Contratto senza terremoto


Nella bozza di contratto di governo predisposta da Lega e Movimento 5 Stelle neppure un cenno al problema del terremoto e alla situazione dei terremotati. Completamente dimenticata anche l’emergenza sicurezza delle scuole. Protesta l’ex sindaco Celani

L’ex sindaco di Ascoli ed attuale vicepresidente del Consiglio regionale, Piero Celani, questa volta ci ha anticipato. Mentre stavamo pensando, dopo aver letto attentamente le 39 pagine della bozza di contratto tra Lega e Movimento 5 Stelle, che incredibilmente non c’era alcun riferimento al problema del post terremoto (e anche della sicurezza delle scuole…), ecco arrivare il durissimo comunicato stampa con il quale Celani pone l’attenzione su questa grave mancanza.

Sisma, terremoto… si potrebbe dire parafrasando Don Abbondio, chi sono costoro? – scrive il vicepresidente del Consiglio regionale – ebbene si, leggendo la bozza del “contratto” di Governo elaborato, dal Movimento 5 Stelle e dalla Lega , non c’è traccia di questo problema che dal 24 agosto 2016 ha martorizzato quattro Regioni dell’Italia Centrale, ed in particolare le Marche. Se questo dovrà essere il “Contratto per il Governo del Cambiamento” …

Cominciamo bene!Mi aspettavo una chiara e netta presa di posizione delle due forze politiche (di governo?) circa il fallimento del modello di ricostruzione voluto dal Pd e che costringe ancora migliaia di marchigiani a vivere in albergo, senza alcuna reale prospettiva di vedere ricostruita la propria abitazione nei prossimi anni, e invece nulla di tutto questo. Pensavo che nel contratto ci fosse l’impegno a Regionalizzare il processo di ricostruzione nominando un commissario per ogni Regione,  in modo che ogni territorio, potesse affrontare e risolvere le proprie specifiche problematiche. E invece … nulla di tutto ciò. Pensavo che fossero previsti importanti provvedimenti per incentivare gli investimenti nelle aree terremotate, e idonei sostegni economici, per quegli imprenditori, agricoltori e commercianti che nonostante tutto hanno deciso di restare in quelle zone martoriate, a costo di grandissimi sacrifici. E invece, solo generici impegni sul tema lavoro.

Analogo assordante silenzio sui temi del turismo e dello sviluppo delle infrastrutture in tali territori.In queste zone non servono redditi o pensioni di cittadinanza: la gente è orgogliosa, vuole un lavoro dignitoso, e la possibilità di riprendere un percorso di crescita economica delle loro attività. E’ stata una svista? Me lo auguro”.

Ce lo auguriamo tutti, soprattutto quelle migliaia di cittadini che vivono ancora oggi sulla propria pelle tutte le difficoltà di questo post terremoto.

Sicurezza delle scuole non pervenuta

Certo è che, anche se si trattasse di una svista, la cosa non depone comunque a favore del nascente governo che, mai come in questo caso, si può ben dire che nasce sotto i peggiori auspici (almeno da questo punto di vista). Anche perché l’altra emergenza che è clamorosamente e inspiegabilmente assente da quella bozza è, strettamente legata al terremoto, la sicurezza delle scuole. A maggior ragione dopo gli interventi degli ultimi giorni di vari esponenti leghisti, ancor più pensando alle prese di posizione nei mesi scorsi da parte di diversi esponenti del Movimento 5 Stelle.

Non avevamo dubbi che il tema della sicurezza delle scuole, che i fatti di Fermo hanno riproposto ancora una volta nella sua drammaticità, sarebbe stato al centro del programma del nuovo governo. Invece nulla, nelle 39 pagine della bozza di contratto si prendono in esame tantissimi aspetti, alcuni dei quali palesemente secondari e che non possono essere certo considerati delle vere e proprie emergenze. Addirittura nella bozza di contratto ci si occupa e ci si preoccupa dei campi nomadi che, con tutto il rispetto, di certo non può essere considerata un’emergenza di questo paese.

Non servirebbe neppure starne a discutere, ma se qualcuno non se ne rendesse conto basta guardare i numeri, i dati. Nella bozza di contratto stessa si afferma che sono circa 40 mila che vivono in un centinaio di campi nomadi. Gli studenti italiani, più il personale scolastico, sono milioni e gli edifici scolastici non sicuri sono quasi pari al numeri totale dei nomadi. E’ indecente e vergognoso che si pensi ad un aspetto così marginale e ci si dimentichi di una vera e propria emergenza che, come abbiamo visto anche nei giorni scorsi, mette quotidianamente a rischio i nostri ragazzi (e il personale scolastico).

Ci sarebbe da aggiungere che nella bozza di contratto alla scuola vengono dedicate poche righe, per giunta di un’ovvietà e di una banalità disarmante, senza parlare di soluzioni concrete e con l’unico accenno reale che riguarda la critica ad alcuni aspetti della “buona scuola”. Della sicurezza delle scuole, così come della situazione dei terremotati, che pure in campagna elettorale erano stati temi più volte sbandierati dalle due forze politiche, al momento non frega niente a nessuno. Naturalmente siamo ancora all’inizio e c’è tutto il tempo per rimediare. Proprio per questo è giusto (e bene ha fatto Celani) a sottolineare queste grave carenze subito, senza perdere tempo.

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