Diffide e contraddizioni, caos in Comune per la sicurezza delle scuole


Mentre i consiglieri comunali Ameli, Procaccini e Frenquellucci scrivono al prefetto per la mancata risposta del sindaco alle interrogazioni sulle scuole, la determina n. 4265 approvata a fine anno evidenzia lo stato confusionale dell’amministrazione comunale

Le sorprese non finiscono mai per quanto riguarda il delicato tema della sicurezza delle scuole. Se il 2019 si era chiuso con l’ennesima “figuraccia” del sindaco Fioravanti in Consiglio comunale e il giallo della scuola media Don Giussani di Monticelli, il nuovo anno si è aperto con due importanti atti ufficiali che, se possibile, contribuiscono a rendere ancora più paradossale e imbarazzante una situazione già ampiamente oltre i limiti della vergogna.

Parliamo della determina 4265 (approvata il 30 dicembre scorso ma pubblicata sull’albo pretorio on line nei giorni scorsi) “Interventi di recupero post sisma e adeguamento sismico degli edifici esistenti. Incarico di consulenza per ricognizione dei plessi scolastici situati nel Comune di Ascoli” e della diffida, al presidente del Consiglio comunale Alessandro Bono e, per conoscenza, al prefetto di Ascoli, presentata l’8 gennaio scorso dai consiglieri comunali Ameli, Procaccini e Frenquellucci.

I tre esponenti del Pd il 29 novembre scorso avevano presentato due interrogazioni sulla situazione delle scuole cittadine e sul giallo della scuola media Don Giussani. “Il regolamento del Consiglio comunale vigente – si legge nella diffida – stabilisce che all’interrogazione venga data, entro 30 giorni dalla presentazione, risposta scritta dal sindaco o dall’assessore competente in materia. Sono trascorsi oltre 30 giorni e ad oggi nessuna risposta scritta è pervenuta”. Per questo i tre consiglieri comunali chiedono “in ottemperanza a quanto stabilito dal 6° comma dell’art.29 del predetto Regolamento consiliare, che il Presidente del Consiglio Comunale dia corso al procedimento di diffida nei confronti del soggetto competente a fornire la risposta alle predette interrogazioni, secondo le procedure stabilite dal medesimo art.29 del regolamento”.

Superfluo sottolineare che è particolarmente grave il fatto che il sindaco non rispetti le norme del Consiglio comunale. Ancor più quando il silenzio dell’amministrazione comunale riguarda un argomento così fondamentale come la sicurezza delle scuole e la situazione della scuola Don Giussani, che dall’agosto 2016 è in attesa dell’intervento di adeguamento sismico finanziato da quasi 3 anni con l’ordinanza n. 33. Ed è oltremodo significativo il fatto che Fioravanti, che da settimane sui social e sui giornali parla (quasi sempre a sproposito) di come la sicurezza delle scuole sia una priorità della sua amministrazione, non sia poi in grado di fornire risposte concrete nelle sedi istituzionalmente preposte.

Dietro quel silenzio, dietro quelle mancate risposte c’è tutta la difficoltà del primo cittadino e della sua amministrazione che, al di là dei soliti proclami da propaganda elettorale, in concreto non sa che pesci prendere, alle prese con una situazione difficilissima ereditata dalla passata amministrazione, frutto dello sconcertante e inaccettabile comportamento avuto dal suo predecessore. Che, pur essendo a conoscenza della gravità della situazione (è scritto e certificato nella relazione del famoso project financing approvato dalla precedente giunta), ha sempre sminuito l’entità del problema e, soprattutto, non ha fatto nulla di concreto per intervenire, di fatto perdendo tre anni.

Come abbiamo già sottolineato, Fioravanti dovrebbe trovare il coraggio di ammettere le gravi colpe di Castelli e della sua amministrazione, cambiando completamente atteggiamento e programmi. Ma, come diceva Don Abbondio, “il coraggio uno se non ce l’ha, mica se lo può dare”. Quindi, per non smascherare le gravi responsabilità del suo predecessore, Fioravanti e la sua amministrazione continuano a procedere senza alcun criterio, sempre in stato confusionale.

Dimostrato in maniera a dir poco imbarazzante dalla determina n. 4265, approvata il 30 dicembre 2019 ma pubblicata sull’albo pretorio on line solo nei giorni scorsi. Con la quale l’amministrazione comunale ha affidato all’ing. Di Lorenzo l’incarico di “consulenza per la ricognizione dei plessi scolastici situati nel comune di Ascoli Piceno” nell’ambito degli interventi di recupero post sisma e dell’adeguamento sismico degli edifici esistenti.

In seguito agli eventi simici occorsi a far data dall’agosto 2016 – si legge nella determina – si renderà necessario predisporre un piano di adeguamento e ricostruzione dei medesimi edifici. Ravvisata la necessità di dotarsi di uno strumento di pianificazione finalizzato a gestire l’aspetto logistico della fase di realizzazione di tali interventi di adeguamento e ricostruzione, con specifico riferimento alla collocazione della popolazione studentesca, si ravvisa la necessità di acquisire un completo quadro conoscitivo ed organizzative del fenomeno e conseguentemente dover provvedere all’affidamento dell’incarico professionale di consulenza tecnica per la ricognizione dei plessi scolastici situati nel comune di Ascoli Piceno, finalizzata alla conoscenza della consistenza dei vani utilizzati e non, all’identificazione del numero di studenti, delle dotazioni tecniche, della disponibilità di spazi e dello stato di conservazione degli immobili”.

Detto che il Comune di Ascoli è in ritardo di oltre 3 anni, perché questo genere di approfondimenti andavano effettuati nel 2016 (subito dopo gli eventi sismici), lo scopo dell’incarico è quello, dopo un’attenta ricognizione, di trovare le soluzioni temporanee per consentire il trasferimento degli studenti nel momento in cui inizieranno i lavori. In altre parole, la ricerca delle cosiddette sedi temporanee. Che, però, secondo quanto è scritto nella relazione allegata al project financing approvato a febbraio 2019, sono già state individuate da tempo.

Dal punto vista organizzativo il piano logistico deve far fronte alla delocalizzazione di un numero superiore a 1100 studenti per ciascuno dei due anni scolastici. Da qui l’esigenza di avere a disposizione degli spazi capaci di svolgere le funzioni di “scuole temporanee” per la durata dei lavori. Questi edifici sono stati individuati tra gli immobili di proprietà Comunale, rispettivamente nell’edificio dell’Ex Distretto Militare, situato su Corso Mazzini, in centro storico e nell’edificio dell’Ex Mercato Coperto in via Recanati, nel quartiere di Porta Maggiore” si legge nella relazione.

Non solo, nella stessa relazione si evidenzia che gli interventi “per rendere adeguati gli edifici dal punto di vista funzionale” sono da considerare una priorità, sottolineando anche che i lavori per rendere tali le due sedi temporanee dovrebbero essere non particolarmente lunghi e, quindi, le sedi stesse potrebbero essere pronte in tempi relativamente brevi. Quindi le sedi temporanee sono state già individuate e possono essere pronte in breve tempo. Ma, allora, che bisogno c’è di affidare quell’incarico esterno?

Dovrebbe spiegarlo il sindaco, ammesso e non concesso che lo sappia. Nell’attesa, sicuramente vana, di una qualche spiegazione da parte del primo cittadino o della sua giunta, è evidente la confusione che regna sovrana nell’amministrazione comunale. Perché delle due l’una, o in quella relazione e in quel project financing vengono riportate informazioni sballate e prive di senso (e allora non si capisce per quale ragione l’amministrazione comunale non l’abbia già archiviato da tempo), oppure, se quelle informazioni sono esatte, l’incarico assegnato con al determina n. 4265 non ha alcun senso ed è solamente un’inutile ed ulteriore spesa a carico dei cittadino (quasi 12 mila euro).

In un caso o nell’altro la situazione resta a dir poco sconfortante…

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