Senza vergogna!


Ufficialmente non è iniziata, ma di fatto ad Ascoli è già partita la campagna elettorale per le comunali. Con il consueto valzer di proclami e promesse “ipocrite”. Come quelle di Fratelli d’Italia che per 5 anni non ha fatto nulla ma ora, d’incanto, si ricorda della sicurezza delle scuole…

Deve ancora iniziare ufficialmente ma già ad Ascoli, nella campagna elettorale per le elezioni comunali di fine maggio, si è ampiamente superato il limite dell’indecenza. Eravamo ampiamente preparati perché ormai ne abbiamo vissute tantissime e abbiamo verificato come con il passare degli anni la situazione stia sempre più peggiorando, come ormai per tentare di guadagnare qualche voto in più non ci si faccia alcuno scrupolo di promettere qualsiasi cosa e, peggio ancora, di strumentalizzare e utilizzare qualsiasi vicenda e situazione.

Però anche in un simile contesto ci può e ci deve essere un limite oltre il quale non si può e non si deve andare. E quel limite è stato ampiamente superato nei giorni scorsi dai manifesti affissi in città da Fratelli d’Italia (FdI). “Più lavoro dobbiamo garantire la dignità di donne e uomini di Ascoli” c’è scritto su uno di questi. “Nuova curva sud per i bianconeri” recita un altro, mentre al centro del terzo c’è la sicurezza delle scuole: “Proteggiamo i nostri bambini, scuole più sicure”. Tipici slogan da campagna elettorale che, però, vengono da chi da anni governa la città e quei vuoti proclami (perché al di là dello slogan non c’è null’altro) avrebbe potuto renderli concreti da tempo, se solo avesse voluto e se solo si fosse interessato concretamente di temi così fondamentali in tutti questi anni, invece di utilizzarli solamente per lucrare qualche voto in più.

D’altra parte il lavoro, in un territorio con una percentuale di occupazione da profondo sud, è inevitabilmente uno degli argomenti più sensibili, così come la sicurezza delle scuole (almeno dovrebbe esserlo…), per non parlare del calcio e dell’Ascoli. Evidentemente, però, gli esponenti locali di Fratelli d’Italia sono convinti che i cittadini ascolani sono degli autentici “boccaloni”, per giunta generalmente affetti da seri problemi di memoria (chissà, magari avranno anche ragione, visto il panorama politico che si sta preparando in vista delle elezioni…) a tal punto da aver già dimenticato che chi oggi, a suon di slogan, propone di interessarsi di tematiche così vitali da anni governa la città (insieme alle altre forze di centrodestra) e inspiegabilmente non lo ha mai fatto.

Nel caso in cui FdI avesse ragione, e quindi davvero gli ascolani soffrano di clamorosi vuoti di memoria, è opportuno ricordare come il partito della Meloni non solo da anni è parte organica della maggioranza che governa la città ma, addirittura, nell’attuale Consiglio comunale è il gruppo più consistente, con il maggior numero di consiglieri comunali, della maggioranza stessa. Infatti, oltre ad esprimere con Marco Fioravanti il presidente del Consiglio comunale (per importanza e ruolo istituzionale la seconda carica dell’amministrazione comunale dopo il sindaco Castelli), FdI ha altri 3 consiglieri comunali: Marco Cardinelli, Daniela Massi, Francesca Pantaloni.

Quindi in questi anni ha ampiamente avuto l’opportunità di fare qualcosa di concreto su quei temi, di incidere seriamente ma non l’ha mai fatto, ricordandosi (guarda il caso) dell’importanza del lavoro e della sicurezza delle scuole solo ora che inizia la campagna elettorale. Chi ci conosce sa bene che da sempre seguiamo e ci interessiamo con la massima attenzione del problema della sicurezza delle scuole, tema purtroppo sempre colpevolmente ignorato da chi governa la città e sbattuto al centro del dibattito politico dopo il terremoto del 2016.

Che ha portato alla luce la penosa situazione delle scuole cittadine e ha evidenziato le gravissime colpe di un’amministrazione comunale che, fino al momento del sisma stesso, praticamente si era completamente disinteressata della precaria condizione degli istituti cittadini. E che dopo il terremoto, pur di fronte all’evidenza, attraverso il sindaco Castelli e l’assessore alla pubblica istruzione Brugni, ha raccontato “storielle” e “favolette” di ogni tipo pur di negare l’evidenza, continuando a ripetere l’incredibile “panzana” delle scosse di terremoto come verifiche ampiamente superate per le scuole cittadine, nonostante i fatti dimostrassero l’esatto contrario.

Due scuole chiuse perché inagibili (tra cui quella di Monticelli di più recente costruzione), milioni di danni e necessità di interventi (in diversi casi anche molto consistenti) in tutti gli edifici cittadini (sempre ricordando che, fortunatamente, il capoluogo piceno non ero certo nell’epicentro del sisma o nelle sue immediate vicinanze…), se questo significa “verifica brillantemente superata” non osiamo immaginare cosa mai sarebbe potuto accadere se non fosse stata superata… Dov’erano Fioravanti, Cardinelli, Massi e Pantaloni mentre accadeva tutto ciò? Perché, se davvero volevano “proteggere i nostri bambini”, non sono mai intervenuti, non hanno inchiodato il sindaco e l’assessore alle proprie responsabilità?

E dov’erano nei 2 anni e mezzo successivi al terremoto quando il l’amministrazione comunale di cui loro stessi fanno parte non si è neppure preoccupata di avviare immediatamente le verifiche di vulnerabilità sismica in tutte le scuole cittadine? Quante interrogazioni, mozioni o interpellanza hanno presentato in proposito in Consiglio comunale, quante volte sono intervenuti per sollecitare il sindaco e l’amministrazione comunale?

La risposta è scontata e anche chi non si è interessato della sicurezza delle scuole (esattamente come il presidente Fioravanti e i consiglieri di FdI) in questi anni può tranquillamente verificarlo nell’albo pretorio on line, nell’archivio dei documenti ufficiali dell’attuale amministrazione comunale. Prima di lanciare vuoti slogan, prima di ogni altra cosa Fioravanti e i consiglieri comunali di FdI dovrebbero innanzitutto spiegare perché in 5 anni non hanno fatto nulla, neppure dopo il terremoto, per la sicurezza delle scuole.

Alcuni simpaticoni di destra – commenta ironicamente il consigliere comunale del Pd Francesco Ameli – hanno fatto un manifesto con scritto “Proteggiamo i nostri bambini Scuole più sicure”. Al di là dell’infantilismo degli altri slogan, mi preme precisare alcune cose.  Trovo incoerente parlare di sicurezza nelle scuole quando le verifiche di vulnerabilità sismica sono ferme al palo, e a fronte delle decine di milioni che la Regione Marche ha erogato per le scuole del comune di Ascoli, tutto ancora è fermo (la media di monticelli aspetta da 3 anni). Sulle scuole, di fron­te al nul­la fat­to in que­sti anni, almeno loro.. dovrebbero avere la decenza di tacere. Noi pensiamo che grazie ai finanziamenti, che solo sul comune di Ascoli Piceno sono per circa 50 milioni di euro, le scuole possano essere un’occasione per ridisegnare il futuro della città!  Le tante disponibilità messe in campo dalla Regione ci danno l’opportunità di un nuovo assetto cittadino, non perdiamo questa occasione!”.

Ci sarebbe da aggiungere qualcosa anche riguardo la curva sud la cui situazione non è certo meno vergognosa e imbarazzante. Ma ci saranno tempi e modi per parlarne più approfonditamente, così come di tutto ciò che riguarda lo stadio Del Duca, una delle pagine più vergognose della storia cittadina. Tornando ai manifesti di FdI, se questo è l’antipasto possiamo immaginare di che livello sarà la campagna elettorale nel capoluogo piceno. E’ sin troppo facile immaginare che ne sentiremo e ne leggeremo di tutti i colori, anche e soprattutto da parte di chi ha contribuito a far sprofondare così in basso questa città e, d’incanto, ora a ridosso delle elezioni proporrà ricette e misure per rivitalizzarla. Pazienza, è il solito teatrino della politica italiana, a livello locale così come a livello nazionale.

Come sempre, poi, spetterà ai cittadini ascolani fare le valutazioni del caso. Per quanto ci riguarda non potremo certo correre dietro a tutte le promesse e a tutti i proclami che si susseguiranno. Però per quanto riguarda il tema della sicurezza delle scuole, di cui da anni (ben prima del terremoto 2016) ci occupiamo, saremo inflessibili. E non accetteremo in silenzio di leggere o ascoltare promesse e vuoti proclami, men meno da parte di chi in questi anni aveva l’opportunità e non ha fatto nulla. Esattamente come Fratelli d’Italia.

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