Bare scoperchiate dietro al cimitero, vergogna senza fine!


Dopo la denuncia di 8 mesi fa la situazione sembrava in via di risoluzione. Invece da alcuni giorni siamo daccapo, è tornato l’indecente spettacolo delle bare scoperchiate e del materiale di scarto delle estumulazioni ammucchiato nell’area retrostante il cimitero

I pupazzetti, gli orsacchiotti e oggetti simili possono rappresentare un’offesa al decoro. Le bare scoperchiate e gli scarti del materiale di estumazione ammucchiate a nei pressi di una recinzione, che emanano un tanfo insopportabile, invece non provocano alcun problema. Definire surreale quello che accade al cimitero di Ascoli è davvero riduttivo.

Non più tardi di un mese fa uno “zelante” dirigente comunale, con decreto dirigenziale n. 16, aveva adottato una serie di provvedimenti volti a garantire “le condizioni di decoro e sicurezza nel civico cimitero”.

In particolare veniva fatto divieto “di apporre suppellettili, gadgets a ridosso a ridosso della pietra tombale, che non siano fiori da conservare nel contenitore apposito; di deporre in corrispondenza del loculo concesso piante di fiori, lumini o altro; di allestire giardinetti negli spazi verdi che si trovino nelle immediate vicinanze del sepolcro concesso; installare autonomamente panchine o altri arredi atti allo stazionamento dei visitatori tantomeno da renderli di uso personale”.

Come quelle cose potessero in qualche modo offendere il decoro e creare una situazione di degrado francamente è impossibile da comprendere. Dopo le polemiche e le proteste diffuse dei cittadini, il sindaco Castelli aveva deciso di sospendere gli effetti di quel decreto.

Un girone dantesco nell’area retrostante del cimitero

Ma quei “cervellotici” divieti inevitabilmente sono tornati alla mente nel momento in cui  è tornato di attualità il problema della vera e reale situazione di inaccettabile degrado e di pericolo per la salute pubblica al cimitero, con l’indecente spettacolo di quel mucchio di bare scoperchiate lasciato a ridosso della recinzione che delimita l’area retrostante del cimitero stesso con il terreno di un privato (con tanto di abitazione a pochi metri di distanza). Una vergogna che purtroppo si trascina da anni ma che sembrava finalmente avviata a soluzione.

Ce ne eravamo occupati 8 mesi fa (“Discarica abusiva e bare scoperchiate dietro al cimitero: la fotogallery della vergogna”), raccogliendo la denuncia dell’esasperata famiglia residente in quella zona, proprietaria non solo della casa ma anche delle terre che confinano con la parte retrostante del cimitero dove avviene l’indegno deposito di bare vuote e materiale di scarto delle estumulazioni. La denuncia, oltre questa vergognosa situazione da “girone dantesco”, riguardava anche la stradina brecciata di loro proprietà, diventata negli anni (nel disinteresse generale) un’indegna discarica a cielo aperto, con rifiuti di ogni genere alternati ad enormi cumuli di sfalci d’erba e rami secchi.

In quella casa, sistemata dai figli, vive la madre di quella famiglia dopo che ha avuto l’abitazione dove viveva nel centro storico dichiarata inagibile dopo il terremoto. “Avevamo pensato di mettere dei lampioncini con le luci sulla stradina – ci aveva confessato allora uno dei figli della donna – per abbellire e rendere più accogliente la via che porta verso la casa. Ma come si fa anche solo a pensare di fare qualsiasi intervento con quell’indecenza lunga la via, con tutti quei rifiuti, con quelle reti divelte”.

Uno spettacolo indecente e indecoroso, però nulla a che vedere con lo scandaloso scenario e la situazione da girone infernale che si viveva nella zona retrostante del cimitero, di fatto diventata un’area di stoccaggio di rifiuti cimiteriali, in particolare quelli derivanti da esumazione ed estumulazione.

Nessuna foto, nessuna immagine, per quanto esplicativa, è in grado di rendere bene l’idea dello squallore. Che, per altro, è quasi nulla se paragonato all’insopportabile tanfo che si respira in quell’area e che, una volta sentito, sembra quasi che ti resti addosso per ore.

Al di là dell’indegno degrado e dei rischi che una simile situazione determina anche per la salute pubblica, si palese anche un’evidente e grave violazione delle leggi, visto che lo smal­ti­men­to dei ri­fiu­ti ci­mi­te­ria­li, in par­ti­co­la­re di que­sto ge­ne­re di ri­fiu­ti (da esu­ma­zio­ne e estu­mu­la­zio­ne), è re­go­la­ta da pre­ci­se nor­me, quel­le san­ci­te da De­cre­to del Pre­si­den­te del­la Re­pub­bli­ca n. 254 del 15 lu­glio 2003.

Che, al­l’art. 12 (ri­fiu­ti da esu­ma­zio­ne e da estu­mu­la­zio­ne)  pre­ve­de che “ i ri­fiu­ti da esu­ma­zio­ne ed estu­mu­la­zio­ne de­vo­no es­se­re rac­col­ti e tra­spor­ta­ti in ap­po­si­ti im­bal­lag­gi a per­de­re fles­si­bi­li, di co­lo­re di­stin­gui­bi­le da quel­li uti­liz­za­ti per la rac­col­ta del­le al­tre fra­zio­ni di ri­fiu­ti ur­ba­ni pro­dot­ti al­l’in­ter­no del­l’a­rea ci­mi­te­ria­le e re­can­ti la scrit­ta Ri­fiu­ti ur­ba­ni da esu­ma­zio­ni ed estu­mu­la­zio­ni” (com­ma 2) e che “i ri­fiu­ti da esu­ma­zio­ne ed estu­mu­la­zio­ne pos­so­no es­se­re de­po­si­ta­ti in ap­po­si­ta area con­fi­na­ta in­di­vi­dua­ta dal co­mu­ne al­l’in­ter­no del ci­mi­te­ro, qua­lo­ra tali ope­ra­zio­ni si ren­da­no ne­ces­sa­rie per ga­ran­ti­re una mag­gio­re ra­zio­na­li­tà del si­ste­ma di rac­col­ta e tra­spor­to ed a con­di­zio­ne che i ri­fiu­ti sia­no ade­gua­ta­men­te rac­chiu­si ne­gli ap­po­si­ti im­bal­lag­gi a per­de­re fles­si­bi­li di cui al com­ma 2” (com­ma 3).

“Si preoccupano dei pupazzetti e poi tollerano questa indecenza…”

A di­stan­za di 5 mesi dal­le vi­si­te ef­fet­tua­te da rap­pre­sen­tan­ti del Co­mu­ne è ancora tutto fermo” con­fes­sava allora scon­so­la­to uno dei figli della donna. Poi, come purtroppo avviene sempre in questo sempre più derelitto paese, lo scalpore e le polemiche provocate da quella denuncia sembravano finalmente aver smosso qualcosa. Nei giorni immediatamente successivi era intervenuta l’Asur che, in un esposto inviato alla Procura e al Comune, aveva chiesto un’ordinanza sindacala volta ad ottenere “la rimozione e l’avvio allo smaltimento dei rifiuti da esumazione e estumulazione la cui presenza compromette il decoro e la salute” (vedi articolo “Discarica abusiva e bare scoperchiate al cimitero: l’Asur chiede un’ordinanza del sindaco”).

Pur se con la solita lentezza, nelle settimane successive la situazione sembrava finalmente in via di risoluzione. Pian piano i rifiuti e gli sfalci d’erba presenti lungo la stradina sono stati quasi completamente rimossi e anche nell’area retrostante al cimitero la situazione è sembrata per un po’ in confortante miglioramento. Ora, però, siamo daccapo. Pian piano sono tornati ad accumularsi le bare scoperchiate e il materiale di scarto delle estumulazioni.

Come si può vedere dalle foto e come denuncia scoraggiata quella la famiglia, la situazione è tornata ad essere quella vergognosa ed inaccettabile di prima. “Si preoccupano dei pupazzetti e poi tollerano questa indecenza, c’è un puzza incredibile” afferma sconsolato uno dei figli della donna che abita in quella zona. Che annuncia l’intenzione di presentare una denuncia in procura per una situazione sempre più inaccettabile.

Superfluo sottolineare che sarebbe il caso che il Comune intervenga immediatamente. E, possibilmente, che lo faccia assicurandosi che questa indecenza finisca una volta per tutte.

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