C’era una volta la “patriota” Giorgia Meloni…


L’Ungheria di Orban e la Polonia di Morawiechi, con il veto al Recovery Found, rischiano di provocare un grosso danno al nostro paese che aspetta 209 miliardi (82 a fondo perduto). Ma la Meloni, invece di tutelare gli interessi degli italiani, va in supporto ai suoi alleati politici…

L’ipocrisia dei sovranisti di casa nostra, di quei politici che si riempiono la bocca con parole come “patria” e slogan del tipo “prima gli italiani” o “dalla parte degli italiani”, era già stata ampiamente smascherata mesi fa. Ad esempio quando, nel Parlamento europeo, Lega e Fratelli d’Italia non avevano votato a favore dei Recovery bond (la Lega aveva votato contro, FdI si era astenuta) che avrebbero fatto arrivare in Italia decine e decine di miliardi, ossigeno puro per il nostro paese in una fase delicata come quella che stiamo vivendo.

Nelle settimane successive, quando poi il Recovery Fund così richiesto dal nostro governo era diventato realtà, invece di mostrarsi soddisfatti per un risultato fondamentale, quasi decisivo, per le future sorti dell’Italia, avevano minimizzato e anche criticato, perché più che essere felici per ciò che una simile storica decisione avrebbe comportato per gli italiani, erano infastiditi per le conseguenze per la propria incessante propaganda politica.

Infatti così si affievoliva uno dei capisaldi della loro propaganda (l’Europa che umilia e soffoca l’Italia) e, ancor più, quel risultato premiava il lavoro del premier Conte e del ministro Gualtieri nelle settimane precedenti. Ma, se c’erano ancora dei dubbi sul fatto che molti di quei politici che si professano “patrioti” in realtà dell’interesse e delle necessità degli italiani gliene frega poco o nulla, le vicende degli ultimi giorni hanno spazzato via ogni incertezza.

Perché questa volta siamo ben oltre la semplice ipocrisia, nel comportamento e nelle affermazioni di Giorgia Meloni, che invece di alzare la voce per tutelare gli italiani ricorre addirittura ad autentiche mistificazioni e falsità pur di difendere i propri alleati politici come Orban e Morawiechi (Ungheria e Polonia), che con il loro comportamento rischiano di provocare grossi danni al nostro paese, c’è di fatto l’evidente dimostrazione di quali siano le reali priorità della leader di Fratelli d’Italia. Eppure ciò che sta accadendo è di una chiarezza sin troppo elementare.

I governi di Ungheria e Polonia, hanno posto il veto alla procedura di approvazione del Recovery Found e del bilancio Ue dei prossimi 7 anni, bloccando di fatto i fondi di ripresa. Come è noto l’Italia riceverà ben 209 miliardi, di cui 82 a fondo perduto. Una manna, vero ossigeno per il nostro paese, naturalmente a patto che quei fondi vengano usati in maniera adeguata. Il veto di Orban e Morawiechi ovviamente non significa che quei fondi sfumeranno ma il rischio che possano ritardare di molto è più che concreto. E, superfluo sottolinearlo, questa sarebbe una iattura per il nostro paese.

In una simile situazione logica e buon senso vorrebbe che, chi nella rappresentazione propagandistica si raffigura come supremo difensore e paladino degli interessi degli italiani, vada all’attacco di quelli che sono comunque propri alleati politici ma i cui interessi politici in questo momento mettono a rischio il nostro paese. In altre parole, un vero “patriota” (come amano definirsi e rappresentarsi Salvini e Meloni) non avrebbe il minimo dubbio su cosa fare, non esiterebbe ad andare all’attacco di Orban e Morawiechi, in difesa delle necessità e degli interessi del proprio paese.

Già, ma questo è quello che farebbe chi davvero ha come assoluta e reale priorità, non per mera finzione propagandistica, la “sacra” difesa degli interessi della nazione. E che Salvini abbia indossato i panni del “patriota” (lui che da sempre era l’esatto opposto) solo per calcolo politico non lo scopriamo certo ora. Stupisce, invece, un po’ di più il comportamento della Meloni che, al di là del condividere o meno le sue posizioni, fino a poco tempo fa sembrava un po’ più credibile quando si ergeva a paladina della patria.

Purtroppo non è così e questa vicenda ha fatto cadere l’ultimo velo, ammesso che ancora ci fosse. In realtà fino ad ora, almeno su questa vicenda, Salvini non ha proferito parola, probabilmente in evidente imbarazzo. Giorgia Meloni, invece, non solo non ha condannato il comportamento di Orban e Morawiechi ma, pur di difendere i propri alleati (andando, così, contro gli interessi di quegli italiani che dice di voler tutelare), ha addirittura provato a costruire un’improbabile realtà, assolutamente infondata e non veritiera, per scaricare su altri (la solita Europa tiranna…) colpe che sono evidentemente solo dei due leader di Ungheria e Polonia.

I cattivoni sovranisti Polonia e Ungheria mettono il veto sul Recovery Fund e la Meloni non dice nulla – scrive la leader di FdI sui social – avete sentito ripetere questa nuova litania alla sinistra e ai grillini? Ovviamente la verità è, come al solito, molto diversa da come la racconta questa gente. I soliti noti dell’eurosistema, di cui ormai fa parte anche il M5S oltre al PD, vogliono vigliaccamente utilizzare i soldi del Recovery Fund per piegare quelle Nazioni, come Polonia e Ungheria, che vogliono difendere le radici classiche e cristiane d’Europa e i propri confini dall’immigrazione illegale di massa. “Se non accettate la clausola dello stato di diritto (cioè cedere la propria sovranità all’eurosistema) niente soldi per combattere il covid”. Quanto fa schifo questo ricatto? Al momento Polonia e Ungheria hanno risposto come era facile prevedere: non si sono piegati e hanno posto il veto sul bilancio UE. Di chi è la colpa di questo stallo secondo voi? Di chi crede di poter comprare la libertà e la sovranità dei popoli europei o di chi le difende?”.

A fare schifo, in realtà, è la vergognosa mistificazione della Meloni che, per le più becere ragioni di propaganda, getta fumo negli occhi, tirando fuori i soliti “cavalli di battaglia” (le radici cristiane dell’Europa, la difesa dei confini, la cessione di sovranità) che tanto piacciono ai suoi ultras accecati e pronti a credere a tutto, anche contro l’evidenza, pur di non dire nulla contro i suoi “amici” sovranisti. Quasi superfluo sottolineare che la realtà è completamente differente (e siamo certi che anche la Meloni ne è pienamente consapevole), nessuno, men che mai la Ue, vuole mettere in discussione le radici cristiani dell’Europa né tanto meno c’entrano qualcosa la difesa dei confini o la presunta cessione di sovranità.

Molto più semplicemente, come è noto sin dalla sua approvazione, i fondi del Recovery Fund da distribuire ai vari paesi europei sono legati al cosiddetto meccanismo sullo Stato di diritto, un meccanismo di tutela concordato con il Parlamento europeo. Che, però, prende in considerazione tutt’altri aspetti rispetto a quelli vaneggiati dalla Meloni e prevede lo stop ai fondi Ue per quei paesi che non rispettano l’indipendenza della magistratura, la libertà dei media e altri parametri che riguardano la lotta all’evasione e gli strumenti anti frode. Principi, irrinunciabili in uno “Stato di diritto”, che dovrebbe essere logico e naturale che paese europeo condivida.

Il problema è che in Ungheria e Polonia non è esattamente così, non fosse altro già per le recenti leggi approvate che mettono in grande discussione l’indipendenza del potere giudiziario, per non parlare dei gravi limiti di fatto posti alla libertà di stampa. Orban e Morawiechi ne sono perfettamente consapevoli e, per questo, usano l’arma del veto come forma di ricatto. Per quanto censurabile sia questo comportamento, era da aspettarselo da parte loro. Quello che invece non era prevedibile e che è ancora più inaccettabile è che la Meloni sia scesa così in basso pur di non andare contro i suoi alleati, fregandosene degli interessi degli italiani.

La Meloni in queste ore sta offendendo milioni di italiani – scrive Leonardo Cecchi – Orban sta provando, come sempre, ad approfittare dei contribuenti italiani ed europei e al contempo a non avere obblighi di sorta. Vuole la botte piena e la moglie ubriaca. La Meloni sta difendendo tutto questo, sta difendendo un paese e un presidente che campa grazie ai soldi delle nostre tasse e che si rifiuta di aiutarci. Non sta in nessun modo difendendo l’Italia: sta difendendo un sistema che va a nostro danno”. Impossibile non condividere…

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