“Risorgimarche”: tanto rumore per nulla


Esattamente come un anno fa ripartono le polemiche sulla manifestazione organizzata dalla Regione in collaborazione con i Comuni del cratere. Eppure la delibera regionale n. 881 del 28 giugno scorso è chiarissima e non lascia spazio a dubbi ed interpretazioni

Ci risiamo. Un anno dopo, come se nulla fosse, dopo lo svolgimento dei primi eventi sono ripartite le polemiche su “Risorgimarche”. Con le stesse argomentazioni dell’anno passato, come se il tempo si fosse fermato a 12 mesi fa (cosa che, purtroppo, in realtà sembra, alla luce della situazione di molte delle zone colpite dal sisma). Ora come allora si torna a parlare del fatto che l’evento non è assolutamente gratuito come invece si è voluto far credere, che quelli spesi sono soldi “buttati” che invece dovevano essere utilizzati per le reali necessità del territorio del cratere e dei suoi abitanti, che questo genere di iniziative sono inutili.

Detto che, come sempre, ogni opinione merita il massimo rispetto, esattamente come un anno fa si tratta di polemiche e contestazioni che nascono dal nulla, prive del minimo fondamento, in buona parte strumentali e dettate dalla profonda ignoranza (intesa nel senso di mancanza di conoscenza).

Favorevoli e contrari: sentimenti contrastanti tra i residenti nei comuni del cratere

Prima di ogni altra spiegazione, sono doverose un paio di premesse. E’ assolutamente lecito (ci mancherebbe altro) e pienamente comprensibile che ci sia chi, costretto a vivere sulla propria pelle da ormai 2 anni tutti i disagi del post terremoto (e giustamente “inferocito” con le istituzioni per i troppi errori commessi e gli inaccettabili ritardi), provi enorme fastidio (per usare un eufemismo) nel vedere migliaia di persone assistere ad un evento festoso che si svolge in quello stesso territorio che, a breve distanza, presenta ancora tutti i segni della devastazione provocata dall’evento naturale, amplificata dall’inettitudine delle istituzioni.

E’ un sentimento di profonda dignità che merita il massimo rispetto e che non può non essere preso in seria considerazione. Non minore rispetto, però, merita chi vive la stessa identica situazione ma, al contrario, vede con estremo favore questo genere di iniziative. E’ un dato di fatto incontrovertibile che questo genere di polemica su “Risorgimarche” ora come 12 mesi fa si è sviluppata esclusivamente nel territorio ascolano del cratere.

In tutte le altre zone delle Marche colpite dal terremoto è invece visto molto positivamente e praticamente nessuno lo metta in discussione. Va, per altro, sottolineato come anche nel territorio ascolano del cratere in molti hanno accolto positivamente e con grande favore “Risorgimarche”. Basterebbe, ad esempio, leggere le reazioni di associazioni come la Pro Loco di Arquata, la sezione locale del Cai.

Spetta alle istituzioni e ai rappresentanti istituzionali locali farsi interprete del sentimento e della volontà dei cittadini del proprio territorio. Anche perché, a differenza di quanto prova a far credere strumentalmente qualche male informato, “Risorgimarche” non è certo un evento calato e imposto dall’alto (dalla Regione, per intenderci) ma è frutto della condivisione del progetto e della collaborazione da parte di 23 comuni marchigiani del cratere.

Se poi gli amministratori, i sindaci e gli assessori di quei comuni non hanno minimamente il polso della situazione, non sono in grado di interpretare adeguatamente il sentire comune dei propri cittadini non può certo essere un problema della Regione.

La sorpresa che non c’è: anche Risorgimarche ha un costo

In realtà a ridare il via alle polemiche è stata la pubblicazione della delibera regionale n.881 del 28 giugno scorso (“Approvazione dello schema di Accordo di Programma Mibact-Regione Marche per i progetti di attività culturali nei territori della regione interessati dagli eventi sismici verificatisi dal 24 agosto 2016”) dalla quale emerge che l’edizione 2018 di “Risorgimarche” è stata finanziata con 315 mila euro. Esattamente come un anno fa, come se nulla fosse, è ripartita la stessa identica “sarabanda”. “Ma come non doveva essere gratis?” “La Regione ci ha ingannati, ha fatto credere che non spendeva un euro”. “E’ uno scandalo, sprecano soldi per degli inutili concerti invece che investirli nella ricostruzione”. “Che vergogna, guadagnano sulle disgrazie degli altri”.

Commenti buttati lì, a sproposito, solo per alimentare artificiosamente inutili polemiche, prive del benchè minimo fondamento. Sarebbe opportuno informarsi seriamente e concretamente prima di “sparare a zero”, siamo di fronte all’ennesima dimostrazione di “sciacallaggio mediatico”. Soprattutto da parte di chi prova a far passare il messaggio che la Regione e gli organizzatori hanno spudoratamente mentito, facendo credere che per “Risorgimarche” non è prevista alcuna spesa.

Chi lo fa mente spudoratamente, per ignoranza (e allora farebbe meglio ad informarsi prima di parlare) o per biechi motivi di strumentalizzazione politica. “Siamo lieti e orgogliosi di spendere queste risorse per collaborare all’organizzazione e allo svolgimento di questo evento che consideriamo uno strumento prestigioso e concreto per contribuire alla ripartenza e alla ricostruzione delle comunità colpite dal sisma” ha dichiarato il presidente Ceriscioli nella conferenza stampa di presentazione di “Risorgimarche”.

Concetto ribadito e riproposto con la stessa formula nel comunicato stampa con il quale la Regione ha presentato l’evento. C’è poco da aggiungere in proposito, chiunque capisca anche solo parzialmente la lingua italiana aveva subito compreso che si spendevano dei soldi. Come nel comunicato stampa, anche nella delibera n.881 (che pure qualcuno ha avuto il coraggio di citare come ulteriore dimostrazione del tentativo di mistificazione…) viene ampiamente specificato che la manifestazione ha dei costi e che quando si parla di gratuità ci si riferisce al fatto che tutti i concerti sono gratuiti per il pubblico e che nessun artista riceve un compenso

Risorgimarche – si legge nella delibera – prevede oltre 16 concerti gratuiti in altrettanti siti suggestivi dell’area del cratere, da parte di artisti italiani di fama internazionale che gratuitamente hanno deciso di aderire a favore di popolazioni duramente provate. I costi autorizzati per l’iniziativa sono riferiti alle spese vive di logistica”.

Per certi versi è, però, ancora più sconfortante dover ribadire (esattamente come un anno fa) che la spesa per “Risorgimarche” non toglie neppure un centesimo agli interventi post terremoto perché si attinge da fondi stanziati esclusivamente per attività culturali, provenienti dal Fondo unico per lo spettacolo (Fus), che possono essere spesi solo ed esclusivamente per tali eventi. In altre parole, se non fossero stati spesi per questa rassegna sarebbero stati destinati a qualche altro evento o manifestazione culturale, non potevano in alcun modo essere destinati e spesi per altro tipo di intervento.

Anche in questo caso è ancora più paradossale che alcuni di coloro che sostengono questa insensata tesi lo facciano citando la delibera n. 881. Che, pure, in proposito è assolutamente chiara e non lascia spazio a dubbi ed interpretazioni. Perchè evidenzia che, esattamente come lo scorso, grazie ad un accordo tra il Mibact e le Regioni del cratere (Legge 22 novembre 2017 n. 175) una quota del Fondo unico per lo spettacolo viene riservata ai “progetti di attività culturali nei territori interessati dagli eventi sismici verificatesi dal 24 agosto 2016”.

Per il 2018 il Fus (che finanzia e supporta tutte le attività e le manifestazioni culturali del nostro paese) complessivamente può contare su 334 milioni di euro (quasi 10 in meno rispetto al 2017). Fondi che, è bene sottolinearlo, non sono in alcun modo sufficienti per finanziare adeguatamente i vari comparti delle attività culturali. Nonostante questo e nonostante la riduzione rispetto al 2017 si è comunque deciso di stanziare per eventi ed iniziative nelle regioni del Centro Italia colpite dal terremoto poco più di 4 milioni.

Di cui 2.036.000 euro sono stati destinati alla Regione Marche che ha deciso di utilizzarli per una serie di eventi, tra cui “Risorgimarche”. Dovrebbe essere chiaro ed evidente per tutti che, se non fossero stati destinati alle regioni colpite dal terremoto, quei 4 milioni di euro sarebbero stati messi a disposizione di altre attività o eventi culturali, anche perché possono essere utilizzati solo in questo specifico settore.

Allo stesso modo, se per qualche motivo di principio (sinceramente difficile da comprendere) la Regione Marche si fosse rifiutata di utilizzare i fondi, quei 2 milioni di euro sarebbero finiti altrove, magari a disposizione delle altre regioni del cratere. Ancora una volta, quindi, tanto rumore per nulla. Si sparano giudizi, si emettono sentenze senza alcun fondamento, senza neppure avere la minima cognizione di ciò di cui si sta parlando.

Ci sono tanti, troppi motivi per discutere, criticare e lamentarsi della situazione post terremoto. Tra questi, però, non c’è certo “Risorgimarche”, ovviamente fatta salva la legittimità delle opinioni di ciascuno. Almeno non in questi termini.

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