai propri iscritti emergono dei particolari che rendono ancora più sconcertante questa bruttissima vicenda. Emerge, infatti, che il vaccino sarà a pagamento, almeno secondo quando è scritto nella lettera dell’Ordine dei commercialisti, mentre in quella dell’Ordine degli avvocati non si fa alcuna menzione in proposito. Entrambe le lettere sottolineano invece che spetterà agli Ordini organizzare le strutture logistiche e fornire il personale medico e infermieristico per la vaccinazione.

La cosiddetta “ciliegina sulla torta”, mancano medici e infermieri per allestire nella nostra regione punti di vaccinazioni sufficienti per accelerare nella somministrazione dei vaccini e si rischia addirittura che gli Ordini ne sottraggono degli ulteriori per i propri iscritti…

Care colleghe e Cari colleghi – si legge nella lettera dell’Ordine dei commercialisti e degli esperti contabili di Ascoli Piceno – lo scorso venerdì, insieme ad altri Ordini professionali delle Marche, abbiamo partecipato ad un incontro voluto dal Presidente della Regione Francesco Acquaroli che ci ha proposto una stretta collaborazione finalizzata alla somministrazione dei vaccini “anti covid” agli iscritti. Il Presidente Acquaroli ci ha informato che presumibilmente entro circa due settimane i vaccini arriveranno nelle quantità auspicate. La convenzione proposta, ancora da definire nei dettagli, dovrebbe prevedere che la Regione fornisca i vaccini agli Ordini a cui competerà l’onere di organizzarsi, individuare la struttura idonea e l’equipe medico-infermieristica per l’espletamento di tutta l’articolata procedura di vaccinazione. Il costo di ciascuna somministrazione dovrebbe aggirarsi intorno ai 20 euro.

L’invito che mi sento di estendervi è quello di non lasciarsi sfuggire questa occasione che la Regione, riconoscendo il valore degli Ordini professionali, ha inteso offrirci. Pertanto, ricordando che la vaccinazione è svolta su base assolutamente volontaria, con l’intento di “stringere i tempi”, Vi chiedo di voler inoltrare alla Segreteria del nostro Ordine, a mezzo mail, la disponibilità a ricevere il vaccino. Salvo eventuali variazioni e l’insorgere di nuove emergenze, tutta l’operazione dovrebbe svolgersi in collaborazione con l’Ordine degli Avvocati di Ascoli Piceno con il quale, da tempo, condividiamo molti temi comuni. Sarà comunque mia premura e di tutto il Consiglio tenervi aggiornati sugli sviluppi della composita vicenda. Auspico che questa iniziativa, da portare avanti nel più breve tempo possibile, possa mettere fine definitivamente al terribile periodo che tanto è costato a tutto il Paese, noi liberi professionisti per primi, in termini di salute, ansie e stress da lavoro”.

Di contenuto pressoché simile la lettera dell’Ordine degli avvocati che, però, non fa alcun cenno al costo di ogni somministrazione ma sottolinea che ci sono già contatti con un’organizzazione di medici volontari “per verificare la possibilità di avviare una collaborazione”. E’ giusto sottolineare che, soprattutto da parte dell’Ordine nazionale degli avvocati, da settimane ci sono forti pressioni per inserire i propri iscritti tra le categorie da vaccinare prioritariamente. E, prima che venisse approvato e reso noto il nuovo piano vaccinale del governo, qualche Regione aveva ceduto. In particolare la Toscana, dove la scelta della Regione di aprire le prenotazioni e iniziare la vaccinazione degli avvocati aveva provocato una furibonda e comprensibile protesta delle opposizioni, con in testa Fratelli d’Italia e Lega, e la Sicilia.

Per una di quelle singolari “stranezze” che avvengono solo nel nostro paese, proprio Fratelli d’Italia in Lombardia ha presentato in Consiglio regionale la richiesta di vaccinare gli avvocati, respinta sdegnosamente dal presidente Fontana e dalla giunta regionale lombarda. E, per completare il quadro, il governatore marchigiano Acquaroli è espressione di Fratelli d’Italia. Sarebbe, quindi, opportuno che il leader di FdI, Giorgia Meloni, facesse un po’ di chiarezza e decidesse se schierarsi da una parte o dall’altra, non si può essere favorevoli alla vaccinazione degli avvocati in una regione si e in una no…

Per altro, come anticipato, il nuovo piano vaccini del governo , che prevede l’apertura delle liste di prenotazione in base all’età e con una corsia preferenziale per i più fragili, dovrebbe aver chiuso ogni discussione. Non a caso la Regione Sicilia da lunedì scorso ha sospeso la vaccinazione degli avvocati, anche quelli che si erano già prenotati, mentre in Toscana si sta discutendo se fare la stessa cosa. Ci aspettiamo, quindi, che la Regione Marche faccia la stessa cosa e concentri i propri sforzi innanzitutto per recuperare il troppo perduto, velocizzando la vaccinazione degli over 80 e facendo al più presto partire quella di over 70 e persone fragili, oltre ovviamente ad avviare il servizio a domicilio.

E’ giusto comunque segnalare che, anche in una vicenda così indecorosamente triste, si può scorgere un piccolo segnale positivo. Qualche iscritto agli ordini professionali oggetto di questo possibile privilegio ha già fatto sapere di non voler avvalersi di questo ingiusto vantaggio, a danno di chi ne ha concretamente più bisogno, preferendo aspettare correttamente il proprio turno. Chapeau…

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