Sicurezza delle scuole, il re è nudo


Fioravanti continua a gettare fumo negli occhi per nascondere i “disastri” della precedente e della sua amministrazione. Intanto, però, non c’è traccia del promesso cronoprogramma di interventi e slittano a luglio i risultati delle verifiche di vulnerabilità sismica

Non è purtroppo una novità che, per quanto riguarda le opere pubbliche, il Comune di Ascoli è un mondo a parte nel quale, non si capisce bene per quale ragione, i tempi si dilatano a dismisura, servono anni per districare quei “lacci” burocratici che gli altri enti superano in qualche mese e qualsiasi tipo di intervento, anche quello in apparenza più semplice e più rapido, diventa un rebus quasi inestricabile. E’ invece una sorpresa, anzi è il proprio il caso di dire una bruttissima sorpresa, il fatto che il sindaco Fioravanti se possibile è addirittura peggio del suo predecessore per quanto riguarda il delicato tema della sicurezza delle scuole.

Una sorta di impresa al contrario, visto che, con tutti i disastri commessi negli ultimi anni dal suo predecessore Castelli, sembrava praticamente impossibile riuscire a fare peggio. Invece all’allievo (Fioravanti) sono bastati 12 mesi per superare il maestro (Castelli), confezionando in così poco tempo una serie clamorosa di “figuracce” e riuscendo, in questo breve arco di tempo, a non mantenere nessuna delle promesse fatte sulle scuole: dalla scuola media di Monticelli alle strutture temporanee, dalle verifiche di vulnerabilità sismica fino al famoso cronoprogramma degli interventi. La realtà è che, a differenza di quello che si credeva e che si sperava, Fioravanti in questo settore si muove in assoluta continuità con la disastrosa politica del suo predecessore, cioè tra proclami e promesse roboanti puntualmente non rispettate e cercando di scaricare su altri responsabilità che in realtà sono esclusivamente dell’amministrazione comunale.

L’ennesima sconfortante conferma si è avuta nei giorni scorsi quando, dopo l’approvazione del piano shock sull’edilizia scolastica che sblocca i cantieri per le scuole, di fatto è caduto l’ultimo improbabile alibi della burocrazia dietro al quale si era rifugiato in questi mesi il sindaco Fioravanti. Che, sentendosi ormai spalle al muro, ha alzato ulteriormente il tiro, come in un videogioco nel quale dopo aver superato ogni livello ce ne è uno ancora più arduo da superare.

Senza voler entrare nel tecnicismo – ha affermato il primo cittadino – stiamo spingendo per modificare un comma che impedisce di fatto la velocizzazione. Parliamo di una questione di soglie economiche da alzare per poter valutare direttamente le migliori offerte in ogni caso, accelerando i tempi già dalle progettazioni. Così com’è ora, invece, i sindaci saranno delegati come commissari ma non avranno i mezzi per poter velocizzare le gare”.

Siamo davvero oltre i limiti della decenza, si continua a gettare fumo negli occhi per cercare di nascondere l’imbarazzante fallimento della precedente e dell’attuale amministrazione, con oltre 30 milioni di euro per le scuole cittadine stanziati e fermi da 3 anni per l’incapacità prima del sindaco Castelli e ora di Fioravanti di programmare interventi che è un eufemismo definire urgenti. Il primo cittadino non può continuare a raccontare “favolette”, inutile parlare di accelerare “i tempi già dalle progettazioni” o, ancor più, di “velocizzare le gare”.

La cruda e disarmante realtà è che il Comune di Ascoli dopo 3 anni ancora non è riuscito a completare la progettazione per la scuola media di Monticelli e che di gare da velocizzare non ce ne sono perché non c’è ancora uno straccio di progetto, ancora oggi in questo campo l’amministrazione comunale brancola nel buio. E non certo per problemi di burocrazia o cretinate simili. “Entro 10 giorni comunicheremo il cronoprogramma sulle progettazioni e sulle gare per le scuole cittadine” aveva solennemente promesso Fioravanti nel corso del Consiglio comunale di giovedì 14 maggio.

Da allora è trascorso quasi un mese e, naturalmente, di quel cronoprogramma non c’è neppure l’ombra. E non potrebbe essere altrimenti perché, lo comprende anche un bambino, prima di progettare qualsiasi intervento, è necessario conoscere lo stato di salute e il livello di sicurezza di tutti gli istituti scolastici cittadini per sapere dove è sufficiente un intervento di adeguamento sismico e quali sono, invece, quelli da ricostruire. E, come ormai tutti sanno, questo è possibile solo con le verifiche di vulnerabilità sismiche. A proposito delle quali Fioravanti ha reso noto che i risultati dovrebbero arrivare entro fine luglio.

Siamo davvero alla farsa, ricordando che per legge quelle verifiche dovevano essere effettuate entro il 31 dicembre 2018 (quindi il Comune di Ascoli è in ritardo di una vita…), era il 4 ottobre 2019 quando un quotidiano locale titolava in prima pagina: “Rischio vulnerabilità sismica, sotto osservazione le scuole cittadine”. “Massimo entro 3 mesi, se non ci saranno imprevisti, l’amministrazione comunale riceverà i risultati delle verifiche di vulnerabilità sismica delle scuole cittadine” si leggeva poi all’interno dell’articolo.

In altre parole, visto che da ottobre in poi non risulta che si siano verificati particolari imprevisti, ad inizio del 2020, al massimo a gennaio 2020 dovevano essere finalmente disponibili i risultati di vulnerabilità sismica degli istituti scolastici della città. E’ evidente che non c’è coronavirus che tenga, senza considerare che comunque lo stop non riguardava quel genere di interventi, due mesi prima del lockdown quei dati dovevano già essere a disposizione dell’amministrazione comunale.

Considerando che sappiamo bene che per il Comune di Ascoli rispettare una qualsiasi scadenza (quando si parla di lavori pubblici) è qualcosa di improponibile, era scontato che si verificasse un po’ di ritardo. Ma qui siamo passati da 3 a 10 mesi, con il sindaco che, come se nulla fosse, ad inizio giugno ha confessato che servono ancora 2 mesi (sui 3 complessivi previsti per lo svolgimento del lavoro…) per concludere le verifiche e avere i risultati. E’ evidente che c’è qualcosa che non torna, così come è evidente che quel 14 maggio, nel corso del Consiglio comunale, quando ha annunciato di comunicare entro 10 giorni il cronoprogramma degli interventi sulle scuole, il sindaco sapeva perfettamente che non c’era neppure una minima possibilità di rispettare la promessa fatta (senza i risultati delle verifiche di vulnerabilità sismica non ci può essere alcun cronoprogramma…).

E’ difficile anche solo provare a capire per quale strano meccanismo mentale il sindaco, per giunta di fronte al Consiglio comunale, abbia voluto fare una promessa che già sapeva di non poter mantenere. Quel che invece è certo è che siamo di fronte all’ennesima serie di promesse non mantenute in tema di sicurezza delle scuole da parte del sindaco Fioravanti in appena 12 mesi.

Un chiaro ed evidente segnale che, almeno in questo specifico campo, la sua amministrazione è in assoluta e perfetta continuità con la precedente amministrazione Castelli. E, come ormai tutti hanno ampiamente compreso, non è certo qualcosa di cui andare fieri…

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