Cronaca di una domenica di ordinario razzismo


Un 40enne di colore, sospettato di essere un ladro, inseguito, picchiato ed ucciso da due italiani. L’aggressione di una 22enne atleta italiana di origine senegalese, altri episodi simili a Palermo e Catania. Ma per Salvini e per alcuni quotidiani non si può parlare di episodi di razzismo

Cronache di una domenica di mezza estate di un paese in cui non esiste alcun problema di razzismo (parola del ministro degli interni…). Ad Aprilia (provincia di Latina) un quarantenne di colore muore dopo essere stato picchiato da due italiani che sospettavano fosse un ladro. I due italiani poco prima avevano telefonato alla sala operativa del 112 segnalando un’auto sospetta con targa straniera. Però non hanno aspettato l’arrivo delle pattuglie, hanno inseguito l’auto che, nella folle corsa, è finita fuori strada,

Il guidatore riesce a fuggire, il quarantenne seduto a fianco, senza cintura, batte la testa e quando arrivano i due “giustizieri della notte” è visibilmente stordito (si vede chiaramente dalle telecamere della zona che hanno ripreso tutto). Nonostante ciò uno dei due gli sferra un violento pugno, poi, quando è già a terra, viene anche colpito da un calcio. Quando la pattuglia dell’Arma arriva il quarantenne di colore è già morto. Uno dei principali quotidiani nazionali, nel dare la notizia, si affanna a sottolineare che questo non è certo un paese di xenofobi, che i due italiani ora nei guai non sono certo paragonabili a membri del “Ku Klux Klan”. E, poi, sempre secondo quel quotidiano, ad Aprilia sono preoccupati per il boom di furti e di rapine, c’è una situazione esasperata.

Peccato, però, che sia il Comune che, soprattutto, i carabinieri smentiscono questo tenue appiglio, non c’è nessun aumento di furti e rapine. E dove è accaduto il “fattaccio”, zona che secondo alcuni organi di informazione sarebbe stata negli ultimi mesi teatro di diversi furti di auto, da inizio 2018 ci sono state solo 4 denunce per furti d’auto (e l’ultima risale ad oltre un mese fa). In compenso, però, in città da ieri è forte la preoccupazione per le conseguenze che dovranno subire i due autori dell’aggressione.

Con qualcuno che, addirittura, sui social accusa: “ora per colpa di questi extracomunitari la vita di due bravi concittadini rischia di essere rovinata”. Che la vita di uno di quei due extracomunitari sia, invece, terminata per colpa di quei due “concittadini” ovviamente è un particolare irrilevante. Ma, ci assicurano il ministro degli interni e quel quotidiano nazionale, non si tratta certo di razzismo o xenofobia!

Intanto, sempre domenica, a Partinico i carabinieri hanno identificato una delle tre persone che il giorno prima hanno aggredito e picchiato un 19enne senegalese, richiedente asilo e ospitato in una comunità del luogo, al grido “tornatene a casa brutto negro”. Che, ovviamente, non ha nulla a che fare con il razzismo. Nelle stesse ore, a pochi chilometri di distanza (a Catania), l’autista dell’autobus ha lasciato a terra, chiudendogli in faccia le bussole, 5 persone di colore che, con regolare biglietto, dovevano recarsi a Taormina.

A raccontare l’episodio una donna italiana che, invece, è stata fatta regolarmente salire sull’autobus. Immediato l’intervento dell’azienda di trasporti che ha subito sottolineato come “l’autista, di 50 anni, si è sempre distinto per professionalità, puntualità e cortesia con i viaggiatori” aggiungendo poi che “da 15 anni effettuiamo questi collegamenti, abbiamo 300 corse in tutta la Sicilia e non siamo stati mai denunciati per un episodio di razzismo”.

Nella notte tra domenica e lunedì, poi, a Moncalieri la 22enne di colore Daisy Oskue, nata da genitori nigeriani ma da sempre cresciuta in Piemonte e atleta di punta della nazionale under 23 italiana di atletica leggera (è primatista italiana di categoria di lancio del disco), mentre rincasava è stata colpita in pieno volto da un uovo lanciato contro di lei da un’auto in corsa. Daisy, che solo pochi giorni fa a La7 aveva confessato che il suo sogno ricorrente è quello di cantare l’inno italiano in occasione di qualche vittoria, ha subito una lesione alla cornea e dovrà essere operata per rimuovere un frammento di guscio dall’occhio.

Quasi sicuramente dovrà per questo rinunciare ai campionati europei di atletica leggera che si svolgeranno dal 6 al 12 agosto a Berlino. Anche in questo caso, come si è diffusa la notizia, qualche quotidiano nazionale si è subito affannato a sottolineare che non si può certo parlare di episodio legato al razzismo, anche perché (hanno scritto alcuni quotidiani) la ragazza era insieme ad un gruppo, e quindi il lancio non era contro di lei.

Peccato, però, che la stessa 22enne atleta italiana ha invece dichiarato che l’episodio è avvenuto mentre stava rincasando da sola, con l’auto che si è fiondata contro di lei e con il lancio delle uova che aveva proprio lei come bersaglio. Senza dimentica che in quella zona già da qualche giorno si parlava di auto che andava a caccia di prostitute nigeriane. Le apparenze (gli episodi di questa folle domenica, ma anche altri fatti simili avvenuti con preoccupante frequenza nei giorni scorsi) farebbero proprio pensare che esiste, in questo momento in Italia, un problema razzismo e xenofobia (che ovviamente non significa certo che tutti gli italiani sono razzisti).

Però il ministro degli interni e leader della Lega assicura che non esiste alcuna emergenza razzismo in Italia, rilanciando allo stesso tempo i soliti slogan sulla criminalità (con riferimento ai migranti) e sulla scarsa natalità (“una scusa pro immigrazione”) che secondo qualcuno contribuirebbero ad alimentare questo clima. Meglio di lui, però, ha fatto il ministro della pubblica amministrazione Giulia Buongiorno secondo cui il ripetersi di certi episodi “non è colpa del razzismo ma dell’immigrazione”.

Una sorta di rivisitazione della famosa battuta di diversi anni fa di Giobbe Covatta (“non siamo noi che siamo razzisti, sono loro che sono napoletani”). Solo che Covatta faceva (fa) il comico, la Buongiorno dovrebbe fare il ministro della Repubblica e, già solo per questo, dovrebbe risparmiarsi simili amenità. Al di là delle battute e della propaganda politica, è del tutto evidente che un problema legato ad un crescente sentimento xenofobo esiste e, per giunta, non c’era neppure bisogno del verificarsi di certi episodi (che, nonostante gli improbabili sforzi di qualcuno, sono episodi di razzismo e xenofobia) per rendersene conto.

Poi si può discutere se certi slogan, se certe posizioni di Salvini e della Lega possano contribuire o meno ad alimentarlo. Ma quel che è certo è che non si può negare l’evidenza.

Salvini, Di Maio, ma come si fa a dire che non c’è un aumento allarmante di episodi di intolleranza nei confronti dei neri in questo paese? – scrive Enrico Mentana –  Non è che perché i partiti di opposizione stanno lì imbambolati a decidere cosa fare sul presidente della Rai potete pensare che dorma anche l’informazione. Gli episodi si accumulano. Stanotte un’atleta della nazionale italiana di atletica (ve lo sottolineo perché siete sovranisti), Daisy Osakue, di origine sudafricana, è stata aggredita a Moncalieri mentre rincasava da un gruppo di giovani. L’hanno colpita in piena faccia. È a rischio la sua partecipazione agli europei di Berlino. Cosa erano, sostenitori di altre nazionali? Anche se si sta al mare non si può nascondere la testa sotto la sabbia”.

Per quanto ci riguarda, pur sapendo perfettamente di andare incontro agli “strali” dei soliti accecati ultras, non abbiano alcuna intenzione di nascondere la testa sotto la sabbia. E ci aspettiamo (anzi, lo auspichiamo…) che non la facciano neppure Di Maio e il Movimento 5 Stelle. Che, a differenza di Salvini e della Lega, non ha certo costruito le proprie fortune elettorali su determinate tematiche sulle quali, anzi, ha sempre avuto una posizione molto distante da quella del Carroccio. Sarebbe davvero un bel segnale e un’importante apertura.

Ma anche un modo per iniziare ad occuparsi concretamente di un problema che solo chi non vuol vedere può pensare che non esista.

comments icon 0 comments
bookmark icon

Write a comment...

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.