Sicurezza e monitoraggio ponti, appello del presidente D’Erasmo ai parlamentari ascolani


Il presidente della Provincia ha inviato una lettera ai parlamentari Rachele Silvestri, Roberto Cataldi e Giorgio Fede (M5S) e Giorgia Latini (Lega) ricordando  le necessità del territorio, “ponendo l’accento sull’urgenza dell’intervento straordinario promesso da Toninelli”

L’urgenza, indifferibile, del post tragedia di Genova non c’è più. E, come accade troppo spesso nel nostro paese, con il passare del tempo, con il ricordo di quanto accaduto di drammatico che si attenua quella che, dopo la tragedia stessa, era diventata un’assoluta priorità finisce tanto per cambiare nel dimenticatoio.

Il ministro Toninelli, con una lettera inviata dal Provveditore per le opere pubbliche a Comuni, Province e Regioni il 20 agosto scorso, aveva dato 10 giorni di tempo a quegli enti per comunicare al Mit (ministero infrastrutture e trasporti) gli interventi necessari per “rimuovere condizioni di rischio riscontrate nelle tratte infrastrutturali di competenza”.

L’Anci (l’associazione nazionale dei comuni) e molti amministratori locali avevano protestato duramente sottolineando che 10 giorni erano pochi per una simile richiesta. Ma il ministro “grillino” era stato inflessibile ribadendo e riaffermando la volontà di “dare seguito agli orientamenti espressi dal Governo che prevedono con la massima urgenza l’avvio dei lavori per valutare lo stato di conservazione delle opere infrastrutturali, viarie e non”.

In qualche caso si era quasi arrivato allo scontro. In particolare proprio nel nostro territorio, con gli esponenti locali del M5S che avevano duramente criticato il presidente della Provincia D’Erasmo (anche lui si era lamentato dei tempi troppi stretti), invitandolo senza mezzi termini a farsi da parte se non era in grado di rispettare quel termine.

Se non ha questi dati D’Erasmo si deve dimettere perché non è in grado di ricoprire il ruolo del presidente della Provincia” scriveva in una nota il M5S di Ascoli. Alla fine, però, D’Erasmo e la Provincia di Ascoli, come tanti altri enti, hanno pienamente rispettato il termine imposto da Toninelli e, con un comunicato stampa, lo stesso presidente comunicava che “ i tec­ni­ci del Ser­vi­zio Via­bi­li­tà del­l’Am­mi­ni­stra­zio­ne Pro­vin­cia­le di Asco­li Pi­ce­no han­no in­via­to al Mi­ni­ste­ro del­le In­fra­strut­tu­re e dei Tra­spor­ti il mo­ni­to­rag­gio sul­lo sta­to di con­ser­va­zio­ne e ma­nu­ten­zio­ne dei pon­ti di­slo­ca­ti sul­la rete via­ria di com­pe­ten­za, cir­ca 960 km”.

Da allora, però, sulla vicenda è calato il silenzio e di quella che era un’emergenza da affrontare con “la massima urgenza” non si è saputo più nulla. Né su quanti e quali enti hanno risposto nei tempi previsti al ministero, né su quali e quante opere c’è la necessità di intervenire il più possibile immediatamente, né su quante risorse il ministero stesso ha a disposizione e intende investire per avviare almeno gli interventi più urgenti.

Un silenzio squarciato ora proprio dal presidente della Provincia di Ascoli D’Erasmo che, come si legge in un comunicato stampa della Provincia stessa, “ha inoltrato ai parlamentari eletti nel territorio la richiesta di un loro impegno diretto nelle sedi parlamentari competenti, volto ad ottenere l’erogazione indispensabile e celere dei finanziamenti annunciati dal Governo per la manutenzione dei ponti del Piceno”.

Proprio stamane – prosegue la nota – il Presidente ha, infatti, inviato una dettagliata lettera agli onorevoli Rachele Silvestri e Roberto Cataldi, al senatore Giorgio Fede e alla senatrice Giorgia Latini, in cui ricorda le priorità e le necessità del territorio ponendo l’accento sull’urgenza dell’intervento straordinario promesso dal ministero”. Come detto la Provincia aveva inviato al Mit il monitoraggio sullo stato di conservazione e manutenzione dei ponti dislocati sulla rete viaria di competenza, circa 960 km.

Come da richiesta ministeriale, erano state precisate le risorse finanziarie, 24 milioni e 160 mila euro, ritenute necessarie per le opere di messa in sicurezza e manutenzione straordinaria delle strutture di competenza, oltre che per la loro ispezione e sorveglianza. In particolare erano stati richiesti circa 6 milioni e mezzo di euro “per ope­re di ri­sa­na­men­to re­la­ti­ve a 9 pon­ti per i qua­li la Pro­vin­cia ha già ese­gui­to mo­ni­to­rag­gi con pro­ve di ca­ri­co, sta­ti­che e di­na­mi­che e sui ma­te­ria­li” (in altre parole si tratta di 9 ponti che, in seguito al monitoraggio, han­no evi­den­zia­to la ne­ces­si­tà di un in­ter­ven­to di ma­nu­ten­zio­ne, pos­si­bil­men­te ra­pi­do.

Nel det­ta­glio si trat­ta del pon­te sul­la pro­vin­cia­le 88 Val­di­tron­to (km 0+348) ad Asco­li, del pon­te in mu­ra­tu­ra e su quel­lo in ce­men­to sul­l’An­ca­ra­ne­se a Ca­stel di Lama, del pon­te sul­la Mez­zi­na (km 1+560) sem­pre a Ca­stel di Lama, del pon­te in zona fos­se di Cai­co (Of­fi­da) sem­pre del­la Mez­zi­na,  di quello del­la pro­vin­cia­le 1177 Cer­re­to-Mon­sam­pie­tro a Ve­na­rot­ta (km 3+730), di quel­lo sul­la pro­vin­cia­le 4 ad Ap­pi­gna­no (km 3+455), del pon­te sul­la pro­vin­cia­le 116 Val­le­sen­za­na ad Ap­pi­gna­no (km 5+300) e del pon­te sul­la pro­vin­cia­le 234 Cro­ce Ros­sa a Ro­tel­la (km 1+400).

Ul­te­rio­ri 3 mi­lio­ni e 387 mila euro sono sta­ti poi chie­sti per le at­ti­vi­tà di cen­si­men­to e ispe­zio­ne pri­ma­ria, men­tre al­tri 14 mi­lio­ni di euro sono sta­ti con­teg­gia­ti per l’a­de­gua­men­to nor­ma­ti­vo del­le bar­rie­re di si­cu­rez­za “sul­la base di una sti­ma pun­tua­le con­dot­ta sul­la lun­ghez­za del­le ope­re in­te­res­sa­te”. In­fi­ne, 300 mila euro è l’im­por­to ri­chie­sto per il mo­ni­to­rag­gio ap­pro­fon­di­to di due in­fra­strut­tu­re im­por­tan­ti in ter­mi­ni strut­tu­ra­li e di traf­fi­co.

La sicurezza delle strade e dei ponti è stata fin dall’inizio di questo mandato una priorità assoluta per l’Amministrazione Provinciale – evidenzia nella nota il presidente D’Erasmo – dal 2015 è stato quindi avviato un inteso e puntuale lavoro per istituire un catasto dei ponti, oltre 300 presenti sul territorio ed individuarne necessità e stato di conservazione. Questa attività di monitoraggio si è ulteriormente accelerata con il terremoto del 2016. Trovandosi poi il nostro Ente in procedura di riequilibrio  risulta ancora più urgente e decisivo un impegno finanziario da parte dello Stato per far fronte alle varie esigenze manifestate.

Auspico pertanto che i nostri rappresentati a Montecitorio e Palazzo Madama possano farsi interpreti efficaci delle richieste in tema di infrastrutture di un territorio già duramente provato dal sisma e dalla crisi economica”.

Ora spetta ai parlamentari del territorio mobilitarsi immediatamente, in particolare quelli del M5S che, almeno è auspicabile, dovranno mostrare nei confronti di Toninelli e del Mit la stessa intransigenza giustamente mostrata nei confronti del presidente D’Erasmo. E altrettanto ovviamente ci aspettiamo in tempi rapidissimi (per intenderci già nei prossimi giorni) che il ministro stesso faccia chiarezza e indichi senza esitazioni fondi a disposizioni e interventi prioritari da avviare immediatamente.

Perché in caso in contrario si avrebbe la fastidiosa sensazione che quella di Toninelli era semplicemente una mossa propagandistica per sfruttare la situazione del momento…

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