Oltre 90 mila contagiati, fine incubo dopo Pasqua: in un documento ufficiale le previsioni del governo


Secondo lo studio realizzato dagli esperti della Ragioneria dello Stato i prossimi saranno i giorni peggiori, con il picco che si dovrebbe toccare il 18 marzo con quasi 4.500 contagi in più. Poi dovrebbe iniziare la discesa e dopo Pasqua si inizierà a vedere la luce in fondo al tunnel…

Uno degli interrogativi più ricorrenti, e probabilmente tra i più importanti, in questo periodo di emergenza è quello relativo al periodo in cui è prevedibile che ci sia il picco di contagi e, ancor più, quando di conseguenza inizierà gradualmente a migliorare la situazione. Da giorni ci si interroga in proposito, con molti degli esperti che preferiscono non sbilanciarsi troppo, mentre c’è chi ipotizza un calvario ancora lunghissimo. Ora, però, una previsione ed alcune precise indicazioni arrivano direttamente dal governo, o meglio dal gruppo di esperti a supporto della Ragioneria, e sono state messe “nero su bianco” nella bozza del decreto sulle misure economiche da mettere in campo per fronteggiare l’emergenza da Covid-19.

Ovviamente, trattandosi di previsioni, sono da prendere con le opportune cautele, anche perché i fattori che possono incidere e possono cambiare (in meglio o in peggio) l’andamento dell’emergenza sono numerosi (e molti dipendono dal nostro comportamento). Quindi è bene considerarle per quello che sono, cioè delle indicazioni di massima tutte da verificare. In ogni caso secondo quelle previsioni il picco dei contagi dovrebbe essere raggiunto nei primi giorni della prossima settimana per poi pian piano iniziare a scendere fino ad arrivare a soli pochi contagi dopo Pasqua.

Il grafico con la curva e la previsione dei contagi è contenuto nell’articolo 18 della bozza del contratto riguardante le misure per la tutela del periodo di sorveglianza attiva dei lavoratori del settore privato. Come anticipato si tratta di uno studio realizzato dagli esperti della Ragioneria dello Stato sulla base di un calcolo effettuato tenendo presente l’andamento dei contagi fino all’8 marzo. Senza andare troppo nel dettaglio tecnico, il calcolo stesso si basa appunto su quanto registrato fino a quel periodo e con un andamento futuro stimato considerando il raddoppio dei contagi fino circa a metà marzo.

Da tutto ciò che deriva che ad inizio della prossima settimana il numero dei contagi giornalieri dovrebbe toccare quota 4 mila, per poi nei giorni successivi aumentare ulteriormente e toccare il picco massimo mercoledì 18 marzo con quasi 4.500 contagi in più solo in quel giorno. Da quel momento, però, dovrebbe iniziare l’attesissima discesa, con già nel giro di una settimana il numero di contagi giornalieri destinato a scendere sotto quota 3 mila, per poi arrivare verso fine mese-inizio di aprile sotto quota mille.

Una discesa che dovrebbe portarci dopo Pasqua a raggiungere numeri finalmente accettabili, con poche decine di casi in più al giorno. Questo significa, quindi, che dobbiamo aspettarci per i prossimi 5-6 giorni che il quotidiano bollettino serale della Protezione civile sarà inevitabilmente negativo e ci fornirà dati in continuo e imponente crescendo. Non dovremo allarmarci più di tanto (almeno non più di quanto già non lo siamo), almeno secondo questo studio, perché come detto poi inizierà la lenta discesa.

Lo studio, che attraverso questo genere di calcoli si propone di prevedere misure di sostegno adeguate per le persone che sono in quarantena o in permanenza domiciliare e che lavorano nel settore privato (con l’obiettivo di equiparare questo periodo alla malattia), fornisce anche una previsione sul numero di contagi totali. Che dovrebbero rimanere ampiamente sotto quota 100 mila, con una stima complessiva di 92 mila contagiati. Un numero che di per sé non sarebbe neppure eccessivo ma che, sulla base di determinati parametri, non può non destare una certa preoccupazione. Perché proiettando il rapporto attuale tra contagi e decessi (circa il 7%) su 92 mila contagiati si arriverebbe a quasi 6.500 morti, un numero elevato comunque lo si voglia considerare.

E, motivo di ulteriore preoccupazione, con l’andamento che si è avuto fino ad ora avremmo circa 8500 persone in terapia intensiva. Un vero problema perché in Italia complessivamente i posti di terapia intensiva sono 5.090, anche se in questi giorni si stanno facendo tutti gli sforzi necessari per aumentarli. Considerando anche il numero di quanti guariscono, siamo praticamente al limite, con quei numeri forse ce la faremo comunque ad evitare il collasso del sistema sanitario. Soprattutto potremmo farcela ad evitare il terribile scenario più volte paventato che prevede la drammatica scelta su chi curare e chi lasciare indietro.

Come anticipato lo studio è finalizzato a quantificare, ovviamente con una certa approssimazione, lo stanziamento necessario per la tutela dei lavoratori nel settore privato. E su quella base la previsione iniziale è di poco meno di 150 milioni di euro (di cui 32 per la contribuzione figurativa), stanziamento che poi ovviamente è destinato a variare sulla base poi dei contagi e dei dati reali. Che, ovviamente, non possiamo che augurarci che possano essere migliori rispetto a quelli previsti da quello studio. Dipende anche da noi, dal nostro comportamento nei prossimi giorni.

Di certo, però, gli esperti della Ragioneria dello Stato non avevano previsto il ripetersi di certi inaccettabili comportamenti, come l’ennesima fuga dal nord verso il sud che si è verificata anche venerdì sera. Una terribile idiozia che potrebbe avere effetti deleteri e peggiorativi su uno scenario già piuttosto inquietante.

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