Lo sport cittadino nella nebbia


Nel settembre 2016 l’assessore Brugni annunciava la “rivoluzione virtuosa” nella gestione degli impianti sportivi. Due anni dopo, però, la rivoluzione è già abortita e, tra clamorosi “strafalcioni” e mancati interventi, si procede di proroga in proroga ai soliti gestori…

Stiamo portando avanti una rivoluzione virtuosa che permetterà a tutti di praticare sport nella maniera migliore”. Era il settembre 2016 quando l’assessore allo sport Massimiliano Brugni annunciava una vera e propria rivoluzione nella gestione e nell’utilizzo degli impianti sportivi cittadini. E che, nelle intenzioni dell’amministrazione comunale, prevedeva, entro la fine dell’anno, che la gestione di tutti gli impianti cittadini venisse assegnata attraverso gare sul modello di quelle di quelle effettuate nei primi mesi del 2016 per il circolo tennis Roiati, per la piscina comunale e per il Palaforlini.

Sono passati quasi 2 anni da  allora e di quella annunciata rivoluzione si sono perse le tracce. Probabilmente “scottato” da quanto accaduto in alcune delle strutture assegnate in quel modo (in particolare il circolo tennis e la piscina comunale), il Comune ha fatto “marcia indietro”. Con la conseguenza che quegli impianti sportivi continuano tranquillamente ad essere lasciati ai tradizionali gestori, con rinnovi automatici motivati con giustificazioni a dir poco singolari e, in qualche caso, assolutamente prive di senso (come nel caso della palestra di Monterocco la cui gestione è stata prorogata di un anno in attesa che terminino i lavori per il campo di Monticelli!).

C’era una volta la città europea dello sport

Il tutto in un generale clima di imbarazzante e sconcertante confusione, tra lavori in attesa di essere realizzati da anni, progetti fermi da tempo immemorabile, interventi dal costo a dir poco sconcertante e qualche imprevedibile mistero. Con la sensazione sempre più forte che l’obiettivo fondamentale sia quello di lasciare tutte le incombenze più pesanti alla prossima amministrazione, quella che verrà scelta dai cittadini ascolani nelle prossime elezioni amministrative di primavera.

Eppure nel 2014 Ascoli aveva ottenuto l’ambito riconoscimento di “città europea dello sport” che, secondo il sindaco Castelli, avrebbe prodotto benefici incalcolabili per lo sport cittadino e, soprattutto, portato consistenti fondi per migliorare la qualità degli impianti sportivi comunali.

I sogni di allora, però, sono miseramente svaniti e la realtà ci racconta di una crisi mai così profonda come quella che sta attraversando lo sport cittadino (i numeri, impietosi, evidenziano un dimezzamento delle società e delle associazioni sportive), con l’imbarazzante situazione degli impianti cittadini che ne è l’inequivocabile emblema. Non c’è un impianto, non c’è una struttura comunale che non abbia bisogno di interventi urgenti, alcuni in realtà previsti e addirittura progettati già da anni ma mai realizzati.

Lo scandalo del pattinodromo

Qualche impianto, addirittura, è a rischio chiusura per la condizione precaria in cui si trova, mentre qualche altro giace nel più totale stato di abbandono da diverso tempo, nell’indifferenza e nell’incapacità di questa amministrazione di intervenire. La scorsa settimana abbiamo raccontato la storia del campetto di via Sassari, in stato di abbandono da diversi anni.

Ma nella stessa situazione versa il campetto del Marino, per non parlare dello scandalo del pattinodromo, una struttura che in passato ha addirittura ospitato i campionati mondiali e che ora è in condizioni indecenti, lasciata in abbandono da anni. Nel dicembre scorso l’amministrazione comunale aveva approvato un progetto di riqualificazione per un impegno di spesa di circa 1,5 milioni di euro, annunciando che avrebbe cercato di ottenere il finanziamento a fondo perduto nell’ambito del programma “Sport e periferie” gestito dal Coni.

Come avevamo ampiamente previsto (vedi articolo “Riqualificazione pattinodromo: tanti ostacoli, poche certezze”), però, un paio di mesi fa sono stati scelti i progetti da finanziare con quel programma e quello del Comune di Ascoli non c’è. Ma la fotografia migliore della confusione che regna sovrana in questo settore è rappresentata dalla serie di atti comunali (determine) con i quali nei giorni scorsi sono state rinnovate le gestioni che scadevano il 30 giugno 2018 di numerosi impianti sportivi comunali.

In particolare stiamo parlando del campo di rugby, dei campi di calcio di Monterocco e Monticelli, della palestra di Monterocco, del palabasket e della palestra di atletica pesante.

Quelli che aspettano… i lavori alla palestra di atletica pesante e al Palabasket

Quest’ultima, in particolare, diventa l’ennesima stucchevole telenovela che si trascina ormai da anni. Infatti con determina n. 1831 del 25 giugno scorso è stata confermata la gestione della struttura, alle stesse condizioni del contratto in scadenza, alle società ASD Karate Club Ascoli, ASD Ascoli Boxe 1898, ASD Black Wolf Kombact Academy, ASD Budo Piceno e ASD Take Down Lotta fino all’avvio dei lavori di riqualificazione.

Il cui progetto definitivo “ai soli fini tecnici” è stato approvato quasi 3 anni fa, il 15 ottobre 2015 con delibera n. 233. Ora, il 14 giugno scorso, è stato finalmente approvato il progetto esecutivo a cui dovrebbe seguire, non si sa quando, l’indizione di gara.

La necessità di effettuare dei lavori è anche alla base della proroga della gestione del Palabasket all’Asd Ascoli Basket “fino al completamento dei lavori sulla struttura, da parte dell’amministrazione, presumibilmente da compiersi nel tempo di 18 mesi (31/12/2019) dall’avvio degli stessi”.

Ma per completarsi a fine 2019 i lavori, secondo il Comune da compiersi in 18 mesi, dovevano già essere iniziati, mentre ancora non c’è neppure il progetto iniziale degli stessi e, quindi, quella data è assolutamente inattendibile. Ancora più sconcertante, però, è il fatto che nella stessa determina (n. 1870 del 28 giugno 2018) si spiega che quei lavori si sono resi necessari dopo che un recente sopralluogo ha evidenziato alcune carenze (mancanza del certificato di prevenzione incendi, pessime condizioni del camminamento esterno e della rampa di accesso, situazione non migliore negli spogliatoi).

Sorvolando, per decenza, sulla mancanza del certificato di prevenzione incendi, è incredibile che l’amministrazione comunale si renda conto solo ora di quelle problematiche che da tempo erano state evidenziate dai fruitori del Palabasket. In realtà, come spesso accade, nella stessa determina 1870 l’amministrazione comunale si contraddice clamorosamente, visto che afferma che l’Asd Ascoli Basket, nel rispondere ad una manifestazione di interesse di un anno fa, aveva sottolineato già allora “lo stato di inadeguatezza dell’impianto”.

Il misterioso filo che lega la palestra di Monterocco al campo di Monticelli

Ma l’apice dell’assurdità viene raggiunto nelle determine con le quali vengono prorogate le gestioni della palestra e del campo di Monterocco. Per quanto riguarda la palestra, la gestione viene confermata all’Asd Msp Abruzzo, che gestisce anche il palazzetto dello Sport di Monticelli, “fino al completamento della gara per l’affidamento congiunto dei due impianti che potrà avvenire al 30/6/2019”. Nulla di strano se non fosse che, nella stessa determina (la n. 1894 del 29 giugno scorso), viene sottolineato che questa proroga tecnica “può ritenersi accordabile per un anno e fino al termine dei lavori del campo di calcio di Monticelli”.

Inutile sottolineare che è un autentico mistero sul nesso che ci può mai essere tra la gestione della palestra di Monterocco e i lavori al campo di Monticelli. Che, invece, sono strettamente connessi e legati al campo di Monterocco la cui gestione viene lasciata, con determina n. 1861 del 27 giugno 2018, all’Asd Polisportiva Borgo Solestà fino al 30 giugno 2019 “e comunque fino al completamento dei lavori sulla struttura campo di calcio di Monticelli”.

Nella stessa determina si legge che un altro anno è “il tempo necessario all’amministrazione per il termine dei lavori di rifacimento del campo di Monticelli”. E per dimostrare che non si lascia nulla al caso, viene anche reso noto il cronoprogramma “redatto dal dipendente servizio tecnico relativo ai lavori di Monticelli”. Cronoprogramma che prevede l’approvazione del progetto definitivo entro maggio 2018, quello esecutivo entro il 15 giugno con contestuale indizione di gara che inizia a fine giugno e dura 2 mesi, con a settembre l’aggiudicazione.

Ad ottobre 2018 è previsto il contratto e l’inizio dei lavori che dureranno 6 mesi e, quindi, si concluderanno a fine aprile 2019. Siamo a fine luglio e, neanche a dirlo, quel cronoprogramma è già stato completamente disatteso. Perché il progetto definitivo, che doveva essere pronto entro maggio 2018, è stato approvato solo il 5 luglio scorso (con delibera n. 151).

Ancora nessuna traccia di quello esecutivo né dell’indizione di gara che dovevano avvenire entro fine giugno. Considerato che la gara dovrebbe durare 2 mesi, nella migliore delle ipotesi, se venisse indetta nei prossimi giorni, l’aggiudicazione si avrebbe solo ad ottobre e i lavori non partirebbero prima di fine anno. Questo nella migliore delle ipotesi ma tutto lascia pensare che i tempi si allungheranno ulteriormente.

Al di là di ciò che accadrà nei prossimi mesi, c’è da sottolineare il fatto che quel cronoprogramma è stato pubblicato e reso noto in una determina approvata a fine giugno, cioè quando già era certo che il cronoprogramma stesso non era stato per nulla rispettato. Siamo ai limiti del masochismo.

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