Rimozione dell’amianto nei pressi della scuola, protestano genitori e Comitato Scuole Sicure


E’ partito in questi giorni l’intervento, atteso da tempo, di rimozione dell’amianto dal tetto della palestra di atletica pesante, adiacente al Liceo Artistico Osvaldo Licini. Ma secondo le norme e le indicazioni dell’Inail quel genere di lavori andrebbero effettuati a scuola chiusa…

Passano gli anni, cambiano le amministrazioni comunali ma resta incredibilmente immutato il talento del Comune nel fare sempre la cosa sbagliata, nel dimostrare in ogni occasione l’incapacità di programmare e di portare gli interventi con un briciolo di raziocinio. L’ultimo clamoroso esempio in proposito riguarda l’intervento di rimozione dell’amianto dal tetto della palestra di atletica pesante che è partito in questi giorni.

Sorvolando, per decenza, sul solito imbarazzante ritardo nel realizzare un intervento atteso da anni, visto che la palestra è adiacente al Liceo Artistico Osvaldo Licini, non bisognava certo essere dei particolari geni per pensare di realizzare l’intervento (che, per altro, dovrebbe completarsi nell’arco di 10-15 giorni) quando la scuola è chiusa. Considerato che è da anni che bisogna intervenire si poteva programmare per l’estate passata ma anche, visto l’attesa, anche per la prossima estate. Oppure nel corso delle vacanze di Natale.

Questo almeno è quello che sarebbe accaduto in qualsiasi altro posto, con un’amministrazione comunale “normale”. Invece in quel meraviglioso posto che è il Comune di Ascoli, dove logica e programmazione sono termini banditi da tempo, ecco che quei lavori di rimozione amianto (che come noto sono particolarmente delicati perché c’è il rischio di dispersione e della conseguente esposizione) sono partiti in questi giorni, con la scuola ovviamente aperta.

E con la semplice raccomandazione di tenere le finestre rigorosamente chiuse nei giorni dell’intervento (una vera e propria “genialata”…). Che poi i ragazzi (ma anche tutto il personale scolastico) debbano entrare ed uscire dalla scuola e, tra l’altro, spesso durante la ricreazione sono soliti andare nel piazzale esterno naturalmente sono particolari assolutamente irrilevanti per l’amministrazione comunale. Inevitabile e comprensibile la preoccupazione ma anche lo sgomento dei ragazzi stessi e dei loro genitori, alcuni dei quali si sono mobilitati.

Sarebbe più logico, per salvaguardare la salute dei ragazzi, che i lavori di smaltimento dell’amianto iniziassero durante le prossime vacanze di Pasqua, oppure nella prossima estate quando la scuola è vuota – affermano – non è ammissibile che i ragazzi debbano stare con le finestre chiuse, senza considerare, tra l’altro, che durante la ricreazione spesso vanno nel piazzale esterno. Non capiamo perché bisogna esporli a determinati rischi”.

Non lo capisce nessuno, in realtà, anche perché ci sono norme e indicazioni ben precise dell’Inail che vogliono che i lavori di rimozione di amianto vengano effettuati con la scuola chiusa. A farsi carico della preoccupazione dei genitori, dei ragazzi e degli stessi operatori scolastici ci ha pensato il Comitato Scuole Sicure Ascoli Piceno che, tramite posta certificata (Pec), ha inviato al presidente della Provincia (proprietario della struttura), al sindaco di Ascoli (responsabile della salute dei cittadini), alla dirigente scolastica del “Licini”, all’Asur (servizio prevenzione e sicurezza ambienti di lavoro) e al comando dei Vigili del fuoco una richiesta urgente di informazioni e di ricalendarizzazione dei lavori.

Ci giungono segnalazioni di lavoratori e genitori di alunni del Liceo Artistico Licini di Ascoli Piceno relativamente a presunti lavori di rimozione amianto del tetto della palestra e di edifici limitrofi alla scuola, che dovrebbero essere fatti in questi giorni – si legge nella richiesta del Comitato Scuole Sicure – Consci della delicatezza e pericolosità potenziale di tali lavori, al fine di poter tranquillizzare in maniera seria e chiara i nostri associati, chiediamo di conoscere tempestivamente il piano di lavoro della rimozione amianto nell’edificio scolastico suddetto e quelli degli edifici limitrofi.

Nel caso in cui il piano di lavoro prevedesse tale rimozione durante i giorni di lezione, chiediamo una diversa calendarizzazione da fissarsi in giorni di chiusura della scuola come previsto oltre che dal buon senso, ma sicuramente anche dalle normative, che, riassumendo, indica che: “Qualsiasi azione di bonifica si intenda intraprendere, questa dovrà avvenire in assenza di studenti e personale. Questo significa di conseguenza chiusura della scuola.” Certi della condivisione delle sacrosante preoccupazioni relative a eventuali rischi per la salute di studenti e lavoratori delle scuole, auspichiamo chiarezza ed applicazione del comune buonsenso, secondo un sano principio di precauzione. Sottolineiamo, infine, la carenza e quindi la necessità di un’informazione tempestiva e puntuale, che garantisca ad ogni genitore la libertà di fare le scelte più opportune per i propri figli. Restiamo in attesa di una vostra pronta risposta”.

E’ sconfortante e anche terribilmente imbarazzante che ci sia bisogno di una simile sollecitazione per qualcosa che, in qualsiasi altro posto, sarebbe semplicemente ovvio. “Non siamo di certo fiduciosi in una tempestiva risposta e interruzione delle attività, se prevista da norma oltre dal buon senso, visti i precedenti, ma contiamo sempre sul fatto che qualcosa possa cambiare.

Almeno a livello di adeguata informazione perché se ci sono genitori preoccupati significa almeno l’informazione è stata inadeguata” si legge in una nota del Comitato Scuole Sicure. Sarebbe bello e incoraggiante se, almeno per una volta, l’amministrazione comunale fosse in grado di stupire, raccogliendo immediatamente l’appello del Comitato. Già, sarebbe bello…

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