Busta paga pesante, pasticcio senza fine


L’emendamento che proroga l’avvio della restituzione al 31 ottobre 2019 è nello “Sblocca cantieri”, fermo in Senato e  oggetto dell’ennesima lite nel governo che rischia di far saltare tutto. Intanto c’è già chi è stato costretto a firmare l’assenso all’avvio della restituzione

Quello della restituzione della busta paga pesante rischia di trasformarsi in un “pasticcio senza precedenti”, in una delle più imbarazzanti “figuracce” del disastroso post terremoto che, pure, di vicende e situazioni ai limiti della vergogna (e anche oltre, come vedremo nei prossimi giorni…) ne ha vissute e ne sta vivendo a iosa. Come avevamo evidenziato alcuni giorni fa (vedi “Restituzione busta paga pesante, dilettanti allo sbaraglio!”), da sabato 1 giugno doveva iniziare la restituzione della “busta paga pesante” (le ritenute irpef sospese per i residenti nel cratere sismico).

Associazioni e comitati del territorio avevano da tempo chiesto di prorogare ulteriormente la scadenza, ricevendo le solite rassicurazioni di rito dal commissario straordinario Farabollini e dal sottosegretario con delega al terremoto Crimi. Dopo un interminabile attesa, alla fine l’emendamento che proroga la restituzione della “busta paga pesante” al 31 ottobre 2019 è stato approvato dalla commissione del Senato e inserito nel decreto “Sblocca cantieri”. Che, però, è ancora in discussione e deve essere definitivamente approvato al Senato, dopo di che dovrà passare al vaglio della Camera.

Al di là del fatto che, come vedremo, i problemi e la litigiosità della maggioranza rischiano di complicare ulteriormente le cose, il problema è che di fatto, nella migliore delle ipotesi, prima di metà giugno la nuova norma non verrà ufficialmente approvata. Quindi, almeno in uno stato di diritto, fino a che ciò non avviene è in vigore quella precedente che, appunto, fissa la 1 giugno 2019 l’avvio della restituzione.

Non a caso già da giorni l’Inps ha iniziato ad inviare diverse lettere relative alla restituzione (coerentemente con la proroga al 1 giugno approvata mesi fa e tuttora in vigore), come ha sottolineato lo stesso Crimi. Che, però, ha provato a rassicurare tutti sostenendo che aveva già “personalmente” informato il presidente dell’Inps Tridico e che avrebbe comunque trovato una soluzione.

E’ un problema non da poco – aveva invece sottolineato la Cisl – visto, tra l’altro, che l’Inps può intervenire solo sui pensionati e sui suoi dipendenti mentre non può nulla per tutti i lavoratori dipendenti lasciati oggi nella totale incertezza”. E a conferma di quello che sostiene la Cisl e di come il “pasticcio” rischi di diventare più grande di quello che già è, dopo la pubblicazione del nostro articolo, ci ha scritto una residente a Norcia che ci ha raccontato quanto sta accadendo a lei e a tante altre persone come lei.

A seguito del suo articolo – scrive Anna Rita – volevo evidenziare che le procedure di recupero della busta pesante tra i dipendenti dell’USL Umbria 2 sono iniziate a partire dallo stipendio di maggio 2019. Il mio stipendio è stato decurtato della prima rata delle 120 previste  della restitituzione (naturalmente ancora prevista al 100%, anzichè al 40% consentito per il terremoti del 1997 e del 2009, a soli 2,5 anni dal sisma del 30 ottobre 2016). Io sono residente a Norcia e la mia famiglia deve ancora iniziare a ricostruire 1 casa nel Comune di Cascia (danno B) ed n. 1 casa nel Comune di Norcia (danno E). Praticamente ci hanno costretto a firmare l’assenso alla restituzione, paventando la complessità della restituzione tramite il modello F24. Lo stesso è capitato a tutti i colleghi di USL residenti nelle aree terremotate”.

C’è poco da aggiungere, se non chiedersi se Crimi, Farabollini e gli esponenti del governo non provino almeno un pizzico di vergogna di fronte a questa indecenza che, almeno in questo caso non ci sono dubbi, è completamente e senza discussioni addebitabile esclusivamente a loro. A rendere più vergognosa la situazione è, poi, il fatto che in queste ore (a conferma della più totale inutilità della sceneggiata messa in atto lunedì dal presidente del Consiglio Conte) si sta consumando l’ennesima lite furibonda tra Lega e M5S proprio sullo “Sblocca cantieri”, in particolare sull’emendamento presentato dalla Lega che propone di congelare per 2 anni il codice degli appalti.

Nella migliore delle ipotesi, questa ennesima farsa determinerà uno slittamento nell’approvazione di quel decreto, senza considerare che il rischio rottura è sempre più concreto. E, al di là dell’importanza in se dello “Sblocca cantieri”, già un ulteriore ritardo nella sua approvazione renderebbe incandescente la situazione per quanto riguarda la restituzione della “busta paga pesante”, visto che la promessa proroga al 31 ottobre è contenuta proprio in quel decreto.

E, fino a quando non viene approvato, resta ovviamente in vigore la norma che fa partire dal 1 giugno la restituzione stessa, con il caos e i problemi evidenziati dalla Cisl e confermati da quanto scrive Anna Rita da Norcia. A completare un quadro davvero deprimente e assolutamente inaccettabile c’è, poi, il fatto le Regioni colpite dal terremoto del 2016 avevano presentato alcuni emendamenti allo “Sblocca cantieri”, indispensabili per accelerare la ricostruzione. Invece al momento praticamente nessuno di quegli emendamenti è stato accolto e approvato dal governo.

Un ulteriore e inaccettabile smacco non tanto e non certo alle Regioni quanto ai terremotati, sempre più beffati e abbandonati da chi (i rappresentanti di Lega e M5S che sono al governo), poco più di un anno fa in campagna elettorale gli avevano promesso di tutto e di più. Il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli lunedì pomeriggio ha inviato una lettera al presidente del Consiglio dei ministri Conti per sollecitare il suo intervento.

 “Nell’incontro che si è svolto a Norcia il 20 maggio u.s. – scrive Ceriscioli – Lei si è impegnato con i Presidenti di Regioni e Province e i Sindaci ad accelerare il più possibile le attività di ricostruzione nelle zone colpite dal sisma. Il Senato ha calendarizzato l’esame del Decreto-legge 18 aprile 2019 n. 32 per martedì 4 giugno e ad oggi solo il Governo ha la possibilità di presentare ulteriori emendamenti. In queste settimane la Regione Marche si è adoperata affinché la Conferenza delle Regioni allestisse un parere nel quale fossero previsti emendamenti migliorativi e aggiuntivi alle leggi e decreti che si sono succeduti nel tempo con l’obiettivo di semplificare e accelerare le attività inerenti la Ricostruzione dei territori del Centro Italia colpiti dal sisma del 2016.

L’efficienza e la speditezza della Ricostruzione è sicuramente un interesse delle Regioni colpite alfine di riportare i nostri cittadini nelle loro case il più presto possibile garantendo che in territori ora provati e in molte parti abbandonati dalla cura e dalla presenza umana torni la normalità. Ciò è interesse di tutto il Paese anche dal punto di vista della economicità ed efficienza delle spese legate all’emergenza e alle necessarie e irrinunciabili tutele e provvidenze per i cittadini che in questo momento devono vivere in case in affitto o negli alberghi a seguito dei danni alle loro abitazioni o che hanno dovuto delocalizzare le loro attività produttive con grave pregiudizio per l’economia locale e per il futuro stesso delle piccole e piccolissime imprese presenti in quelle zone.

Grazie alla sensibilità e collaborazione istituzionale di tutte le altre regioni la Conferenza dei Presidenti, all’unanimità, ha espresso un parere favorevole al decreto condizionato all’approvazione da parte del Governo di alcuni emendamenti ritenuti prioritari tra i quali compaiono tutti quelli relativi alle norme sul sisma. Il parere è stato iscritto all’o.d.g. di una seduta a ciò dedicata della Conferenza Unificata che si è svolta il 16 maggio u.s. Il regolamento della Conferenza prevede che il Ministero competente per materia debba essere presente alla seduta e l’eventuale assenza abbia valore di parere contrario. L’assenza del MIT che è il Ministero competente per materia alla seduta del 16 maggio ha determinato il suo rinvio per evitare il parere contrario del Governo sull’intera proposta delle Regioni e il suo aggiornamento al 30 maggio.

Anche in questa ulteriore convocazione il MIT è risultato assente e il Ministro Stefani si è assunta l’impegno a trasferire al Ministro e al Governo il parere e gli emendamenti prioritari. Il Presidente Bonaccini nella seduta della Conferenza Unificata del 30 maggio u.s. ha sottolineato l’assoluta necessità dell’approvazione degli emendamenti riguardanti il sisma per garantire l’accelerazione delle attività di Ricostruzione. Dalle notizie che ci giungono negli emendamenti presentati anche dal Governo in commissione la quasi totalità delle nostre richieste non sono presenti per questo mi rivolgo a Lei perché si faccia carico della richiesta di tutte le Regioni Italiane e martedì prossimo Lei stesso sia presentatore degli emendamenti prioritari proposti in Conferenza Unificata garantendone l’approvazione con l’autorevolezza della Sua altissima funzione”.

Appello che dovrebbe essere sostenuto con decisione da tutti i parlamentari marchigiani, almeno da quelli che hanno davvero a cuore i terremotati. Anche se all’orizzonte non sono previste nuove e ulteriori elezioni…

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