Senza vergogna: ancora promesse e propaganda sulla pelle dei “terremotati”


Dopo che nei 14 mesi al governo non ha fatto nulla per le zone colpite dal terremoto, Salvini sui social torna a promettere di voler risolvere i problemi “dei cittadini che vivono nelle zone colpite da calamità naturali”. E promesse nella stessa direzione arrivano anche da Conte…

Passi per tutte le “panzane” sulle poltrone (detto da chi non ha avuto la decenza di dimettersi da ministro e ha già annunciato che, in caso di nuova maggioranza, resterà abbarbicato a quelle delle presidenze delle commissioni parlamentari). Passi per gli sproloqui privi di fondamento, logico e costituzionale, sulla presunta volontà popolare e sull’inesistente “ribaltone” (quando poi gli unici che possono essere accusati di averlo fatto sono proprio i leghisti visto che hanno ottenuto quel numero di seggi solo perché facevano parte alle elezioni della coalizione del centrodestra).

Al Salvini confuso e disperato di queste settimane (sembra un lontano parente di quello che i suoi fans enfaticamente chiamavano il Capitano), ben oltre la crisi di nervi per il fatto che rischia di finire all’opposizione (non ci giureremmo che finisca così, magari verremo smentiti ma abbiamo seri dubbi che la piattaforma Rousseau permetterò realmente la nascita del nuovo governo…), possiamo umanamente concedere quasi tutto, anche questo pietoso e imbarazzante show di infimo livello. Ma c’è un limite alla decenza (anzi, forse sarebbe meglio dire all’indecenza…). E quel limite il leader della Lega l’ha ampiamente superato nei giorni scorsi quando non si è vergognato di utilizzare anche il terremoto e i problemi dei terremotati per la sua propaganda.

Lo aveva ampiamente fatto già nel corso della campagna elettorale prima delle elezioni politiche del marzo 2018, quando lo stesso Salvini e moltissimi candidati leghisti si erano più volte presentati nelle zone del cratere, promettendo di tutto. Ora, non potendo materialmente recarsi in quei posti (dove non sarebbe certo accolto come un anno e mezzo fa), utilizza tanto per cambiare i social per la sua ignobile propaganda.

Solidarietà a tutti gli abitanti tra Norcia e Arquata, colpiti da nuove scosse di terremoto, fortunatamente senza danni – ha scritto il leader della Lega dopo la scossa di 4.1 dell’altra notte – La Lega non ha mai dimenticato le esigenze dei cittadini che vivono nelle zone colpite da calamità naturali. A differenza di altri, risolvere i problemi di chi si trova ancora a dover affrontare mille difficoltà è e rimane una nostra priorità”.

Sembra di essere tornati indietro di un anno e mezzo, le stesse promesse fatte allora, i soliti proclami per strappare qualche voto in più. Rispetto ad allora, però, c’è una differenza non di poco conto. In questo anno e mezzo Salvini e la Lega sono stati al governo e hanno avuto tutto il tempo per iniziare a risolvere i tanti problemi e aiutare ad affrontare le tante difficoltà che continuano a vivere i “terremotati”. Invece non hanno fatto nulla, anzi, ironia della sorte in qualche caso hanno contribuito e stanno contribuendo ad amplificare i già innumerevoli problemi di quelle zone.

Basterebbe pensare, ad esempio, al problema della restituzione della busta paga pesante o alla beffa della proposta di legge per gli indennizzi alle famiglie delle persone morte nel terremoto del 2016 (e anche in quello del 2009). E se già non è molto accettabile che si faccia bassa propaganda sulla pelle di chi sta drammaticamente vivendo quella situazione, è a dir poco imbarazzante che a farlo è chi da un anno e mezzo a questa parte aveva la possibilità di fare in concreto ciò che ora, davvero senza vergogna, proclama di voler fare in seguito.

Non a caso questa volta il post di Salvini (che ultimamente sembra non azzeccarne più una) ha scatenato critiche e reazioni furibonde, al punto che, secondo gli esperti del settore, quel post è risultato in assoluto il meno popolare di Salvini nell’ultimo anno. D’altra parte basta leggere la pioggia di critiche sotto il post stesso, con tanti che, in forma più diplomatica, hanno sottolineato il fatto che avrebbe potuto cambiare le cose quando era al governo, mentre ovviamente non sono mancate espressioni più colorite e toni più forti.

Cosa non si fa per ottenere voti, quante belle parole escono dalla bocca dei politici poi però da tre anni stiamo aspettando fatti concreti, che disgusto” scrive una residente a Norcia. “Ti è venuto in mente solo ora che è una vostra priorità dopo che per un anno e mezzo non hai fatto nulla e, come gli altri, ci avete abbandonato?” aggiunge un cittadino marchigiano.

Belle parole, però dicci in concreto cosa hai fatto per noi in questi 14 mesi. Te lo dico io, nulla, solo propaganda sulla nostra pelle” aggiunge qualcun altro. Ironia della sorte, in una specie di legge del contrappasso, sono numerosi quelli che, in risposta a quel post, contestano a Salvini di essersi occupato solo degli immigrati e non dei terremotati. “Se avessi usato metà del tempo che hai dedicato ai migranti alle popolazioni colpite dal terremoto in 14 mesi forse qualcosa avresti fatto… ora è facile” si legge in un commento.

Quanto sei bravo a parole, una cosa incredibile. Non hai proposto nulla in questi 14 mesi, solo immigrati e campagna elettorale. Stop” aggiunge qualcun altro. In un paese normale l’autore di un simile post probabilmente si ritirerebbe dalla vita politica per la vergogna. Al di là di ogni altra considerazione è quasi superfluo sottolineare che chi da 3 anni vive sulla propria pelle l’assenza e l’incapacità dello Stato (con tutti i governi che si sono succeduti, quello Renzi, quello Gentiloni e quello Conte con M5S e Lega) meriterebbe almeno di non essere preso così palesemente in giro e un briciolo di rispetto in più.

Ne abbiamo parlato più volte in questi mesi e lo abbiamo sottolineato in diversi articoli, il governo gialloverde per i terremotati è stato una sciagura (al pari dei precedenti governi) e in alcuni casi ha addirittura complicato, invece di semplificare, le cose. Più in generale da argomento quasi principale delle due forze che hanno poi composto l’esecutivo gialloverde, il terremoto è poi finito nel dimenticatoio, praticamente scomparso dall’agenda politica del governo ma anche dall’interesse dei media.

Per questo è ancora più irritante il post propagandistico di Salvini. Ma non meno irritanti sono le promesse fatte in queste ore dal premier incaricato Giuseppe Conte che, per altro, nelle sue consultazioni ha anche incontrato associazioni e comitati del cratere (ma non i sindaci che, per questo, hanno protestato). Perché Conte, come Salvini, faceva parte di quel governo (per la cronaca era il premier…) e ha quindi le stesse responsabilità del leader della Lega per il poco (quasi nulla) fatto dal suo governo per i terremotati.

Per questo sarebbe molto più opportuno che l’uno e l’altro per decenza tacessero, la smettessero di fare proclami e propaganda. Poi, sempre se nascerà realmente il nuovo governo, Conte avrà una seconda opportunità per fare fatti concreti. Magari approvando subito una serie di provvedimenti che evitino ulteriori beffe (dalla busta paga pesante agli organici per i comuni e per gli uffici di ricostruzione) e cercando di trovare finalmente un commissario straordinario decente. Migliore di quelli che si sono succeduti fino ad ora (Errani, De Micheli, Farabollini) è sin troppo facile…

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