Progetto per la nuova palestra Squarcia, doppia bocciatura per il Comune


Come nella precedente, annullata dal ministro allo sport Spadafora, anche nella graduatoria del bando “Sport e periferie” pubblicata il 5 febbraio scorso tra i 278 progetti ammessi a finanziamento non c’è quello del Comune di Ascoli per la nuova palestra Squarcia

Non capita spesso, ma non è certo motivo di vanto, ad un Comune di vedere bocciato per più volte un proprio progetto. Ebbene l’amministrazione comunale, in particolare quella precedente guidata dal sindaco Castelli, può ora vantare anche questo poco onorevole primato, con il progetto per la nuova palestra Squarcia che è stato bocciato per l’ennesima volta. Anzi, a voler essere pignoli, come vedremo poi si può ben dire che si è andati ben oltre la bocciatura e si può legittimamente parlare di ennesima “figuraccia”.

Parliamo di fatti concreti” scriveva con la solita enfasi nel dicembre 2018 l’allora assessore allo sport Massimiliano Brugni annunciato la presentazione del progetto per la realizzazione della nuova palestra Squarcia a “Sport e periferie 2018”, l’annuale bando del ministero dello sport e del Coni che avrebbe dovuto finanziare gran parte di quell’intervento (500 mila euro sui complessivi 700 mila). Il 13 giugno 2019, poi, l’allora sottosegretario con delega allo sport Giorgetti aveva approvato la graduatoria dei progetti ammessi a finanziamento e, ovviamente, quello del Comune di Ascoli per lo Squarcia non c’era.

Il nuovo ministro allo sport Vincenzo Spadafora (subentrato nel settembre scorso) ha però deciso di annullare quella graduatoria per riformularne una nuova, dopo un ulteriore esame e approfondimento dei progetti presentati. Mercoledì 5 febbraio, sul sito del ministero dello sport, è stata pubblicata la nuova graduatoria, approvata con decreto del ministro Spadafora il 19 dicembre 2019. Che presenta diverse novità, a partire dal fatto che aumentano i progetti ammessi a finanziamento che passano dai precedenti 245 agli attuali 278. Quello che non cambia è che, guarda il caso, il progetto per la nuova palestra Squarcia non solo non è tra i 278 ammessi a finanziamento ma, addirittura, neppure tra gli oltre 1300 progetti (per la precisione 1311) inseriti nell’elenco e quindi presi in considerazione per l’eventuale finanziamento.

Si tratta, in altre parole, di tutti i progetti che hanno ottenuto un punteggio da 40 in poi, con quelli finanziati che hanno ottenuto un punteggio maggiore di 58 su 100. Questo significa che il tanto decantato progetto del Comune di Ascoli è stato ritenuto talmente scadente e impresentabile da non ottenere neppure il punteggio minimo. Se nel giugno scorso, quando era stata stilata la graduatoria poi annullata e sostituita da quella approvata dal nuovo ministro Spadafora, non fosse stato pubblicato l’elenco completo di tutti i progetti presentati (tra i quali c’era anche quello per la palestra Squarcia), sarebbe stato addirittura lecito dubitare che quel progetto fosse mai stato presentato. Invece, molto più semplicemente, è stato ritenuto neppure degno di attenzione.

A differenza di quanto accaduto a ben 25 progetti presentati da Comuni e associazioni sportive marchigiane che hanno ottenuto il finanziamento, ma anche ad altre 70 progetti delle Marche che, pur ottenendo un punteggio superiore a 40, non sono poi stati ammessi a finanziamento. E allora è giusto dar retta proprio all’assessore Brugni e parlare di “fatti concreti”. Che, in maniera inequivocabile, bocciano senza appello l’operato dell’amministrazione comunale e, in particolare, proprio dell’ex assessore allo sport, assolutamente incapace di programmare e di sfruttare nel modo migliore le opportunità offerte ai Comuni.

Un bell’esame di coscienza e una seria autocritica, invece di prendersela sempre e di scaricare le responsabilità su altri, non farebbero male… Al di là di ogni altra considerazione, però, c’è il dato di fatto semplicemente scoraggiante che così il destino di quella palestra, in una città che già ha non pochi problemi per la carenza di strutture sportive, resta un grosso punto interrogativo.

Per la verità l’attuale amministrazione comunale ha inserito l’intervento per la palestra Squarcia nel faraonico e inattendibile piano delle opere pubbliche per il 2020. Con, per altro, l’accensione di un mutuo come fonte di finanziamento (quindi nuovi debiti provocati da un’amministrazione comunale incapace di sfruttare determinate occasioni). In quel piano, per la verità, c’è anche l’indicazione sul livello di progettazione approvata e sui tempi di inizio e fine lavori. E, come per la maggior parte delle opere presenti in quel programma, è del tutto evidente che non c’è per nulla coerenza tra gli uni e gli altri.

Per quanto concerne la progettazione, infatti, siamo ancora fermi allo studio di fattibilità, quindi praticamente siamo ancora al punto in cui eravamo più di un anno fa, visto che quel documento (lo studio di fattibilità) è stato approvato con delibera n. 270 del 18 dicembre 2018). Periodo di inizio lavori viene indicato il terzo trimestre 2020 (quindi entro l’estate), con poi la fine dei lavori un anno dopo.

In pratica, per tener fede a quanto scritto su quel documento, l’amministrazione comunale dovrebbe fare qualcosa di straordinario e unico, che mai fino ad ora è accaduto, cioè impiegare non più di 6 mesi per completare un processo per il quale in genere impiega non meno di 10-12 mesi (cioè completare la fase di progettazione, con l’approvazione prima del progetto preliminare, poi di quello definitivo ed infine di quello esecutivo, e la conseguente fase della predisposizione del bando e della conseguente assegnazione dei lavori). In altre parole non c’è neppure una vaga possibilità che quei tempi possano essere rispettati.

Va per altro ricordato che nel frattempo la palestra Squarcia è chiusa e inutilizzabile (o almeno così dovrebbe essere) da quasi 2 anni, senza che nessuno si sia mai degnato di spiegare le ragioni della chiusura stessa. Voci ufficiose parlano di problemi di sicurezza, in particolare del tetto, emersi dopo il terremoto. Va, però, ricordato che dopo l’emergenza sismica la palestra è stata utilizzata a lungo prima di essere chiusa… Ipotesi a parte, quel che è certo è che proprio la delibera n. 270 del dicembre 2018 sottolineava che quel­la strut­tu­ra era sta­ta og­get­to di ana­li­si e di una ve­ri­fi­ca del­la con­si­sten­za strut­tu­ra­le ed im­pian­ti­sti­ca.

E pro­prio sul­la base di quel­le ana­li­si e di quel­la ve­ri­fi­ca, si leg­ge an­co­ra nel­la de­li­be­ra, “si è ri­te­nu­to op­por­tu­no pre­fi­gu­ra­re un in­ter­ven­to di to­ta­le ri­qua­li­fi­ca­zio­ne del­la pa­le­stra Squar­cia”. Né la delibera né l’amministrazione comunale, però, hanno mai spiegato cosa è emerso da quelle analisi e da quella verifica, se e in che misura sono sta­ti evi­den­zia­ti pro­ble­mi di si­cu­rez­za tali da ren­de­re ine­vi­ta­bi­le l’in­ter­ven­to e la con­se­guen­te lun­ghis­si­ma chiu­su­ra del­la strut­tu­ra In­ter­ro­ga­ti­vi non cer­to ir­ri­le­van­ti, ai qua­li l’am­mi­ni­stra­zio­ne co­mu­na­le non ha mai ri­spo­sto. In­ve­ce sa­reb­be sta­to e sa­reb­be op­por­tu­no fare chia­rez­za per­ché è evi­den­te che qual­co­sa non ri­por­ta.

Per­ché le ci­ta­te ana­li­si si sono svol­te a no­vem­bre 2017 (con­clu­se a feb­bra­io 2018), men­tre la ve­ri­fi­ca ri­sa­le ad ot­to­bre 2017 ed è ter­mi­na­ta a gen­na­io 2018. E se l’e­si­to di quel­le ana­li­si e di quel­la ve­ri­fi­ca, già note a feb­bra­io 2018, era­no tali da ren­de ne­ces­sa­rio l’in­ter­ven­to di ri­qua­li­fi­ca­zio­ne e una così lun­ga chiu­su­ra, per qua­le ra­gio­ne il Pala Squar­cia non è sta­to chiu­so im­me­dia­ta­men­te già nel feb­bra­io 2018 (in­ve­ce di cer­to è sta­to tran­quil­la­men­te uti­liz­za­to fino a set­tem­bre-ot­to­bre 2018)?

E’ del tut­to evi­den­te, quin­di, che del­le due, l’u­na: o l’am­mi­ni­stra­zio­ne co­mu­na­le ha la­scia­to per 7 mesi aper­to e frui­bi­le il Pala Squar­cia, pur sa­pen­do che la strut­tu­ra non era per nul­la si­cu­ra, o ha de­ci­so di te­ner­la chiu­sa per al­me­no 2 anni sen­za un con­cre­to mo­ti­vo.

L’allora assessore Brugni, protagonista di questo enorme pasticcio, non ha mai voluto fare chiarezza. Sarebbe perciò il caso che a farlo sia ora il nuovo assessore allo sport Stallone che ha il dovere di spiegare una volta per tutte cosa è accaduto e quale sarà il futuro della palestra Squarcia.

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