L’Ospedale unico del Piceno e quel verbale “galeotto”


Dopo l’indicazione da parte della Regione dell’area su cui dovrebbe sorgere l’Ospedale unico, il sindaco Castelli ha ribadito la sua contrarietà, senza l’Azienda ospedaliera. Ma il verbale della Conferenza dei sindaci dimostra che qualche anno fa la pensava diversamente…

Cambiare idea è legittimo, anzi a volte può essere segno anche di un’invidiabile apertura mentale. Quando a farlo è un sindaco, per giunta su un argomento così importante come l’Ospedale unico, sarebbe però opportuno quanto meno spiegare seriamente le ragioni per cui si è cambiato radicalmente opinione e, soprattutto, evitare di negare l’evidenza.

Nell’infinita discussione sull’opportunità o meno di realizzare l’Ospedale unico del Piceno (la settimana scorsa la Regione ha indicato l’area scelta, tra Colli e Spinetoli, chiedendo alla Conferenza dei sindaci dell’Area Vasta 5 di esprimersi in proposito) nei giorni scorsi è esplosa con vigore la polemica tra il sindaco di Ascoli Castelli e quello di Offida Lucciarini che si sono accusati a vicenda di aver cambiato idea rispetto a qualche anno fa, senza però il coraggio di ammetterlo e di spiegarne i motivi.

Per riassumere quanto accaduto, dopo che la Regione ha reso nota la scelta del luogo Castelli ha ribadito (lo ripete da qualche mese) di essere contrario alla realizzazione dell’Ospedale unico senza l’Azienda ospedaliera. Lucciarini, però, questa volta ha risposto accusandolo di aver cambiato idea, sostenendo che in Conferenza dei sindaci in realtà il primo cittadino ascolano aveva sostenuto esattamente il contrario, chiedendo con forza l’Ospedale unico senza minimamente far riferimento alla necessità di avere contemporaneamente l’Azienda ospedaliera.

Immediata, però, è arrivata la replica di Castelli che ha ovviamente negato questa ricostruzione, sostenendo anzi che, sempre in Conferenza dei sindaci, proprio Lucciarini aveva sostenuto la sua stessi tesi (cioè che l’Ospedale unico ha senso solo con l’Azienda ospedaliera).

Non è certo una novità nel panorama politico italiano, anche locale, che si verifichino queste cose, non è certo la prima volta che politici o amministratori si accusino a vicenda di essere in palese contraddizione, ben conoscendo la labilità della memoria dei cittadini (e figuriamoci se, nel diluvio di dichiarazioni che i nostri amministratori rilasciano quotidianamente, ci si può ricordare di cosa è stato detto qualche anno fa…).

Quando il Comune di Ascoli offriva anche l’area per l’Ospedale unico…

In questo caso, però, c’è il verbale della Conferenza dei sindaci incriminata (quella del 20 dicembre 2012 che si è tenuta nella sala consiliare del Comune di Offida), nel quale vengono riportate le dichiarazioni e le posizioni ufficiali dei vari sindaci, che può fare chiarezza.  E quel verbale non lascia dubbi, confermando pienamente la versione del sindaco di Offida e, ovviamente, smentendo clamorosamente quanto affermato dal sindaco di Ascoli.

Che, secondo quanto è riportato agli atti, non solo chiede alla Regione la realizzazione dell’Ospedale unico, senza neppure citare l’ipotesi dell’Azienda ospedaliera, ma addirittura, per accelerare l’iter, dichiara la disponibilità del suo Comune a fornire gratuitamente un’area dove realizzarlo. Allo stesso modo il sindaco Lucciarini che in alcun modo lega il suo appoggio nei confronti dell’Ospedale unico alla realizzazione dell’Azienda ospedaliera. Di cui, in quella Conferenza dei sindaci, nessuno ne parla, con tutti i sindaci presenti e intervenuti che manifestano il proprio favore, anzi sollecitano, la realizzazione dell’Ospedale unico.

Il Sindaco di Ascoli Piceno – si legge nel verbale – ha affermato che non si può rischiare che la razionalizzazione dei  servizi diventi un razionamento, che il personale sanitario è in grande difficoltà anche a causa del  decreto Balduzzi. Pertanto reputa giusto interrogare la Regione Marche affinché ragioni sulla  predisposizione dei finanziamenti per la realizzazione di un Unico Ospedale simile a quelli di  Pesaro – Fano, Fermo e Loreto. Castelli ha anche sottolineato la disponibilità del comune di Ascoli  di fornire gratuitamente un’area dove costruire in zona Campolungo, se esiste il problema della ricerca di un’area”.

È intervenuto anche il Sindaco di Offida Valerio Lucciarini – si legge ancora nel verbale – ammettendo che nel momento più  difficile del sistema pubblico sanitario, è indispensabile un Ospedale del Piceno, né Ospedale  Unico, né Unico Ospedale e che questa richiesta alla Regione deve essere formalizzata attraverso un documento ad hoc”. Come detto di tenore simile è l’intervento di tutti gli altri sindaci, l’unico che manifesta qualche dubbio è l’allora sindaco di Ripatransone Bruni, con il sindaco di San Benedetto Gaspari che chiede alla Regione “l’Ospedale unico in tempi certi”.

Chi segue e ha seguito da un po’ di tempo le vicende della sanità locale non può certo essere sorpreso da questa unanimità di giudizio, è chiaro da tempo (e soprattutto ne sono pienamente consapevoli gli operatori sanitari della zona, che, non a caso, sono quasi unanimemente schierati a favore) che l’unica seria e concreta possibilità di fare un reale salto di qualità per la sanità picena è la realizzazione di un Ospedale unico. Così come è chiarissimo da sempre che, per evidenti problemi di vetustità e inadeguatezza, nessun potenziamento potrà mai rendere così efficienti e funzionali come si vorrebbe le due attuali strutture ospedaliere di Ascoli e San Benedetto.

Come si può in maniera trasparente e palese rilevare – commenta il sindaco di Offida Lucciarini – non è soltanto falso che il sottoscritto rappresentò, come dice il Sindaco di Ascoli, la precondizione dell’Azienda Ospedaliera per addivenire all’ospedale del Piceno ma, la cosa clamorosa, è che neanche Castelli fece cenno a tale  richiesta che oggi racconta dicendo, appunto, una cosa non vera, né per me, né per lui. Nonostante i fatti, comunque, voglio andare oltre: se Castelli intende davvero misurarsi sulla  potenziale prospettiva di una Azienda Ospedaliera Marche Sud, noi siamo pronti. A tal proposito  non mi pare che il Presidente Ceriscioli abbia mai respinto pregiudizialmente questa possibilità”.

Difficile pensare, anche in considerazione del fatto che non è certo particolarmente anziano, che il sindaco Castelli abbia problemi di memoria, che faccia fatica a ricordare o addirittura ricordi in maniera distorta e sbagliata ciò che ha sostenuto in passato. Naturalmente, come abbiamo già sostenuto, è pieno diritto del sindaco cambiare idea, fare marcia indietro e modificare radicalmente opinione su qualsiasi argomento.

E’ lecito e legittimo, a patto però che poi si spieghino concretamente ai cittadini le ragioni e le motivazioni alla base di un tale radicale cambiamento di opinione, senza cercare di far credere altro.

 

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