Emergenza covid, chi prende in giro i marchigiani?


Da un lato medici, dirigenti e personale sanitario che parla di situazione drammatica negli ospedali marchigiani, dall’altra la Regione secondo cui il sistema sanitario regionale sta reggendo senza problemi. I dati delle ultime settimane per provare a capire chi ha ragione…

Come si diceva una volta, la fredda cronaca degli ultimi 15-20 giorni nelle Marche. Venerdì 23 ottobre: la nuova dirigente del Dipartimento Emergenza Urgenza dell’Area Vasta 3 (Macerata-Civitanova) annuncia la necessità di riaprire immediatamente il Covid Hospital di Civitanova perché la situazione negli ospedali maceratesi è ormai oltre il limite di guardia.

Sabato 24 ottobre: la direttrice medica ospedaliera dell’ospedale Mazzone, Diana Sansoni, insieme al dottor Giancarlo Viviani, invia una lettera a tutti i reparti degli ospedali di Ascoli e San Benedetto e alla direzione dell’Area Vasta 5 per annunciare la sospensione dell’attività operatoria programmata nei due ospedali “visto l’andamento dell’emergenza pandemica in atto e l’indisponibilità di posti di terapia intensiva nelle unite operative di Anestesia e Rianimazione”. Stessa decisione viene presa dall’ospedale Torrette di Ancona, con il direttore generale Michele Caporossi che descrive una situazione di assoluta emergenza, praticamente drammatica, senza più posti letto neppure nella mini rianimazione covid allestita al Pronto Soccorso dove, racconta Caporossi, da un paio di giorni ci sono 5 pazienti intubati provenienti dagli ospedali di Fermo e Macerata che restano lì parcheggiati senza sapere dove ricoverarli.

Venerdì 30 ottobre: in un disperato appello pubblicato su tutti i quotidiani locali il direttore generale dell’Area Vasta 5, Cesare Milani, definisce la situazione del Piceno e dei due ospedali di Ascoli e San Benedetto drammatica.

Venerdì 6 novembre: ben 40 sindaci della provincia di Fermo sottoscrivono un appello nel quale, tra le varie cose, definiscono allarmante la situazione dell’ospedale Murri di Fermo.

Lunedì 9 novembre: in un appello pubblicato su tutti i quotidiani locali il sindacato degli infermieri lancia l’allarme per la situazione nelle Rsa e nelle Case di riposo in relazione all’esplosione dei casi covid e alla carenza di personale sanitario. Martedì

10 novembre: le organizzazioni sindacali di medici e infermieri lanciano l’allarme per il sistema di tracciamento, in diverse zone della regione completamente saltato o in tilt. A conferma di ciò in quelle stesse ore il Sisp dell’Area Vasta contatta telefonicamente alcune persone risultate positive ai tamponi effettuati il 28 ottobre, chiedendo l’elenco dei contatti diretti, cioè di quelle persone che sarebbero dovute andare in quarantena (che terminerebbe mercoledì 11 novembre)!

Mercoledì 11 novembre: in una dura nota l’Ordine dei medici denuncia come i medici debbano operare in una situazione precaria, sottolineando come manchino quasi completamente i necessari servizi sul territorio. Intanto l’Area Vasta 5 (Ascoli), preso atto del caos del Pronto Soccorso, autorizza l’apertura di una tenda, sempre del Pronto Soccorso, per ospitare altri pazienti covid.

Venerdì 13 novembre: la stampa locale riporta la denuncia di alcuni operatori sanitari maceratesi che raccontano che nei due ospedali ci sono pazienti intubati ma in attesa perché non ci sono posti, quindi sono in attesa di essere trasferiti a Civitanova. Dove, però, ci sono moduli liberi che non vengono aperti perché mancano medici e infermieri. E proprio davanti al Covid Hospital di Civitanova si svolge una manifestazione di protesta di medici e infermieri che, tra le altre cose, denunciano la mancanza di almeno 500 tra medici e infermieri, necessari per gestire al meglio la pandemia nelle Marche. A Fermo, invece, medici e sindacati insorgono: “il Murri chiuso a tutte le patologie non covid”.

Sabato 14 novembre: in un’intervista pubblicata su un quotidiano locale il direttore generale dell’Asur Marche, Nadia Storti, afferma che nella nostra regione mancano medici e infermieri per affrontare adeguatamente l’emergenza covid. Gli operatori sanitari dell’Area Vasta 3 accusano: “ospedali in crisi a Macerata e Civitanova, contagiati pazienti e personale sanitario”. Nell’Area Vasta 5 il direttore generale Cesare Milani annuncia che, vista la situazione sempre più drammatica, sono stati individuati 30 posti letto covid nella Rsa di Ripatransone. Il direttore dell’Area Vasta 4 (Fermo), Licio Livini, afferma: “siamo in un momento di grande emergenza. Le strategie per il Murri sono dettate dalla gravità della situazione”.

Sempre mercoledì 14 novembre, esattamente alle 15:31, la Regione Marche diffonde un comunicato stampa, non firmato né dal presidente Acquaroli, né da alcun assessore, dal titolo “Il sistema sanitario di fronte alle sfide covid 19: un quadro di insieme”.

Con la condizione attuale della pandemia e il recente passaggio delle Marche da regione “gialla” a regione “arancione” nonostante i dati confermino un rallentamento della crescita epidemiologica – si legge nel comunicato – si fa presente la situazione dell’assistenza sanitaria e sociosanitaria attuale nel territorio marchigiano. La rete ospedaliera ha dimostrato e continua a dimostrare una buona capacità di tenuta all’ondata pandemica. Si conferma che le strutture sanitarie regionali hanno capacità e spazio importante a disposizione per accogliere sia i pazienti Covid-19 che i pazienti con patologie ordinarie.  Come confermano i dati degli ultimi giorni, il bisogno di terapia intensiva per pazienti Covid-19 è al momento stazionario.

Rispetto agli iniziali 115 posti letto di terapia intensiva, è stato approntato un incremento di più del 40% di posti letto aggiuntivi (per un totale ad oggi di 164 posti letto TI), che ci consente di mantenere a disposizione dei cittadini le risposte per interventi chirurgici necessari per la garanzia della salute pubblica. Inoltre, la rete ospedaliera del privato accreditato ha testimoniato la volontà di essere a disposizione per allargare l’offerta sia per pazienti Covid che per pazienti non-Covid, accettando i trasferimenti dagli ospedali pubblici e consentendo pertanto di liberare posti letto. Sono attive al momento 33 unità di Usca. Nelle strutture residenziali per anziani con ospiti covid-positivi, vengono inviate le squadre Usca ed anche medici professionisti specialisti dagli ospedali, garantendo una verifica quotidiana per permettere anche di ricoverare tempestivamente pazienti quando necessario.

Sono attive e in fase di potenziamento strutture residenziali post-acuzie che accolgono pazienti a seguito delle dimissioni dagli ospedali. La Regione ha anche individuato nei giorni scorsi 10 alberghi, di cui 2 già contrattualizzati e aperti, per garantire l’isolamento fiduciario e la sorveglianza sanitaria dei soggetti Covid positivi che non hanno bisogno di cure ospedaliere e che non possono effettuare l’isolamento delle proprie abitazioni. Questi fattori permettono di rassicurare ad oggi la popolazione sulla tenuta del sistema sanitario regionale che sta reggendo prontamente alla seconda ondata pandemica ed è pronto a rispondere alle esigenze dei cittadini. Si continua a monitorare costantemente la situazione nell’attesa di conoscere i dati delle prossime settimane”.

E’ del tutto evidente che il quadro riassuntivo fornito dalla Regione stride clamorosamente rispetto alle testimonianze e agli appelli che arrivano da tutte le Aree Vaste e dagli ospedali regionali. Per questo non ci sono alternative, o gli uni (la Regione) o gli altri (dirigenti e personale sanitario) si stanno prendendo gioco dei marchigiani raccontando delle falsità. Ma, anche se non abbiamo dubbi su chi prende in giro i marchigiani, per quanto ci riguarda ci limitiamo a fornire solo alcuni dati che possono aiutare a comprendere meglio la situazione.

Nel maggio scorso (fine della prima fase della pandemia) le Marche complessivamente avevano fatto registrare poco meno di 7 mila contagiati, con 987 decessi. Ora i casi positivi complessivamente sono saliti a 23.316, con 1111 decessi. Al 15 novembre sono complessivamente 642 le persone ricoverate (per la Regione sarebbero 560 perché, non si capisce bene per quale ragione, non conteggia quelli che sono ricoverati nei vari Pronto Soccorso degli ospedali marchigiani), di cui 77 in terapia intensiva (+ 3 rispetto al giorno precedente) e 143 in semi intensiva (+1). Negli ultimi 10 giorni i nuovi positivi sono stati 6348 (media di 634,8 al giorno) con ben 76 morti, rispetto ai 4.821 nuovi positivi e 29 decessi dei 10 precedenti.

Per quanto riguarda la percentuale di positivi in relazione ai tamponi effettuati, è passata dal 29,8% della settimana precedente (2-8 novembre) al 33,7% dell’ultima settimana (9-15 novembre), con punte del 35,4% e del 35,6% rispettivamente martedì 10 e venerdì 13 novembre, quasi il doppio rispetto alla media nazionale del 17,4%. Da segnalare, infine, che le Marche si confermano la regione che in proporzione effettua meno tamponi in tutto il paese, con differenze anche piuttosto marcate (fino a 3-4 volte in meno) rispetto alla maggior parte delle altre regioni.

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