L’ultima follia della Lega, il liscio di Casadei tra i valori fondanti della Repubblica!


Dopo essersi lamentata più volte nelle ultime settimane per il fatto che, con l’emergenza pandemia, il Parlamento perde tempo dietro questioni non importanti, la Lega presenta una proposta di legge per riconoscere “Romagna mia” tra i valori fondanti della Repubblica…

E’ uno scandalo si perda tempo su questioni che ora non sono certo così importanti, il Parlamento in questo momento deve avere altre priorità”. Quante volte, in queste settimane con il paese alle prese con la drammatica pandemia da coronavirus, abbiamo sentito ripetere questa affermazioni dai rappresentanti dell’opposizione che, in questo modo, intendevano accusare il governo e la maggioranza di far perdere tempo al Parlamento dietro a questioni che in questo momento devono essere ritenute secondarie rispetto a quella che l’evidente emergenza. Soprattutto la Lega, e in particolare il suo leader, ha più volte utilizzato questo refrain per cercare di screditare alcune iniziative del governo o di alcuni parlamentari della maggioranza che lo sostiene.

Solo per limitarci ai casi più recenti tale riferimento è stato utilizzato da Salvini quando l’esecutivo ha cambiato i decreti sicurezza, calendarizzando poi la conseguente discussione e approvazione in Parlamento. Ma anche per contestare la calendarizzazione della discussione su un progetto di legge che si propone di attuare alcuni provvedimenti per rendere meno disumana la situazione nelle carceri italiane o, ancora, per stigmatizzare l’annunciata presentazione, da parte di alcuni parlamentari della sinistra, di un emendamento relativo alla cosiddetta “patrimoniale”.

Al di là del fatto che ovviamente l’emergenza covid non può certo fermare completamente l’attività politica, a maggior ragione su argomenti che, a prescindere dalle differenti opinioni, sono sicuramente di assoluta rilevanza per il paese e per la vita dei cittadini (e nessuno può ragionevolmente pensare che i decreti sicurezza, la situazione nelle carceri italiane e tutto il discorso che riguarda le tasse e la giustizia sociale), in linea massima si può essere d’accordo che in un periodo come questo il Parlamento non debba perdere tempo ad occuparsi di questioni secondarie e comunque non fondamentali per la vita del paese. Però siamo sempre alla solita storia del “predicar bene e razzolare male” o, peggio ancora, al “bue che disse cornuto all’asino”.

Perché bisogna avere una fervida immaginazione o, più probabilmente, un’imbarazzante forma di deviazione mentale per ritenere i decreti sicurezza o gli interventi di presunta giustizia sociale meno importanti, e di conseguenza meno meritevoli di attenzione, della canzone “Romagna mia”. Si perché, proprio Lega che non voleva impegnarlo a discutere di quelle tematiche, al tempo stesso pretenderebbe che il Parlamento discuta e si esprima sulla proposta di legge per riconoscere la canzone “Romagna mia” tra “i valori fondanti della nascita e dello sviluppo della Repubblica”, al punto di pretendere poi che i “profondi” valori insiti in quella canzone vengano insegnati nelle scuole di ogni ordine e grado italiane.

Sembra incredibile (e lo è per davvero), anche noi, come chi legge, abbiamo a lungo atteso che uscisse fuori il cartello “sei su Scherzi a parte” o che qualcuno ci ricordasse che è il 1 aprile, il giorno tradizionalmente dedicato al cosiddetto “pesce d’aprile”. Invece è tutto vero, il 3 novembre scorso, negli stessi giorni in cui la pandemia si avviava a raggiungere il picco di questa seconda fase e l’Italia era di nuovo alle prese con le drammatiche conseguenze, in termine di ricoveri e decessi, del virus la Lega ha presentato in tutte e due i rami del Paralmento (sia Camera che Senato) la proposta di legge n. 2766 “Riconoscimento della canzone “Romagna mia” quale espressione popolare dei valori fondanti della nascita e dello sviluppo della Repubblica”.

E che per la Lega sia una proposta di legge importante è confermato dal fatto che sono ben 11 i parlamentari che hanno firmato il progetto di legge (Jacopo Morrone, Alex Barzano, Simone Billi, Silvia Covolo, Benedetta Fiorinim Igor Iezzi, Elena Lucchini, Manfredi Potenti, Gianni Tonelli, Vania Valbusa, Eugenio Zoffoli). Fino ad ora al massimo a “Romagna mia” erano state intitolate due piazze (una a Gatteo Mare e una a Ravenna) e, sempre a Gatteo Mare (dove secondo la storia fu concepita) gli erano state dedicate le installazioni luminose estive. Ma neppure alla Regione Emilia-Romagna era mai venuta in mente di dedicarle un simile riconoscimento. Da leggere con particolare l’attenzione le motivazioni per cui, secondo la Lega, bisognerebbe adottare un simile riconoscimento.

La canzone “Romagna mia” – scrivono i parlamentari del Carroccio – una delle canzoni italiane più note nel mondo, è stata scritta più di cento anni fa ed, esattamente, il 1° aprile 1906. La sua musica conserva ancora oggi un’energia e una melodia che hanno un impatto fortissimo sul pubblico e che restano impresse nella memoria e nelle emozioni di ciascuno di noi, oltre a essere una garanzia per gli addetti ai lavori che assicurano la sopravvivenza di questo genere musicale e a rappresentare uno spunto importante sia per gli artisti che provengono da altri generi musicali sia per le nuove generazioni. I primi messaggeri della canzone “Romagna mia” sono i turisti, che la diffondono nel mondo, che ne parlano, la ascoltano e la fanno ascoltare ad altri”.

La canzone “Romagna mia” – proseguono i leghisti – è uno dei brani musicali che caratterizzano il nostro Paese e che hanno lasciato una traccia, un solco importante, nella storia di una terra, di una regione come la Romagna, non rappresentando solo una canzone ma una semplice e al tempo stesso profonda espressione di un modo di essere che va al di là dell’essenza romagnola che essa esprime. La canzone “Romagna mia” è, infatti, l’espressione di un modo di vivere in positivo tutte le sfumature della vita e di un forte legame con le proprie origini. Negli anni, inoltre, la fama della canzone “Romagna mia” è andata sempre crescendo, arrivando anche a travalicare i confini nazionali. Ciò premesso, con la presente proposta di legge si intende, finalmente, riconoscere questa canzone quale espressione popolare – vissuta e pur sempre in continua evoluzione rispetto ai diversi momenti storici – dei più alti valori alla base della nascita della nostra Repubblica”.

Nello specifico la legge, poi, si compone di 2 semplici articoli. Il primo che, appunto, la riconosce tra “i valori fondanti della Reppublica” e il secondo che introduce, partire dal prossimo anno scolastico “nelle scuole di ogni ordine e grado” lo studio della canzone stessa. Chissà l’effetto che farebbe sentire i nostri studenti, dopo aver recitato i versi di Leopardi, declamare con lo stesso trasporto “sento la nostalgia d’un passato dove la mamma mia ho lasciato”…

Per altro, a rendere ancor più surreale (come se fosse necessario) questa incredibile proposta di legge, c’è anche un macroscopico errore, visto che, come è ampiamente noto (almeno agli amanti del genere musicale), “Romagna mia” è stata scritta da Casadei nel 1954, mentre il 1 aprile 1906 (indicato nella proposta di legge) in realtà è la data di nascita del compositore romagnolo. Un problema non da poco perché così non ci sarebbe più il fondamento (si fa per dire) per dichiarare “Romagna mia” tra i valori alla base della nascita della nostra Repubblica.

Poco male, si potrebbe sempre ripiegare sulla canzone anticomunista “Avanti Ragazzi di Buda”, scritta da Pier Francesco Pingitore nel 1996. Che, per altro, avrebbe anche la precedenza su “Romagna mia” visto che la proposta di legge per riconoscerla “espressione dei valori fondanti della Repubblica” era stata presentata qualche settimana prima (a fine settembre), sempre due senatori leghisti (e chi altri poteva mai…), Claudio Barbaro e William De Vecchis.

E’ un atto necessario di verità e correttezza per chi ama l’Italia, questo è l’universalismo che merita un riconoscimento trasversale, non certo Bella Ciao” avevano spiegato i due firmatari della proposta di legge.

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