Senza partecipazione e corteo non è vera Quintana


Difficile comprendere le motivazioni dietro la decisione (a maggioranza) dei sestieri e del Consiglio degli anziani. Nicchia il prefetto, l’ultima parola spetta al sindaco Fioravanti. Che è auspicabile che bocci quella che sarebbe un vero e proprio obbrobrio di Quintana…

Se è vero, come dice uno dei due capisestiere della Piazzarola Carlo Bartoli, che la Quintana “è passione, tradizione e condivisione” non si può che sperare che il sindaco e l’amministrazione comunale, a cui spetta l’ultima e decisiva parola, dicano no alla proposta approvata (a maggioranza) dal Consiglio degli anziani in merito alla giostra del 2 agosto. Che, per le modalità di svolgimento che sono previste per ora, sarebbe un obbrobrio che poco o nulla ha a che fare con la Quintana, un’inutile e incomprensibile forzatura di cui non se ne sente assolutamente il bisogno. “La Quintana è una cosa seria”.

La frase che amava ripetere Paolo Volponi, tamburino di Porta Romana tragicamente scomparso all’età di 36 anni, negli ultimi anni è diventato uno slogan condiviso da tutti coloro (la maggior parte degli ascolani) che hanno nel cuore la rievocazione storica. E non c’è alcun dubbio che, se davvero si dovesse svolgere nelle modalità che sono state prospettate al momento, la Quintana del 2 agosto tutto sarebbe meno che una cosa seria. Inevitabilmente costretta a fare i conti con l’emergenza coronavirus, la giostra in onore del patrono Sant’Emidio al momento sarebbe fortemente condizionata dalle disposizioni attualmente in vigore in materia di spettacoli dal vivo.

Stiamo parlando, in particolare, dell’Allegato 9 “Spettacoli dal vivo e cinema” del Dpcm del 17 maggio 2020 che, tra le altre cose, impone l’obbligo del “mantenimento del distaziamento interpersonale, anche tra gli artisti”, della “misurazione della temperatura corporea agli spettatori, agli artisti, alle maestranze e a ogni altro lavoratore nel luogo dove si tiene lo spettacolo impedendo l’accesso in caso di temperatura superiore ai 37,5 gradi”, di “utilizzo obbligatorio di mascherine anche di comunità per gli spettatori”, ecc. E queste disposizioni, insieme alle altre di carattere generale attualmente in vigore, naturalmente non lasciano molto spazio di manovra.

Così la Quintana del 2 agosto, sulla base di quelle disposizioni, si svolgerebbe senza il tradizionale corteo per le vie della città, né in entrata né in uscita, con non più di 800-1000 spettatori al Campo Squarcia (e in ogni caso al momento non sarebbe neppure così sicuro che ci possa essere anche quel numero limitato di spettatori), con non più di 30 figuranti per ogni sestiere e probabilmente senza (o al massimo una sparutissima rappresentanza) i Castelli. Non solo, ovviamente non ci sarebbe alcuna cerimonia dei Ceri nel giorno di vigilia, così come niente cene propiziatorie e pitture dei ponti e, naturalmente, con le prove dei cavalli a porte chiuse.

Ma davvero avrebbe senso far svolgere la Quintana in queste condizioni, per pochi intimi e senza alcuna partecipazione popolare (dei cittadini ascolani)? E, soprattutto, che manifestazione deprimente e per nulla consona al blasone della nostra rievocazione storica sarebbe una Quintana privata della sua vera e principale essenza, ben oltre la gara (la giostra) al Campo Squarcia, cioè la sfilata in entrata e in uscita per le vie del centro? Basta leggere i primi commenti dopo che la notizia ha iniziato a diffondersi per capire quale sia il sentimento della maggior parte degli ascolani.

Ma chi sono quegli scienziati che hanno anche solo pensato di fare una schifezza simile?”. “Ma come è possibile scendere così in basso?”. “Così si umilia la Quintana e la città di Ascoli” “Io sfilo da oltre 30 anni, amo la Quintana e mi vergogno di questo obbrobrio”. “Non posso e non voglio credere che il sindaco autorizzi questo scempio, sarebbe mortificante per chi ama la Quintana”. Questo il tenore della stragrande maggioranza dei commenti letti nelle ultime ore sui social, mentre c’è chi chiede le motivazioni che hanno spinto i 4 sestieri (Porta Romana, Porta Solestà, Porta Tufilla e Sant’Emidio, mentre Piazzarola e Porta Maggiore hanno votato contro) a votare a favore di “questa assurdità”. Interrogativo più che pertinente e che non trova risposta, anzi, anche dopo aver letto l’intervista del caposestiere di Porta Solestà, Attilio Lattanzi, pubblicata mercoledì 10 giugno da un quotidiano locale.

Io ho riportato il volere dell’intero comitato di sestiere – afferma Lattanzi – la nostra decisione è stata di votare a favore della Quintana di agosto nel giorno stabilito dal calendario. Capiamo benissimo che siamo ancora immersi in un momento estremamente difficile e complicato a causa della pandemia di coronavirus e sappiamo che la nostra storica manifestazione ne potrebbe risentire sotto molti aspetti ma abbiamo deciso di dire si alla città di Ascoli. Per noi era importante”.

Molto più comprensibili e condivisibili le motivazioni del voto contrario esposte da uno dei due caposestiere della Piazzarola, Carlo Bartoli. “Penso che questa sarà una Quintana sottotono rispetto a quelle degli anni passati – spiega – la riduzione del corteo e lo svolgimento a porte chiuse o con meno pubblico la condizionerà molto. Non sarà affatto facile condividere le emozioni di una manifestazione così importante per noi: la Quintana è coinvolgimento e passione. Con le restrizioni perderà molto del suo fascino”.

In realtà se fosse così come si prospetta ora perderebbe completamente il suo fascino. Certo è che la situazione della pandemia è in continua evoluzione e, fatti tutti gli scongiuri del caso, se proseguirà il costante miglioramento è assai probabile che presto ci sia un ulteriore allentamento delle misure precauzionali, così come è probabile che nelle prossime settimane arrivi l’ennesimo Dpcm con nuove e ulteriori disposizioni anche per gli spettacoli all’aperto. Naturalmente il fattore tempo è determinante, bisognerebbe avere delle certezze in un tempo ragionevolmente congruo per poter organizzare poi la rievocazione storica nei tempi giusti.

Ma forse sarebbe stato più logico e più giusto provare ad organizzarsi in modo da farsi trovare pronti nel caso in cui la situazione migliori al tal punto da permettere un differente e più simile al solito svolgimento della Quintana. E accettare l’idea, in caso contrario (cioè se restano le attuali restrizioni), di annullare anche la giostra di agosto. Come, d’altra parte, hanno fatto a Siena dove sono state annullate entrambe le edizioni del palio ma come sta accadendo un po’ ovunque. Perché il concetto è semplice ma impossibile da non condividere, le rievocazioni storiche senza corteo, senza pubblico (o comunque con pubblico ridotto) non hanno alcun senso.

Per altro da quanto si apprende il prefetto di Ascoli non sembra certo entusiasta dell’idea. Nelle prossime ore (già probabilmente nella tarda mattinata o al massimo nel pomeriggio di giovedì) dovrebbe arrivare la decisione del sindaco Fioravanti dopo una serie di confronti con lo stesso prefetto ma anche con il Consiglio degli anziani e con i capisestiere. La speranza è che il primo cittadino fermi questo obbrobrio e riaffermi il principio che, senza partecipazione popolare, non ci può essere la Quintana.

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