Sicurezza delle scuole, prigionieri del fantasma del project financing


Da oltre 2 anni sono a disposizione del Comune 37 milioni di euro per realizzare le nuove scuole ma il sindaco Fioravanti si è intestardito a seguire la strada di un “nebuloso” e inopportuno project financing. Lo sconcertante esempio della scuola di Monticelli

Fortunatamente c’è ancora il Comitato Scuole Sicure Ascoli a tenere acceso l’interesse sulla sempre più vergognosa vicenda della sicurezza delle scuole cittadine. “Anche oggi ci siamo svegliati interrogandoci sul perché il Comune non attivi le procedure per richiedere i 37 milioni di euro dalla Regione per la ricostruzione delle scuole. Ce li lasceremo sfuggire come abbiamo fatto negli anni passati aspettando un nebuloso progetto di project financing?” si legge in un post del Comitato di mercoledì 13 novembre.

Un intervento che arriva quanto mai a proposito visto che ad inizio settimana un inaspettato e incomprensibile assist al Comune e al cervellotico comportamento del sindaco Fioravanti (e, precedentemente, del suo predecessore Castelli) l’ha fornito il deputato ascolano del Movimento 5 Stelle Roberto Cataldi. Che, incredibilmente, ha presentato un emendamento al decreto sisma (in vista della sua conversione) che chiede di non applicare il limite del 49% di risorse pubbliche per i project financing.

Una follia, almeno per quanto riguarda il discorso relativo agli interventi sulle scuole, perché non ci capisce e nessuno ha mai spiegato (e come potrebbe…) per quale dannata ragione è necessario un project financing per realizzare le necessarie (per la sicurezza) nuove scuole cittadine quando da oltre 2 anni sono a disposizione 37 milioni di euro (stanziati dalla Regione) che sarebbero più che sufficienti per avviare e completare il tanto atteso intervento.

Chissà, evidentemente Ascoli deve proprio essere un mondo a parte, una realtà unica nel panorama nazionale (ma probabilmente anche internazionale) dove quello che normalmente e semplicemente accade ovunque misteriosamente diventa complicato. Restando in tema, non ci capisce per quale ragione altri comuni, che dopo il terremoto hanno ottenuto un finanziamento simile per la ricostruzione delle scuole, abbiano seguito l’iter normale ed hanno già avviato i lavori (o sono in procinto di farlo), senza dover ricorrere a strampalate e incomprensibili formule, mentre nel capoluogo piceno ci si è intestarditi su un misterioso e poco comprensibile project financing che, per altro, si scontra clamorosamente con le norme attualmente in vigore.

E’ una vicenda che va ben oltre l’assurdo e presenta così tanti aspetti paradossali da sconfinare nel ridicolo. A voler essere ironicamente pignoli, bisognerebbe innanzitutto chiedere all’ex sindaco Castelli per quale ragione bisogna ricostruire scuole che, come lui stesso ha sempre assicurato (non si capisce su che basi), sono sicurissime e in grado di superare anche il pericolo terremoto. Ovviamente sappiamo perfettamente che non è così ma se davvero l’ex primo cittadino fosse stato convinto di quanto sosteneva, per coerenza non doveva neppure accettare quel corposo finanziamento, lasciandolo a chi ne ha realmente bisogno.

Ironia a parte l’attuale sindaco Fioravanti dovrebbe innanzitutto spiegare perché ha seguito la stessa strada del suo predecessore, puntando su un fumoso e misterioso project financing, che complica e non poco le cose, invece che seguire la strada più semplice e diretta, cioè utilizzare direttamente i fondi senza dover ricorrere al supporto del privato che in questo caso è assolutamente inopportuno e non necessario.

Probabilmente questo intestardirsi su una soluzione priva di senso nasconde più semplicemente la volontà di prendere tempo, non avendo la più pallida idea su dove e come intervenire, su quali scuole necessitano di essere ricostruite perché assolutamente non sicure, quali invece possono essere eventualmente adeguate. In altre parole, l’amministrazione comunale brancola nel buio fondamentalmente perché in questi 3 anni in concreto non ha fatto nulla, nonostante gli eventi drammatici ha continuato a fregarsene della sicurezza delle nostre scuole (e la nuova amministrazione non ha certo cambiato atteggiamento, visto che il sindaco Fioravanti non ha neppure rispettato le promesse sulle sedi temporanee e sicure…), tanto che ancora sulla maggior parte delle scuole cittadine devono partire quelle verifiche di vulnerabilità sismica indispensabili per avere un quadro esatto ed esaustivo sulle condizioni delle scuole stesse.

Il fatto è che questa imbarazzante perdita di tempo rischia di provocare conseguenze a dir poco nefaste. “Nonostante questo continuo sussultare – scrive il consigliere comunale Francesco Ameli dopo la recente scossa di terremoto di magnitudo 4.4 avvertita nell’aquilano – le scuole di Ascoli sono ferme al palo. Tanto che non sono state affidate le progettazioni per quella da adeguare e/o da demolire e ricostruire. Solo per fare un esempio concreto, la scuola di Monticelli, quella che doveva essere subito ripristinata è ancora li, sola, in balia degli agenti atmosferici. Ed il bello è che la scuola Don Giussani, di proprietà comunale è stata inserita nell’ord.33 di oltre due anni fa per un importo di 5 milioni di euro di fondi regionali! E dopo due anni purtroppo il Comune di Ascoli è ancora indietro con la progettazione! E il termine della fine dei lavori per fine 2022 è perentorio”.

Con il cambio della guardia in Comune, con il passaggio di consegne da Castelli a Fioravanti, si sperava che almeno il nuovo sindaco avesse il buon senso di far cadere l’assurdo segreto che avvolge sin dall’inizio questo fantomatico project financing, inspiegabilmente tenuto nascosto alla città.

Ci piacerebbe molto poter rispondere ai tanti genitori che ci interrogano nel merito, capire cosa intendano per project financing, qual è questo progetto – scriveva qualche giorno fa sulla propria pagina facebook il Comitato Scuole Sicure Ascoli – ma purtroppo è tutto inspiegabilmente tenuto segreto. Abbiamo chiesto ripetutamente un incontro con il sindaco e l’assessore di riferimento, sia della vecchia che nuova amministrazione. Mai ricevuti, mai avute informazioni. Dovremmo procedere con una denuncia ma vogliamo ancora sperare che il sindaco Marco Fioravanti e l’assessore Monica Acciarri si decidano a riceverci e ad illustrarci il progetto. Perché non dovrebbero farlo essendo noi portatori di interesse collettivo?”.

In realtà trasparenza (termine probabilmente abolito dal vocabolario del Comune di Ascoli) vorrebbe che l’amministrazione comunale spiegasse nel dettaglio tutti i particolari del progetto che riguarda non l’abitazione privata del sindaco Fioravanti o dell’assessore Acciarri ma edifici pubblici fondamentali come le scuole. Partendo innanzitutto dal punto centrale della questione, cioè in che modo si configura il fantomatico project financing.

Perché, come ricorda giustamente ancora il Comitato Scuole Sicure ”il coinvolgimento dei soggetti privati nella realizzazione, nella gestione e soprattutto nell’accollo totale o parziale dei costi di opere pubbliche o opere di pubbliche utilità, in vista di entrate economiche future rappresenta la caratteristica principale del project financing”.

E, allora, il sindaco Fioravanti e l’assessore Acciarri dovrebbero innanzitutto rendere noto chi sono i privati coinvolti e, in particolare, a quanto ammonta il loro impegno finanziario. Ancora, come è possibile che 37 milioni di euro (fondi statali) non siano sufficienti tanto da dover contare anche su fondi privati. E, soprattutto, in che modo i privati parteciperanno all’attività pubblica e cosa avranno in cambio. “Queste sarebbero le informazioni da dare, non le solite chiacchiere vuote” conclude il Comitato Scuole Sicure.

Dovrebbe renderle note immediatamente il sindaco Fioravanti, ammesso che sia in grado di farlo…

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