A due anni dal terremoto la Regione “dà i numeri”


Secondo Ceriscioli la fase dell’emergenza è al termine, anche se mancano all’appello 120 casette. Mille cantieri già partiti, a disposizione della ricostruzione pubblica oltre un miliardo e mezzo di euro. E il presidente della Regione chiede tempi certi per la ricostruzione privata

La fase dell’emergenza è praticamente terminata, anche se ancora mancano all’appello alcune Sae (per l’esattezza 120 che dovrebbero essere consegnate entro il prossimo 15 settembre). Quella della ricostruzione sta pian piano partendo, con circa mille cantieri già al lavoro. E’ questo, in estrema sintesi, il quadro che emerge sulla base del resoconto fatto nei giorni scorsi dal presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli a poco meno di due anni dalla prima forte scossa (24 agosto) che ha sconvolto il sud delle Marche.

Quanto poi il racconto di Ceriscioli, supportato da un diluvio di dari e slides (nel dettaglio nella fotogallery in fondo all’articolo), sia specchio fedele della realtà è difficile dirlo. E, siamo certi, una buona parte delle persone che hanno vissuto e stanno vivendo direttamente sulla propria pelle gli effetti di questo dramma probabilmente avrebbero molto da dire.

Ovviamente non sono e non possono essere in discussione (almeno per quanto ci riguarda) i dati forniti dalla Regione. Però la situazione e la condizione di chi da ormai due anni sta vivendo questa “incubo” non possono certo essere sintetizzate da semplici numeri, per quanto attendibili (e, fino a prova contraria, quelli forniti in conferenza stampa lo sono). In attesa, le prossime settimane, di avere un quadro della situazione visto però dalla parte dei “terremotati” (sicuramente meno caratterizzato da dati e slides ma sicuramente con pieno di riflessioni e spunti significativi), è comunque opportuno dare spazio e rendere noto il rendiconto di questi due anni fatto dalla Regione.

Avevamo detto che questo sarebbe stato l’anno dei cantieri. Sono oltre mille quelli che sono partiti sono il segno che la ricostruzione è possibile – ha detto Ceriscioli nella conferenza stampa – sul fronte dell’emergenza finalmente assistiamo alla coda delle attività. Le Sae (soluzioni abitative di emergenza) sono state quasi tutte consegnate, 27 comunità su 28 si sono ricostituite  e anche 166 piccole attività commerciali  sono state ricollocate accanto alle Sae garantendo i servizi alle famiglie: segno che si sta ritornando a casa e comincia una nuova fase”.

Che inizi una nuova fase probabilmente è vero. Sul fatto che coloro che sono nelle Sae si sentano davvero a casa abbiamo qualche dubbio…

Sul fronte delle macerie le Marche possono vantare un’ottima gestione di questo percorso virtuoso – ha poi proseguito il presidente della Regione –  oltre la metà sono state raccolte, da dicembre non sono più sulle strade ma solo da demolizione, il 99% è in avviato  recupero e riutilizzato. L’Aquila per fare gli stessi numeri ci ha messo cinque anni. Adesso, gestita in larga parte la partita dell’emergenza, possiamo concentrarci sulla ricostruzione. Mille sono i cantieri già operanti sia nel pubblico che nel privato. 

Le Marche su questo fronte fanno la parte del leone: su un totale di 188,8 milioni di contributi assegnati alle quattro Regioni coinvolte, le Marche hanno assunto impegni finanziari per 137,6 milioni di euro. Siamo contenti quindi, ma vogliamo migliorarci e accelerare ancora il passo concentrandoci maggiormente sulla ricostruzione.  Vogliamo velocizzare in particolare la ricostruzione privata dando tempi certi e insisteremo con il Governo e con il nuovo commissario che sostituirà Paola De Micheli, in scadenza di mandato e che ringrazio per la grande sensibilità e attenzione nei confronti del nostro territorio, per una maggiore semplificazione nel settore pubblico, troppo appesantito da procedure ordinarie che non colgono la straordinarietà di quanto accaduto. 

Ovviamente non rinunciamo alla parte più strategica. Dei 400 milioni di fondi europei stanziati, oltre 100 milioni sono già bandi a cui partecipano soprattutto le imprese. Altrettanto importante l’atto di indirizzo per il Patto di sviluppo e ricostruzione siglato ieri con le parti sociali, le associazioni di categoria, enti e istituzioni, università. Obiettivo, condividere con tutti gli stakeholders, un documento che dopo la gestione dell’emergenza e la ricostruzione,  delinea una visione strategica per dare linfa vitale al nostro territorio”.

A supporto delle parole un diluvio di cifre e dati (nel dettaglio in fondo all’articolo) che naturalmente si possono interpretare in svariati modi. Un paio di numeri, però, a nostro avviso meritano una particolare attenzione. Il primo riguarda il dato relativo alle risorse fin qui impiegate per l’emergenza (quasi 800 milioni di euro) e per ora a disposizione per la ricostruzione pubblica (1,6 miliardi di euro), per un totale complessivo di quasi 2,5 miliardi.

Considerando che, pur se considerata essenzialmente terminata, la fase dell’emergenza in termini di spesa continuerà anche nei prossimi mesi a far sentire i suoi effetti (già solamente per il contributo autonomo di sistemazione) e che, per quanto riguarda la ricostruzione, ci sarà poi tutta la consistente fetta di quella privata, solo per quanto riguarda le Marche le risorse necessarie saranno decisamente ingenti.

L’altro dato che ci preme sottolineare è quello relativo all’impegno per le scuole, con ben 326 milioni di euro (un quinto dell’investimento per la ricostruzione pubblica) impegnati. Sottolineato dalla stessa Regione che, non a caso, nelle slides di presentazione dei dati ha dato un particolare risalto a questo aspetto, inserendo le immagini anche delle prime scuole ricostruite (con fondi privati ad Arquata, con fondi pubblici a Fabriano) e tutto il lavoro compiuto a Camerino per gli alloggi degli studenti.

Qui sotto, nel dettaglio, la fotogallery con le slides e tutti i dati snocciolati dal presidente Ceriscioli nel corso della conferenza stampa.

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