Piano delle opere pubbliche, l’ennesimo “grande bluff”


Nel programma opere pubbliche  2021, approvato il 15 ottobre, inseriti 73 interventi di cui ben 63 facevano parte del programma 2020. E la stessa amministrazione comunale di fatto ammette che solo pochissime di quelle opere hanno la possibilità di essere avviate…

Lo avevamo anticipato lo scorso anno, ora è arrivata la conferma: l’allievo (Fioravanti) ha superato il maestro (Castelli). Almeno per quanto riguarda quello che viene definito, sempre più in maniera pertinente per quanto riguarda il Comune di Ascoli, “il libro dei sogni”, il piano annuale delle opere pubbliche. Un vero e proprio jolly che l’amministrazione comunale sfrutta, per fini propagandistici e per la solita autocelebrazione, al momento della sua approvazione promettendo una serie impressionante di interventi che, se concretamente realizzati anche in parte, trasformerebbero radicalmente la città.

Nei 10 anni in cui il sindaco era Guido Castelli ormai era diventata una tradizione, ogni anno con la solita enfasi veniva annunciato un faraonico piano di opere pubbliche che puntualmente, al momento di tirare le somme, risultava “carta straccia”, non veniva mai concretamente realizzato. Ma chi auspicava un atteggiamento più serio e responsabile da parte della nuova amministrazione già lo scorso anno era rimasto deluso. Perché il piano annuale opere pubbliche presentato da Fioravanti comprendeva ben 82 interventi e, già al momento della sua approvazione, al netto della solita enfasi era chiarissimo quale sarebbe stato il suo destino.

Nei giorni scorsi, poi, è stato approvato (delibera n. 210 del 15 ottobre) il nuovo programma di opere pubbliche triennale (2021-2023), con il piano annuale per il 2021 che prevede 73 interventi per un presunto investimento di 84 milioni di euro. Già numeri del genere farebbero sorgere qualche sospetto sulla sua reale attendibilità. Ma più si va nel dettaglio, più si analizzano quel piano e tutti gli atti ad esso collegati e i più i dubbi si trasformano in sconfortanti certezze. Prima di addentrarci nell’analisi, occorre innanzitutto sottolineare come le norme in materia prevedano che, insieme al programma triennale delle opere pubbliche, vadano approvati importanti documenti strettamente ad esso connessi, come il quadro delle risorse disponibili, l’elenco degli immobili comunali in vendita, l’elenco degli interventi del precedente programma non avviati e non ripresentanti.

Inoltre, all’interno del programma annuale, per ogni intervento devono essere indicate le fonti di finanziamento, il livello di progettazione approvata, il trimestre di inizio e quello di fine lavori. E proprio sulla base di questa serie di informazioni emerge con assoluta chiarezza quanto quel piano sia l’ennesimo grande bluff, con in più la solita imbarazzante confusione e approssimazione che caratterizza ogni atto ufficiale comunale, tra clamorose contraddizioni e inaccettabili “strafalcioni”. In realtà già ad un’analisi superficiale balza subito agli occhi che siamo di fronte ad un vero e proprio “copia e incolla”, visto che 63 dei 73 interventi previsti erano presenti nel piano dello scorso anno.

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Ne consegue che evidentemente il piano del 2020 è stato quasi completamente disatteso. Anche perché a quelle 63 opere non avviate e riproposte per il 2021 se ne aggiungono altre 3 che la stessa amministrazione ammette di non aver avviato e di non aver riproposto neppure per il prossimo anno (allegato I – scheda F), più altri 4 interventi di cui si sono perse le tracce (non vengono citati nei vari allegati e non sono stati avviati). In altre parole solo 9 delle 82 opere inserite nel piano opere pubbliche 2020 sono state realizzate o quanto meno avviate (in pratica tutte le manutenzioni e poco altro). Appena l’11%, una percentuale che, pur considerando che indiscutibilmente l’emergenza covid ha inciso, è semplicemente imbarazzante e rappresenta una solenne e inequivocabile bocciatura per l’amministrazione comunale.

Può capitare, per carità. Il problema è che, analizzando nel dettaglio tutti gli atti relativi al piano opere pubbliche del 2021, appare sin troppo evidente che la storia rischia di ripetersi con il piano 2021. Il principale indicatore per comprendere se ogni intervento inserito nel piano annuale ha la possibilità concreto di essere realizzato o, quanto meno, avviato nel corso dell’anno è quello relativo al livello di progettazione approvata. Che, sulla base delle norme contenute nel Codice Appalti, prevede tre successive livelli prima dell’appalto dei lavori: l’approvazione del progetto di fattibilità tecnica ed economica, (con preventivamente lo studio di fattibilità), poi del progetto definitivo e , infine, di quello esecutivo, dopo il quale si procede al bando di gara.

Mediamente per completare tutto l’iter si impiegano 7-8 mesi, almeno nei Comuni più efficienti. Tra cui non c’è sicuramente quello di Ascoli che solitamente supera anche i 12 mesi (nei casi più complessi anche un paio di anni…). Ebbene delle 73 opere inserite nel piano 2021 ben 63 sono ancora allo studio di fattibilità, cioè devono ancora iniziare quel lungo iter, mentre 2 addirittura non hanno neppure quello. Ci sono, poi, 6 opere che sono al progetto definitivo e solamente 2 al progetto esecutivo (II stralcio della realizzazione del ponte fiume Tronto e realizzazione del “Villaggio diversamente” presso il Villaggio del fanciullo), cioè pronti per il bando di gara.

Va, per altro, sottolineato come quasi tutti gli interventi (56 su 63) che erano già presenti nel piano 2020 sono ancora fermi al progetto di fattibilità, esattamente come 12 mesi prima. In altre parole, a meno di un improbabile miracolo, quasi certamente non vedranno l’avvio dei lavori nel corso del 2021, così come tutti gli altri interventi che si trovano nella stessa situazione. Siamo di fronte all’ennesimo bluff, quindi, per giunta neppure troppo difficile da scoprire.

Quel che, però, è ancor più sconfortante è che, oltre all’assoluta inattendibilità del piano, emerge con imbarazzante chiarezza lo stato confusionale dell’amministrazione comunale e il pressapochismo con il quale vengono approvati atti di programmazione così importanti. Lo certifica, in maniera impietosa, la lettura di dati che sono fondamentali per il piano stesso, come il quadro delle risorse disponibili, le fonti di finanziamento e la stima dei tempi di esecuzione (inizio e fine lavori).

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Secondo quanto è riportato nell’allegato I scheda A (Quadro delle risorse disponibile) gli 84 milioni di euro per le 73 opere in programma arriveranno per 72,2 milioni da entrate con destinazione vincolata, per 3,8 milioni dall’avanzo di bilancio, per 3,3 milioni da mutui, per 2,5 dalla vendita del patrimonio immobiliare comunale e per 2,2 milioni da altre voci (oneri, capitali privati, ecc.). Dati che, però, non corrispondono affatto con quanto riportato nell’elenco degli interventi, alla voce “fonti di finanziamento”. Dalla quale, ad esempio, emerge che i 19 interventi finanziati (in tutto o in parte) dai mutui complessivamente comportano un impegno di spesa di 6,4 milioni di euro, praticamente il doppio rispetto a quanto indicato nella scheda sopra citata. Stesso discorso per quanto riguarda la vendita del patrimonio immobiliare (3,8 milioni di euro rispetto ai 2,5 indicati).

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Semplicemente comica, invece, la stima dei tempi di esecuzione dei lavori. Per l’intervento “Ponte di Brecciarolo”, ad esempio, la data inizio lavori indicata nell’elenco annuale 2021 è il II trimestre 2021, con fine dei lavori prevista… il IV trimestre 2020! Un miracolo che si ripete per diversi altri interventi: parco fluviale sul Tronto (inizio IV trimestre 2021, fine II trimestre 2021), “Villaggio diversamente” presso il Villaggio del Fanciullo (inizio IV trimestre 2021, fine II trimestre 2021), riqualificazione area Shangai (inizio III trimestre 2021, fine I trimestre 2021), riqualificazione campo atletica leggera (inizio III trimestre 2021, fine I trimestre 2021), lavori abbattimento barriere architettoniche (inizio III trimestre 2021, fine I trimestre 2021), impianto sportivo coperto Venagrande (inizio III trimestre 2021, fine IV trimestre 2020).

Tra gli interventi per i quali, magicamente, la fine dei lavori è prevista prima ancora dell’inizio degli stessi c’è anche quello relativo al rifacimento della curva sud (inizio 3 trimestre 2021, fine 2 trimestre 2021). Al di là del fatto che, anche in questo caso, siamo fermi ancora allo studio di fattibilità (quindi assolutamente in alto mare…), secondo quanto è riportato alla voce “fonte di finanziamento” l’intervento dovrebbe essere finanziato attraverso “fondi ministeriali”. Che, però, è cosa nota da tempo che non sono in alcun modo disponibili. Da non crederci, non c’è davvero nulla da aggiungere…

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