Spese di manutenzione e messa in sicurezza a carico dei proprietari, ennesimo “schiaffo” ai terremotati


L’ennesima vergogna frutto della “geniale” idea del capo del Dipartimento della Protezione civile delle Marche, condivisa e fatta propria dal capo della Protezione civile Angelo Borrelli e poi comunicata ai sindaci dei comuni del cratere per l’ applicazione

L’ultima vergogna. O, come ironicamente viene definito da associazioni e comitati, l’ennesimo “grande dono” ai terremotati. La Protezione civile vuole porre a capo dei proprietari gli interventi di manutenzione e messa in sicurezza degli edifici. E spetterà poi ai sindaci dei vari Comuni esigere dai terremotati, e non dalla Protezione civile, il corrispettivo per le manutenzioni. Inevitabilmente da alcuni giorni, da quando è trapelata la notizia, sui social monta la protesta e lo sdegno tra i terremotati. La maggior parte dei quali ancora non ha ripreso possesso delle proprie abitazioni e non è certo nelle condizioni di poter pagare i lavori in questione.

La “geniale” idea della Protezione civile, che al momento non si è ancora concretizzata con un’ordinanza, è opera del capo del Dipartimento della Protezione civile delle Marche, David Piccinini. Che, dopo aver chiesto ulteriori finanziamenti nella contabilità speciale sisma 2016, ha scritto al capo della Protezione civile nazionale, Angelo Borrelli, per proporre questa indecente soluzione.

Caro Capo Dipartimento – scrive Piccinini il 26 maggio scorso – pervengono a questo Ufficio molteplici richieste avanzate dai Comuni relative all’esecuzione di interventi di manutenzione/ripristino delle opere di messa in sicurezza realizzate. A tal proposito si fa presente che alcune opere risultano in essere ormai da diversi anni e, considerato anche il dilungarsi dei tempi relativi alla ricostruzione, necessitano di interventi di manutenzione e/o sostituzione degli elementi che, per la loro natura, sono soggetti a deterioramento complice anche il manifestarsi di eventi atmosferici straordinari. Considerata la portata del fenomeno e delle somme necessarie, sono a richiedere indicazioni circa l’ammissibilità del finanziamento nella contabilità speciale sisma 2016 di questi interventi.

Si coglie l’occasione per rappresentare che il mio servizio non è in grado di farsi carico dell’ulteriore mole di lavoro conseguente al prospettarsi di tale incombenza. Diversamente e più correttamente questi potrebbero essere posti a capo degli stessi proprietari degli edifici interessati dal presidio. Alla luce di quanto sopra esposto questo Sas chiede indicazioni per addivenire ad una soluzione volta allo svolgimento dei nostri adempimenti. In attesa di un cortese riscontro in merito, si inviano cordiali saluti”.

C’è da restare senza parole, davvero dopo tutto questo tempo, dopo quasi 4 anni ormai non c’è più limite all’indecenza. E, soprattutto, non si conosce più il significato della parola vergogna. In sostanza la proposta del capo della Protezione civile delle Marche viene giustificata dal “dilungarsi dei tempi relativi alla ricostruzione” ma anche perché “il mio servizio non è in grado di farsi carico dell’ulteriore mole di lavoro”.

Siamo davvero al paradosso, non ci si fa neppure il minimo di scrupolo di far pagare ulteriormente le conseguenze dei ritardi e delle inefficienze dello Stato ai terremotati, come se la responsabilità della non ricostruzione fosse la loro. Impossibile trovare le parole giuste per commentare una simile indecenza senza rischiare un’eventuale querela… In ogni caso due giorno dopo, il 28 maggio, puntuale arriva la risposta di Borrelli, inviata non solo alla Regione Marche ma, per conoscenza, anche altre Regioni interessate (Abruzzo, Lazio, Umbria) e al Commissario straordinario ricostruzione Sisma 2016 Giovanni Legnini.

Si fa riferimento alla nota prot. n. 522791 del 26/5/2020 allegata alle Regioni che leggono per conoscenza – scrive il Capo del Dipartimento della Protezione civile – con cui codesta Regione chiede indicazioni circa l’ammissibilità a valere sulle risorse emergenziali degli oneri relativi alla manutenzione e/o sostituzione delle opere provvisionali di messa in sicurezza, realizzate a seguito del Sisma Centro Italia. A tal riguardo, questo Dipartimento condivide l’orientamento espresso da codesta Regione secondo cui gli interventi in parola potrebbero essere posti in capo agli stessi proprietari degli edifici oggetto di messa in sicurezza attese anche le semplificazioni e le procedure acceleratorie sugli interventi edilizi privati introdotte con l’Ordinanza n. 100 del 9/5/2020 del Commissario Straordinario per la ricostruzione”.

Borrelli, quindi, è d’accordo con Piccinini, gli interventi di manutenzione e messa in sicurezza devono pagarli i terremotati! Due giorni ancora e il Capo Dipartimento della Regione Marche scrive ai sindaci del cratere per comunicare la vergognosa decisione.

Caro sindaco – scrive Piccinini – in data 26 maggio u.s. con nota ns prot. 522791 (che si allega) chiedevo indicazioni circa l’ammissibilità a finanziamento contabile speciale sisma 2016 di ulteriori interventi di manutenzione/ripristino per la messa in sicurezza. Il Dipartimento della Protezione Civile nazionale con nota loro prot. 31534 del 28 maggio 2020 (che si allega) ns prot. 538904 del 29 maggio 2020 concorda che gli interventi possono essere posti a capo agli stessi proprietari degli edifici oggetto di messa in sicurezza, pertanto le manutenzioni delle messe in sicurezza sono a carico dei proprietari delle strutture. Si comunica quanto sopra per le attività di vostra competenza”.

Tutto molto rapido, non certo indolore. Sono bastati 4 giorni per confezionare questo nuovo “grande dono” riservato ai terremotati. Dire che al danno si aggiunge la beffa è addirittura riduttivo.

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