Quelli che aspettano… la riqualificazione del campetto di via Sassari!


Secondo l’assessore Brugni doveva essere sistemato entro fine 2016, poi a novembre 2017 il Comune aveva assicurato che presto sarebbe partito l’intervento di riqualificazione. Ma 7 mesi dopo si scopre che siamo ancora in alto mare e che bisognerà attendere ancora a lungo

L’assessore Brugni, nel corso del 2016, aveva assicurato che il campetto di via Sassari sarebbe stato sistemato entro la fine dell’anno. “Stiamo mappando e 

riorganizzando tutti gli impianti sportivi e quindi anche quello delle Tofare – affermava allora – l’idea di renderlo fruibile per il quartiere non solo come campo di calcetto”.

A fine 2017, dopo che un nostro articolo pubblicato a fine novembre  (“Campetto di via Sassari da anni nel degrado, la fotogallery della vergogna”) aveva riportato la vicenda all’attenzione dell’opinione pubblica (con tanto di inequivocabile galleria fotografica che dimostrava lo stato di abbandono in cui ancora si trovava), l’amministrazione comunale aveva annunciato che presto sarebbe partito l’intervento di sistemazione e riqualificazione. Non solo, sul sito comunale, nel documento relativo alla situazione degli impianti comunali, per quanto riguarda il campo di via Sassari si affermava che “è in corso l’iter per affidamento”.

Solo “fumo negli occhi”, lo avevamo sospettato e anticipato allora e ne abbiamo la certezza ora. Perché, come al solito, gli atti ufficiali del Comune descrivono una situazione assolutamente differente e dimostrano inequivocabilmente che per quanto riguarda l’intervento di sistemazione e riqualificazione siamo ancora in alto mare, mentre per quanto riguarda la gestione la situazione è, incredibilmente, assolutamente identica a 7 mesi.

Si perché nel documento sugli impianti sportivi, aggiornato alla situazione attuale, per quanto concerne il campo di via Sassari siamo ancora fermi a quel “è in corso l’iter per l’affidamento”. Che, 7 mesi dopo, ha il sapore di una colossale presa in giro o, nella migliore delle ipotesi, assomiglia tanto ad una barzelletta per nulla divertente.

Quanto all’intervento di riqualificazione, quello che prima doveva concludersi entro la fine del 2016, poi doveva partire ad inizio 2018, c’è la determina. n. 1289 del 10 maggio scorso (ma pubblicata nell’albo pretorio on line solo lunedì 4 giugno) che toglie ogni dubbio sul fatto che siamo ancora in alto mare, addirittura alla fase preliminare della redazione del progetto stesso di intervento.

Con quell’atto, infatti, l’amministrazione comunale procede all’affidamento della “progettazione definitiva dei lavori di riqualificazione campetto sportivo in via Sassari” all’ing Enrico Paolo Palermo per un importo complessivo di 3.695,76 euro. In altre parole siamo appena all’avvio del lungo iter che porterà all’avvio dei lavori di riqualificazione, visto che dopo la presentazione del progetto definitivo e la sua successiva approvazione da parte dell’amministrazione comunale bisognerà predisporre il progetto esecutivo e solo dopo la sua approvazione si potrà procedere alla gara per l’affidamento dei lavori.

Nella determina n. 1289, per altro, non viene indicata alcuna data, alcuna scadenza entro la quale l’ingegnere incaricato dovrà presentare il progetto definitivo, né, tanto meno, ne vengono indicate per le successive tappe di tutto l’iter che dovrà portare all’affidamento dei lavori. In pratica bisognerà aspettare ancora dei mesi prima che si proceda al bando per l’affidamento dei lavori, a maggior ragione conoscendo la proverbiale lentezza con cui procede sempre l’amministrazione comunale.

Ovviamente speriamo di sbagliare, ma saremmo davvero stupiti se i lavori di riqualificazione partissero prima di fine anno. Vale la pena ricordare che il campetto fino al giugno 2012 era affidato alla gestione dell’Associazione “Colle di Zazzì”. Da quel momento in poi è stato lasciato nel più totale e completo abbandono, nonostante le ripetute promesse da parte dell’amministrazione comunale e, in particolare, dell’assessore allo sport Brugni. Sono già 6 anni che si attende inutilmente un intervento, ora almeno c’è la piccola e parziale consolazione che l’iter, sia pure con lentezza, sembra essere stato avviato.

Una parziale consolazione che, però, non cancella e non compensa certo lo sconcerto e lo stupore per l’ennesima dimostrazione di incapacità di questa amministrazione che riesce a complicare e a ritardare qualsiasi genere di intervento, come se l’attesa eterna, i continui rinvii, l’incapacità di rispettare una qualsiasi scadenza siano ormai il marchio di fabbrica, l’aspetto caratterizzante l’attività di questo Comune. Chissà, magari il sindaco Castelli e gli assessori saranno dei convinti sostenitori e simpatizzanti del filosofo e saggista tedesco Gotthold Ephrain Lessing e della sua famosa citazione “l’attesa del piacere è essa stessa piacere”.

Di sicuro, però, i residenti del quartiere Tofare, così come tutti i cittadini ascolani per tutte le altre situazioni simili, non sembrano apprezzare particolarmente questa interminabile attesa del piacere (in questo caso la sistemazione del campetto), anzi ne hanno piene le tasche di questi continui rinvii e ritardi. Ironia a parte, però, quello che continuiamo a non comprendere è la ragione per cui ogni volta sindaco, assessore o chi per loro non si fanno scrupoli di fare promesse, di annunciare per ogni intervento date certe che puntualmente non vengono poi rispettate, quasi sempre con mesi o anni di ritardo. Senza che poi l’amministrazione stessa abbia almeno la decenza di provare spiegare le ragioni dei ripetuti slittamenti.

Per questo vorremmo lanciare una sorta di appello al sindaco e agli assessori. Abbiamo ampiamente compreso che non è nelle loro corde, che proprio non riescono a completare e a realizzare qualsiasi tipo di intervento in tempi “normali”. Sappiamo che non ne sono capaci, che la parole programmazione ed efficienza non fanno parte del loro vocabolario.

A maggior ragione, perciò, li invitiamo a non fare più alcun genere di proclama, a non fare più promesse e annunciare scadenze che tanto non saranno mai in grado di rispettare. In tal modo non cambierebbe certo la sostanza delle cose. Almeno, però, si potrebbero evitare ai cittadini ascolani inutili illusioni…

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