Un uomo solo al comando in una città in perenne letargo


Forte del gradimento degli ascolani, Fioravanti può dormire “sonni tranquilli” anche  per la totale insussistenza dell’opposizione. Che ha impiegato un anno per istituire la Commissione consiliare di controllo e che definire blanda è un eufemismo…

Se tutto andrà per il meglio, finalmente da questa sera (martedì 21 luglio) il Comune di Ascoli avrà uno degli organismi più importanti per il corretto funzionamento dell’amministrazione comunale, la Commissione consiliare di Controllo e Garanzia. La sua istituzione, con “appena” un anno di ritardo, è al quarto punto all’ordine del giorno del Consiglio Comunale convocato appunto per martedì 21 luglio alle 16:30. Detto che in concreto quello è l’unico punto all’ordine del giorno importante di un Consiglio comunale sempre più inutile, (prima di quel punto ci sarà l’interrogazione, di “vitale importanza” per la città, dei consiglieri del M5S sulla “posizione del sindaco rispetto alle manifestazioni di critica al governo durante la crisi pandemica”, per non parlare della mozione presentata da Fratelli d’Italia sulla dichiarazione di emergenza climatica…), al punto che verrebbe voglia di chiederne l’abolizione, è opportuno sottolineare come nei Comuni “normali” quella di Controllo e Garanzia è la prima Commissione consiliare che viene istituita.

Come si legge sul sito del ministero dell’interno “effettua verifiche sull’attività di governo dell’amministrazione comunale, sulla programmazione e sulla pianificazione delle attività, sui risultati e sugli obiettivi raggiunti”. In altre parole, svolge la funzione di controllo, fondamentale in un sistema democratico, e non a caso la sua presidenza spetta ad un rappresentante dell’opposizione. In tal senso è giusto sottolineare che il ritardo con cui verrà istituita la Commissione stessa (ammesso naturalmente che nel Consiglio comunale odierno non accada qualcosa) questa volta non è certo responsabilità della maggioranza che governa la città o tanto meno del sindaco ma delle forze dell’opposizione che o non hanno trovato subito l’accordo o, più semplicemente, non hanno tutto questo interesse a controllare seriamente l’operato dell’amministrazione comunale.

Osservando quanto accade e quanto accaduto negli ultimi anni saremmo propensi ad optare per la seconda ipotesi, al di là di ogni altra considerazione che può essere fatta sull’attuale e sulla precedente amministrazione è del tutto evidente che chi governa questa città da oltre 20 anni è decisamente facilitato e aiutato dal fatto di non avere a che fare con una vera e propria opposizione, in grado di controllare l’operato dell’amministrazione stessa e di incalzarla sui tantissimi temi importanti che pure ci sarebbero. Un’opposizione che non è neppure in grado di portare avanti le battaglie basilari che riguardano la trasparenza, concetto assolutamente sconosciuto al Comune di Ascoli.

Al di là del ritardo nell’istituzione della Commissione di controllo e garanzia, c’era, ci sarebbe da portare avanti la battaglia per rendere pubblici gli atti delle sedute delle varie Commissioni consiliari (come accade nei Comuni “normali”), per rendere più accessibile la consultazione e la ricerca degli atti comunali nel sito internet del Comune. E’ passato più di un anno dalle elezioni e nulla è stato fatto in questa direzione. Gratificato dal gradimento “su fiducia” da parte degli ascolani (perché in questi 12 mesi in concreto non ha fatto assolutamente nulla, anzi in alcuni ha rimediato dei clamorosi e imbarazzanti scivoloni), il sindaco Fioravanti può sempre più dormire sonni tranquilli perché sa di non doversi minimamente preoccupare di un’opposizione che definire blanda è un eufemismo.

Eppure, al di là della battaglia per la trasparenza, di spunti per incalzare concretamente l’amministrazione comunale ce ne sarebbero infiniti, c’è solo l’imbarazzo della scelta. Dalla situazione economica e sociale sempre più drammatica di un capoluogo in caduta libera, che negli ultimi anni ha visto la stessa città svuotarsi e perdere più di 10 mila residenti ed ora si appresta a subire “l’onta” del sorpasso da parte di San Benedetto (da più parti ormai considerato il vero capoluogo e il reale punto di riferimento della provincia), allo “stallo” nella realizzazione di importanti opere pubbliche attese dalla città ormai da un decennio.

Per non parlare poi della vergogna di una città “ostaggio” della Saba (frutto delle dissennate scelte prima di Celani e poi di Castelli), della sconcertante vicenda relativa alla sicurezza delle scuole, del turismo che non riesce a decollare, della situazione sempre più sconfortante degli impianti sportivi cittadini, dell’incapacità di far fronte al degrado avanzante che umilia anche i gioielli cittadini. Un’opposizione attenta ed efficace non perderebbe giorno senza incalzare il sindaco e la sua amministrazione su queste che sono diventate emergenze storiche della nostra città, soprattutto, proprio per il bene del capoluogo piceno, farebbe fronte comune per mettere “spalle al muro” l’amministrazione comunale.

Invece, a parte qualche iniziativa lasciata alla buona volontà dei singoli consiglieri comunali, sembra che nessuno voglia disturbare il guidatore. Qualcosa, il minimo indispensabile, da parte di “Ascolto e Partecipazione” tanta buona volontà da parte del consigliere comunale del Pd Francesco Ameli ma nel complesso davvero troppo poco, soprattutto per una città come Ascoli che, invece, avrebbe bisogno di una decisa “scossa”, di un radicale cambio marcia. Che non devono necessariamente partire da chi governa ma, anzi, devono e possono venire da chi è all’opposizione.  Chi praticamente non dà segni di vita (o, nel caso, se fa qualcosa è bravissimo a tenerlo nascosto) è invece il Movimento 5 Stelle la cui presenza nella vita amministrativa è pressochè superflua.

D’altra parte basta guardare la pagina facebook del M5S di Ascoli, i temi cittadini sono praticamente inesistenti. Tra post e articoli sulla vicenda di Autostrade, sul premier Conte e la sindaca Raggi, per trovare qualcosa che riguarda il capoluogo piceno bisogna risalire al 15 giugno, con un post nel quale vengono presentate le proposte del M5S per turismo e commercio.

Per altro proprio in questi giorni l’opposizione almeno numericamente ha subito un’ulteriore contrazione, visto che il candidato sindaco Celani e i consiglieri comunali Pagliacci e Lattanzi sono tornati all’ovile. Tutto ampiamente previsto e pienamente logico, d’altra parte c’è una sostanziale continuità tra i 10 anni di Celani, i 10 di Castelli e l’inizio del mandato di Fioravanti, come emerge con assoluta chiarezza su due tematiche fondamentali per la città (parcheggi e sicurezza delle scuole). Certo se si pensa che il centrodestra, e Forza Italia in particolare, da sempre “sbraita” contro chi cambia schieramento rispetto alle elezioni, bisogna fare i complimenti a Celani e C. per la coerenza.

D’altra parte, però, è giusto sottolineare come il lassismo dell’opposizione rispecchia a pieno lo stato d’animo di una città che da sempre vive passivamente la propria situazione di crescente disagio, che non ha mai avuto e tuttora non ha la voglia e la forza di impegnarsi in battaglie sacrosante, che in altri luoghi invece mobiliterebbero migliaia e migliaia di persone.

Anche le stesse associazioni e comitati cittadini (ad eccezione del Comitato Scuole Sicure) sono lo specchio di una città perennemente in letargo, sempre attenti a non infastidire troppo il conducente e a non alzare mai il livello dello scontro, anche quando sarebbe assolutamente necessario, con l’amministrazione comunale. In un simile scenario non può certo stupire il risultato ottenuto da Fioravanti nella solita graduatoria sul gradimento del sindaco. Il problema è che, poi, nelle graduatorie che contano realmente, cioè quelle che misurano in concreto la condizione della città, Ascoli finisce sempre nelle retrovie…

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