Il caso Suarez, un’occasione persa…


La brutta vicenda dell’esame dell’ex Barcellona, al centro di un’indagine che rischia di travolgere l’Università per gli Stranieri di Perugia, dovrebbe far riflettere e far aprire su determinate tematiche sociali di notevole rilevanza. Invece l’attenzione è calamitata dalla Juventus…

Come ha sottolineato il giornalista Mediaset Gianni Balzarini, nella scabrosa vicenda Suarez, al centro dell’attenzione dell’opinione pubblica, ci sono i fatti e i “non fatti”. Un paese “normale”, con un’informazione seria e competente che svolge correttamente il proprio mestiere, si occuperebbe dei primi e rifletterebbe seriamente su alcuni aspetti molto importanti che emergono da questa storia, su alcune tematiche sociali che meriterebbero la massima attenzione. Però     non è certo una novità che gran parte dell’informazione italiana da tempo se ne infischi dei fatti, troppo spesso considerati un fastidioso intralcio, per inseguire e costruire realtà virtuali che siano più in linea con un determinato sentire comune.

Quando, poi, di mezzo ci sono il calcio e la Juventus tutto si amplifica a dismisura, gli argini vengono travolti e non c’è più limite che tenga. D’altra parte non è novità, il calcio è lo sport nazionale e da sempre suscita emozioni, sensazioni e sentimenti molto forti in tutti gli strati sociali, gli eccessi del tifo non risparmiano nessuno. Anche quelle che, in altri ambiti, sembrano le menti più illuminate si lasciano travolgere dal tifo, dall’odio per i rivali. Non è un caso che da tempo, quando si vogliono sottolineare certe degenerazioni della politica, un certo modo di confrontarsi tra le differenti parti si faccia riferimento proprio al calcio e ai suoi tifosi. Se poi in qualche modo al centro dell’attenzione c’è la Juventus quasi inevitabilmente c’è un’ulteriore estremizzazione.

La squadra più titolata e più amata d’Italia è anche la più odiata. Non ci sono mezze misure, chi non tifa la Juventus automaticamente “odia” la società piemontese. E la stampa sfrutta senza troppi scrupoli questa situazione e cerca di cavalcare in ogni modo tutte quelle vicende particolari nelle quali si può coinvolgere la Vecchia Signora.  Che, suscitando sentimenti così forti e contrastanti, in ogni caso assicura che l’interesse resti sempre molto elevato.

Venendo più nel dettaglio al caso Suarez, i fatti sono sin troppo chiari. L’ex Barcellona (ora passato all’Atletico Madrid) il 17 settembre scorso ha sostenuto e passato l’esame per ottenere il certificato B1 che attesta la conoscenza della lingua italiana, indispensabile per poter avere poi la cittadinanza italiana. Sulla base di alcune intercettazioni telefoniche (la Procura di Perugia da febbraio sta indagando per altre ragioni sull’ateneo umbro) è emerso il sospetto di gravi irregolarità nell’esame stesso, tanto che la Guardia di finanza e la Procura di Perugia hanno deciso di avviare un’indagine giudiziaria.

L’ipotesi al vaglio degli inquirenti è che l’esame sia stato un pro forma, che in pratica era già deciso che Suarez l’avrebbe comunque superato, a prescindere dalla sua reale conoscenza della lingua italiana. “Gli argomenti oggetto della prova d’esame – si legge nella nota congiunta di Guardia di finanza e Procura – sono stati preventivamente concordati con il candidato e che il relativo punteggio e’ stato attribuito prima ancora dello svolgimento della stessa, nonostante sia stata riscontrata Nel corso delle lezioni a distanza svolte dai docenti dell’Ateneo, una conoscenza elementare della lingua italiana“.

Ad avvalorare questa tesi ci sarebbero alcune intercettazioni in mano alla Procura, riportate nei giorni scorsi dai giornali. Nessuno di loro, però, ha pubblicato la trascrizione fedele e completa di quelle intercettazioni ma semplicemente degli stralci di dichiarazioni senza specificare la data (che non è certo un fattore secondario) né il contesto in cui sono state fatte. Al di là di questo non trascurabile particolare, l’indagine in corso ha portato all’iscrizione nel registro degli indagati dei vertici dell’Università per Stranieri di Perugia tra cui la rettrice Giuliana Grego Bolli, il direttore generale Simone Olivieri, la direttrice del Centro per la valutazione e certificazione linguistica dell’ateneo Stefania Spina.

Non c’è tra gli indagati Suarez, non c’è alcun membro del suo entourage, così come non c’è tra alcun tesserato della Juventus che aveva chiesto e organizzato l’esame, in considerazione dell’interesse per il centravanti uruguaiano, svanito già diversi giorni prima dell’effettuazione dell’esame stesso, visto che, certificazione B1 a parte, l’iter per la concessione della cittadinanza avrebbe comunque richiesto ancora qualche mese. Esemplificative e inequivocabili le parole del colonnello della Guardi di Finanza che conduce le indagini, Selvaggio Sarri.

La Juventus è del tutto estranea alla truffa, non c’è stata alcuna pressione esterna, anche Suarez non ha fatto nulla” ha affermato intervenendo in radio, spiegando poi le motivazioni che sarebbero alla base dell’accaduto: “L’Università cercava prestigio e visibilità, è stata un’iniziativa di chi lavora all’Università di Perugia che si è lasciata ammaliare da un personaggio del genere”.

Il quadro è chiarissimo, almeno per chi non si lascia travolgere e accecare dal tifo calcistico, naturalmente con la necessaria e doverosa sottolineatura che stiamo parlando di indagati e di ipotesi di reato tutte da dimostrare (l’Università degli Stranieri di Perugia in una nota ha affermato che l’esame si è svolto regolarmente, che non c’è stata alcuna truffa), anche se a leggere la maggior parte dei giornali sembrerebbe che sia superfluo proseguire le indagini e, ancor più, eventualmente svolgere il conseguente processo, tanto gli indagati sono tutti colpevoli.

Al di là di tutto siamo comunque di fronte ad una vicenda inquietante, che fornisce diversi spunti di riflessioni. Si potrebbe e si dovrebbe discutere, ad esempio, di questo modo “barbaro” di fare informazione, del brutto vizio dei giornali di celebrare i processi ed emettere sentenze definitive e senza appello in così breve tempo e sulla base di elementi confusi e parziali. Si potrebbe e si dovrebbe parlare di come questa vicenda confermi come nel nostro paese non siano affatto superate le differenze di classe. “Con uno stipendio da 10 milioni deve passare l’esame” afferma una delle esaminatrici in una delle intercettazioni.

Vale a dire che la “sacra” cittadinanza italiana, che per ottenerla chi vive da anni nel nostro paese deve fare i “salti mortali”, è un privilegio che deve essere riservato, senza se e senza ma, a chi ha “uno stipendio da 10 milioni”. In pratica la solita storia dei cittadini di serie A e di serie B (in questo caso, addirittura, forse di serie C e D). Si potrebbe e si dovrebbe parlare della necessità, non più rimandabile, di una profonda riforma in senso progressista del procedimento per l’acquisizione della cittadinanza italiana.

Invece, come sottolinea con acutezza “il Fatto Quotidiano”, “il dibattito pubblico italiano sembra essersi focalizzato sulla masturbazione cronica della ricerca di prove che associno, ora, ancora e per sempre la Juventus a situazioni di illeciti”. Una vera e propria ossessione che non si ferma neppure di fronte alle inequivocabili parole del colonnello della guardia di finanza. Il “non fatto” diventa invece il centro dell’interesse. Così, per mantenere alta l’attenzione, si rincorrono e si susseguono titoli roboanti, che associano nomi importanti della Juventus alla vicenda.

In un crescendo prima l’avvocato Mario Turco dello studio legale che assiste la società piemontese, poi lo stesso titolare dello studio, Chiappero, storico avvocato dei bianconeri. Poi ancora i vertici societari, Cherubini e ovviamente Paratici. Mancano Agnelli e, perché no, magari anche Pirlo e siamo al completo. Il metodo è sempre lo stesso, titoli e sottotitoli ad effetto che fanno credere che ci siano intercettazioni dirette che coinvolgono quei personaggi, che paventano un eventuale coinvolgimento concreto della società bianconera, che fanno balenare l’ipotesi che per la Juventus la situazione si complichi. In realtà basterebbe leggere quegli stessi articoli (quanti lo fanno?) per comprendere che la situazione è decisamente differente.

I fatti, poi, disegnano ben altro scenario ed evidenziano come non ci sia (almeno al momento) alcuna intercettazione diretta che riguardi quei nomi, citati marginalmente da altri personaggi coinvolti. Non solo, si scopre, poi che gli avvocati citati si sono solo preoccupati di ottenere indicazioni burocratiche sull’esame, che Cherubini si è limitato a chiedere al rettore dell’Università Statale di Perugia (che è cosa distinta dall’Università per gli Stranieri), Maurizio Oliviero, se il suo ateneo effettuava esami di italiano per la cittadinanza e che Paratici si è limitato a girargli i ringraziamenti da parte dell’entourage di Suarez per l’accoglienza ricevuta. Nulla o quasi, ma si può star certi che nei prossimi giorni si continuerà a parlare quasi esclusivamente di questo.

A fare ipotesi, più o meno fantasiose, che infiammano gli ultras più accecati, evitando accuratamente di approfondire quelle tematiche sociali che costringerebbero a riflettere…

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