Fondi per gli anziani, San Benedetto spende quasi il doppio rispetto ad Ascoli


Dal monitoraggio effettuato dalla piattaforma online Openpolis, sulla base dei dati relativi alla spesa per le politiche a sostegno degli anziani estrapolati dai bilanci comunali, emerge che il capoluogo piceno spende 24,11 euro pro capite mentre San Benedetto 41,58 euro

Poco più di 24 euro pro capite. A tanto ammonta la spesa del Comune di Ascoli per il supporto agli anziani. E’ quanto emerge dal tradizionale monitoraggio effettuato dalla piattaforma online Openpolis estrapolando dai bilanci dei Comuni i dati relativi alla spesa per le politiche a sostegno della popolazione anziana. Un dato che è determinato da una serie di voci che comprendono le spese per le strutture residenziali e di ricovero e gli interventi contro i rischi legati alla vecchiaia: reddito insufficiente, perdita dell’autonomia per svolgere le attività quotidiane e la ridotta partecipazione alla vita sociale/collettiva.

Il monitoraggio parte dalla constatazione che negli ultimi 20 anni la popolazione anziana è sensibilmente aumentata, così come l’età media nel nostro paese. Nel 2002 la popolazione con età superiore a 65 anni era il 18,7% del totale, mentre al 1 gennaio 2020 questa percentuale è salita al 23,2%, con un incremento del 24,1% in 19 anni. Una crescita notevole, soprattutto se paragonata alle altre due face di età prese in considerazione, quella 0-14 e quella ampia 16-64, entrambe diminuite. Per questo è sempre più importante e necessario pianificare e porre in essere strategie di welfare pubblico che mettano al centro questa importante fetta della popolazione.

Partendo, appunto, dalla verifica sulla spesa che ogni Comune effettua annualmente per questa fascia di popolazione. Nei bilanci delle amministrazioni comunali c’è una voce dedicata alle azioni per il supporto agli anziani. Comprende le spese per le strutture residenziali e di ricovero, come le Rsa, ma anche gli interventi contro i rischi collegati alla vecchiaia, dal reddito insufficiente alla perdita dell’autonomia nello svolgere le incombenze quotidiane, fino alla ridotta partecipazione alla vita sociale. Questa voce può includere anche sovvenzioni a soggetti pubblici e privati che lavorano nell’ambito, indennità in denaro o di cura, finanziamenti per l’assistenza quotidiana, politiche per favorire la mobilità, sussidi a favore di persone che si prendono cura degli anziani o supporto alle attività dei centri sociali.

Premesso che spesso i Comuni non inseriscono le spese relative a un determinato ambito nella voce dedicata, rendendo così problematica un’analisi completa, dai dati di Openpolis emerge che è marchigiano il Comune che in assoluto ha la spesa pro capite per anziani più alta d’Italia, Castelsantangelo sul Nera (MC) con 2.337,53 euro annue pro capite. Dietro il comune maceratese Vinadio (CN), con 2.301,44 euro, seguito da Moggio Udinese (UD) con 1.730,22 euro. Si tratta di comuni con poche centinaia di abitanti che, quindi, non possono essere presi come riferimento. Infatti lo scenario cambia radicalmente quando si prendono in considerazione i comuni più grandi, i capoluoghi di provincia.

Quello che in assoluto spende di più per gli anziani è il Comune di Trieste con 103,38 euro pro capite, seguito da Milano, Venezia, Firenze e Bologna. Per quanto riguarda le Marche, su poco più ci 1,5 milioni di residenti la popolazione over 65 è del 13,5% mentre quella over 85 è del 4,5%. Naturalmente il Comune che spende maggiormente per l’assistenza agli anziani è quello di Castelsantangelo su Nera, seguito dal Comune di Gualdo (MC) con 586,01 euro pro capite e da quello di Urbisaglia (MC) con 541,71 euro. Subito dietro i Comuni di Penna San Giovanni e Muccia, anch’essi entrambi della provincia di Macerata. Per quanto riguarda i capoluoghi di provincia quello che spende più è il Comune di Pesaro con 35,53 euro pro capite, seguito dal Comune di Ascoli con 24,11 euro, Ancona con 21,51 euro, Fermo 20,29 euro e Macerata 11,57 euro.

Per quanto riguarda la provincia di Ascoli, dove gli ultra 65enni sono pari al 25,5% della popolazione (52.731 su 198.377 abitanti)va innanzitutto evidenziato come per 17 comuni su 32 non ci sono dati disponibili. Cresce l’indice di vecchiaia (cioè il rapporto tra il numero di ultra 65enni ed il numero dei giovani fino ai 14 anni) che passa da 211,3 a 218,4 (in pratica nella provincia di Ascoli ci sono 218,4 anziani ogni 100 giovani). Il Comune che ha spesa pro capite annua per anziani più elevata è quello di Rotella con 156,41 euro, seguito da Montalto con 105,37 euro. Il Comune di San Benedetto ha una spesa pro capite per anziani quasi doppia rispetto al Comune di Ascoli (41,58 euro rispetto ai 24,11 euro del capoluogo di provincia), mentre tutti gli altri Comuni che hanno fornito i dati hanno una spesa pro capite per anziani addirittura inferiore ai 10 euro.

Dall’analisi emerge, quindi, come i Comuni più piccoli (specie quelli dell’entroterra) sono quelli che hanno una presenza percentuale maggiore di anziani (in alcuni casi anche il 30% dei loro abitant). Ma, al tempo stesso sono anche quelli che hanno maggiori difficoltà nel bilancio e, quindi, in termini statistici destinano somme irrilevanti per queste attività (anche se poi in realtà i problemi e le soluzioni sono affrontati e risolti in termini pratici).

Soprattutto, però, si evidenzia con chiarezza che, a fronte di una spesa capite nazionale di 17,65 euro, a parte i quelli che abbiamo citato, che destinano risorse maggiori agli anziani, tutti gli altri Comuni sono in difficoltà, vista l’esiguità delle risorse destinate a queste politiche. “Risulta evidente – commenta il responsabile Uil di Ascoli Piceno Guido Bianchini – che per fornire risposte adeguate occorre attivare politiche sinergiche tra i vari enti, ridurre spese e burocrazia, forse anche procedendo ad unificare ed accorpare alcuni comuni con pochi abitanti. Solo così è possibile riuscire a tutelare gli anziani anche rispetto ai nuovi bisogni emersi in questa vicenda pandemica

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