Scuole sicure, farsa senza fine in Comune


Dopo l’incontro con Legnini, Fioravanti annuncia la volontà del commissario di emanare un’ordinanza ad hoc per Ascoli ed esulta per il contributo di 5 milioni di euro per la scuola don Giussani. Che, però, è stato stanziato quasi 4 anni fa, nel luglio 2017

Si era già capito da tempo, ora purtroppo è arrivata la conferma. Sulla sicurezza delle scuole c’è la più assoluta e sconfortante continuità tra la precedente e l’attuale amministrazione comunale. E ovviamente non è certo una notizia positiva, perché il precedente sindaco Castelli nel post terremoto ne ha combinate di tutte i colori (e molti inquietanti particolari sono venuti a galla solo nei mesi scorsi). Il suo successore Fioravanti in campagna elettorale aveva promesso un cambio di passo, un’illusione che con il passare dei mesi è svanita. E l’ultimo indecente teatrino messo in scena dal primo cittadino nei giorni scorsi, in occasione dell’incontro con il commissario straordinario Legnini, ha evidenziato che, per certi versi, Fioravanti è addirittura peggio di Castelli. Perché deve essersi convinto che i cittadini ascolani hanno “l’anello al naso” e sono così sprovveduti che gli si può raccontare qualsiasi “panzana”, che sono pronti a credere a tutto, anche contro ogni evidenza.

Al punto che gli si possono raccontare le “storielle” più fantasiose e improbabili, come ha fatto il sindaco dopo l’incontro con Legnini, anche se, contemporaneamente, la sua giunta comunale metteva “nero su bianco”, su alcuni atti ufficiali del Comune, tutti gli errori commessi e i ritardi provocati dall’amministrazione comunale (passata e attuale). In quelle delibere, in quelle determine, sindaco, assessori e dirigenti comunali scrivono quello che chi si occupa di sicurezza delle scuole cittadine ha sempre saputo, cioè che l’attuale precaria situazione è frutto esclusivamente di alcune scelte politiche “scellerate” del Comune e dell’ormai nota disorganizzazione dell’apparato comunale, non certo di presunte lungaggini burocratiche come da tempo prova a far credere il sindaco.

Il problema, per Fioravanti e la giunta, è che negli atti ufficiali bisogna raccontare la verità, descrivere la realtà dei fatti e non costruire un mondo virtuale come quello presentato nei comunicati stampa o nei ripetuti proclami fatti ai giornali locali. Per loro fortuna tanto quasi nessuno ha la pazienza e la voglia di andare a leggere cosa c’è scritto negli atti ufficiali, in modo da informarsi direttamente alla fonte. Comprensibile che non lo facciano i cittadini, meno che non sentano il dovere di farlo neppure i giornalisti locali. Che, per convenienza o perché non in grado di comprendere cosa è scritto (per la verità con estrema chiarezza) negli atti ufficiali, si limitano a fare da cassa di risonanza ai proclami del sindaco e dell’amministrazione comunale, senza mai preoccuparsi di verificare e, di conseguenza, di fornire ai propri lettori le informazioni corrette.

E’ la stessa storia da anni, si è ripetuto nei giorni scorsi, prima ancora che in occasione dell’incontro con Legnini, con i precedenti proclami del sindaco, puntualmente riportati e amplificati senza alcuna verifica dalla stampa locale, che annunciavano l’affidamento entro marzo degli incarichi progettuali per le 9 scuole cittadine oggetto del finanziamento post terremoto di 4 anni fa. Identico annuncio, riferito però alla fine del 2020, era stato fatto a fine estate e, ovviamente, non è stato neppure in minima parte rispettato (nessun incarico affidato entro fine anno). Non pago, Fioravanti dopo l’incontro con Legnini (che, guarda il caso, non ha rilasciato alcuna dichiarazione) è andato oltre, con dichiarazioni (pubblicate sulla propria pagina facebook) che rappresentano un vero e proprio schiaffo all’intelligenza degli ascolani.

Dopo aver annunciato la volontà del commissario di emanare un’ordinanza ad hoc per la nostra città e l’insediamento di una task force comunale apposita (se ne ricorda presto…), il primo cittadino ha scritto: “infine una bella notizia: proprio poco fa è stato approvato il progetto esecutivo e concesso un contributo di oltre 5 milioni per la scuola media Don Giussani. Le tempistiche per queste attività sono lunghe e farraginose, ma noi continueremo a fare il massimo per accelerarle il più possibile”.

Al di là del fatto che c’è poco di che rallegrarsi che, su decine di Comuni che hanno dovuto affrontare lo stesso percorso, solo per il capoluogo piceno è necessaria un’ordinanza ad hoc, quel “poco fa” a cui fa riferimento Fioravanti per il contributo da oltre 5 milioni per la scuola media Don Giussani è esattamente l’11 luglio 2017, quando con ordinanza del Commissario straordinario (Errani) n. 33 la scuola media di Monticelli, dichiarata inagibile nell’ottobre 2016, veniva inserita tra quelle da finanziare con il programma straordinario per la riapertura delle scuole nelle regioni colpite dal terremoto. Che il sindaco voglia far credere che il finanziamento è stato concesso solo ora è un vergognoso bluff, tentato per non dover spiegare perchè quei soldi sono fermi e in attesa di essere utilizzati da quasi 4 anni, mentre l’80% delle altre 86 scuole oggetto dello stesso finanziamento hanno già visto completati gli interventi o sono in fase di completamento.

Naturalmente in quello, come in tutti gli interventi fatti in tema di sicurezza delle scuole, Fioravanti continua a nascondersi dietro all’alibi delle lungaggini burocratiche. Che, però, viene impietosamente sgretolato dalle relazioni istruttorie delle delibere n. 25 e 26 del 2 febbraio scorso (ma pubblicate sull’albo pretorio on line solo nel fine settimana scorso) relative alla progettazione preliminare per l’intervento di demolizione e ricostruzione delle scuole Don Bosco e D’Azeglio. Nelle quali si ripercorre tutto l’iter dei due interventi, oggetto del finanziamento (gli ormai famosi 31 milioni di euro) previsto dall’Ordinanza del Commissario straordinario n. 56 del 10 maggio 2018 insieme ad altre 7 scuole cittadine (Malaspina, San Filippo, Don Giussani, San Marcello, Ceci, Cantalamessa, Poggio di Bretta).

Complessivamente con quella ordinanza si finanziavano gli interventi in 122 istituti scolastici dei vari comuni del cratere e, dai dati ufficiali forniti dal commissario Legnini, sappiamo che al 24 agosto 2020 oltre il 70% di quegli interventi erano terminati o in corso di effettuazione (ed è presumibile che in questi 6 mesi quella percentuale sia cresciuta). Eppure la burocrazia, l’alibi sempre citato da Fioravanti, è la stessa per il Comune di Ascoli così come per quei Comuni che invece sono così avanti.

La differenza è, appunto, spiegata perfettamente in quelle relazioni che evidenziano come, mentre tutti gli altri Comuni si sono subiti messi all’opera per avviare la progettazione e arrivare presto all’assegnazione dei lavori, l’allora sindaco Castelli, per imperizia o per chissà quale altro motivo, ha avuto la “brillante” idea di non fare nulla per 7 mesi, per poi affidarsi completamente al project financing presentato da alcune imprese locali il 27 dicembre 2018. Che, era chiaro sin dalla sua presentazione, era assolutamente improponibile perché non rispettava alcuni fondamentali requisiti di legittimità, oltre ad essere molto confuso ed approssimativo.

Nonostante tutto, però, Castelli si è intestardito a portarlo avanti e Fioravanti, quando nella primavera del 2019 è subentrato, invece di archiviarlo subito (anche in seguito a diverse pronunce negative che intanto si erano susseguite) ha atteso altri 12 mesi prima di metterlo definitivamente da parte (delibera n.77 del 14 maggio 2020). In pratica più di 2 anni completamente persi, nel corso dei quali gli altri Comuni hanno portato avanti tutte le procedure necessarie per dare il via ai lavori, a cui si sono aggiunti gli ulteriori ritardi nel programmare ed effettuare le necessarie verifiche di vulnerabilità sismica, che solitamente si concludono nel giro massimo di 3-4 mesi ma che nel “meraviglioso” Comune di Ascoli si sono protratte per oltre un anno.

Sempre gli atti ufficiali del Comune confermano, inoltre, che non c’è neppure una minima possibilità che realmente entro marzo vengano affidati gli incarichi progettuali per gli interventi nelle scuole. Basta leggere la determina n. 232 del 1 febbraio scorso, pubblicata la settimana scorsa nell’albo pretorio online, per capirlo. Con quella determina vengono nominati i commissari della Commissione comunale chiamata a verificare e giudicare le offerte per la gara europea per la progettazione dei lavori di adeguamento sismico della Malaspina. Gara che, è opportuno ricordare, è stata indetta a settembre, con il termine per la presentazione delle offerte fissato al 15 settembre. Sono passati 5 mesi e siamo in “alto mare”, addirittura siamo ancora alla nomina della Commissione giudicatrice.

Sarebbe già tanto se entro marzo si arrivasse all’aggiudicazione di quella progettazione. Ma è chiaro che è assolutamente impossibile che entro quella data si arrivi ad assegnare anche la progettazione per le altre scuole per le quali l’iter (che per la Malaspina si trascina da 5 mesi) non è neppure iniziato. Con simili tempi sarebbe già una sorta di miracolo se si riuscisse a farlo entro la fine dell’estate. Sempre ricordando che, comunque, l’eventuale aggiudicazione della progettazione sarebbe comunque il primo, anzi l’atto preliminare, del lungo iter (come al solito ad Ascoli ancora più lungo che in altri comuni…) che dovrà poi portare all’assegnazione dei lavori.

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