Il “Deltaplano” della discordia


Sono partiti i lavori per la realizzazione del villaggio commerciale a Castelluccio di Norcia e sono ripartite le polemiche tra inaccettabili strumentalizzazioni e falsità e legittime perplessità e preoccupazioni. Ma i residenti appoggiano e approvano l’iniziativa

Quello che sta accadendo in merito alla realizzazione del “Deltaplano” a Castelluccio di Norcia (un villaggio commerciale) potrebbe essere presa come vicenda simbolo del post terremoto. Un intervento controverso e che inevitabilmente suscita dubbi ed interrogativi ma che soprattutto è facile oggetto di strumentalizzazioni, in particolare da parte di chi vive a centinaia di chilometri di distanza (e magari il Castelluccio e io suo straordinario Pian Grande l’ha visto solamente in foto e video) e non ha neppure la più pallida idea di quale sia la situazione di chi vive in quelle zone, di chi da quasi 2 anni vive il drammatico post terremoto.

E allora, prima di provare a spiegare cosa sta accadendo realmente, è doverosa una premessa. E’ comprensibile e quasi inevitabile che intorno ad un simile intervento, in una zona così particolare, si sviluppino perplessità e critiche ed è altrettanto comprensibile che ci sia chi contesti e veda in maniera totalmente negativa la realizzazione di quella struttura, sulla base di convinzioni, condivisibili o meno, che comunque hanno un certo fondamento.

E’ invece assolutamente inaccettabile che intorno a questa, come a tante altre vicende legate al post terremoto, si raccontino falsità e si strumentalizzi il tutto per biechi fini di convenienza politica. Per essere ancora più chiari, è vergognoso che ci sia chi, per ragioni che nulla hanno a che vedere con la tutela di quel luogo o, tanto meno, dei “terremotati” del Castelluccio, urli la propria indignazione vaneggiando e raccontando falsità, come il fatto che la struttura nasca nel mezzo del Pian Grande (andando così a deturpare lo straordinario e suggestivo della zona) o che sia una vera a propria “colata” di cemento.

O, cosa ancora più vergognosa e oltraggiosa, che il tutto sia stato fatto sulla “pelle” dei residenti che, secondo queste vergognose e false ricostruzioni, sarebbero stati sin dall’inizio non solo contrari ma, addirittura, all’oscuro di quanto realmente si stava progettando. Niente di più falso e di più ignobile, discutibile e condivisibile o meno che sia l’intervento sin dall’inizio è stato fatto coinvolgendo e chiedendo il parere dei residenti. Alcuni dei quali, infatti, in questi giorni in cui è riaffiorata la polemica sono scesi in campo per zittire chi parla senza cognizione di causa e, soprattutto, senza neppure aver mai messo piede a Castelluccio. Fatta questa doverosa premessa, cerchiamo di capire cosa realmente sta accadendo e, soprattutto, per quale ragione sono riesplose polemiche che sembravano chiuse da mesi.

Nei giorni scorsi sono iniziati i lavori di urbanizzazione per la realizzazione dell’area commerciale denominata “Deltaplano”, in un’area complessiva di 6.500 metri quadri, di cui 1.500 coperti. E’ opportuno ribadire che la struttura, finanziata dalla Regione Umbria con una partecipazione economica della Nestlè, non verrà realizzata sulla piana ma nell’area dove sorgeva la cava, lungo la strada che conduce al paese. L’intervento ha avuto l’autorizzazione dell’Ente Parco dei Sibillini ed è stato condiviso con le associazioni di commercianti di Castelluccio. All’interno della struttura troveranno posto ristoranti e alcune attività produttive del territorio (in particolare tutti i caseifici).

Permetterà alle imprese agricole, zootecniche, commerciali e turistiche di mantenere vive le attività che costituiscono la base dell’economia e del tessuto sociale del paese” affermava alla presentazione il presidente della Regione Catiuscia Marini.

Sarà una struttura temporanea, quando le cose saranno sistemate totalmente il complesso sarà eliminato, ora però vivrà per qualche anno e potrà essere d’aiuto agli abitanti. Sarà una situazione provvisoria ma che poi potrà continuare nel paese originario senza aspettare molto perché il paese nel frattempo sarà ricostruito” spiegava allora l’architetto Cellini, ideatore del progetto.

Le discussioni e l’intervento fortemente critico di diverse associazioni ambientaliste nei mesi scorsi, al momento della presentazione del progetto, spinsero la Regione a ridurre le volumetrie. Da allora le polemiche e le discussioni si erano sopite ma ora sono riesplose nei giorni scorsi, proprio quando sono partiti i lavori. La vista delle platee di cemento armato, ovviamente necessarie e su cui poi dovrà poggiare la struttura, e gli inevitabili interventi di sbancamento hanno riaperto le discussioni, rinfocolate strumentalmente da chi ha cercato, anche attraverso immagini “fasulle” e fotomontaggi, di far passare l’idea che la struttura andava ad impattare e veniva realizzata proprio sul Pian Grande.

Al di là dei “pataccari”, concretamente le obiezioni e le contestazioni sollevate sono di vario tipo. In particolare si sottolinea come ai cittadini, in nome di presunti vincoli paesaggistici, sia stato impedito qualsiasi tentativo di auto organizzazione (e l’esempio più eclatante citato è quello di Nonna Peppina).

Il Deltaplano – sottolineano i rappresentanti del gruppo “Emidio Di Treviri” – vedrà la luce in una delle aree paesaggisticamente più pregiate d’Italia. Si è proceduto in deroga ad ogni norma preesistente in un contesto in cui agli abitanti è stato invece proibito ogni tentativo di auto-organizzazione provvisoria, incentivandone così l’allontanamento dalle proprie terre che si sta trasformando in una desertificazione delle aree interne”.

Le associazioni ambientalistiche sottolineato, invece, che il Deltaplano rappresenta “una ferita inferta visibile dal Monte Vettore, dal Pian Grande e dal Pian Piccolo, che condizionerà e stravolgerà per sempre il paesaggio di Castelluccio”. Il Wwf di Perugia, invece, avanza dubbi sulla provvisorietà della struttura.

Di certo resterà per tutto il periodo della ricostruzione, quindi almeno 15-20 anni – afferma il presidente Presenzini – non sono state previste in progetto, le modalità e la tempistica di smantellamento. Non è stato previsto, scritto nero su bianco, che non ci sarà la possibilità di derogare al divieto di demolizione e ripristino dello stato dei luoghi. Ecco, questa garanzia scritta, sarebbe di per se sufficiente a vincere tutte le pregiudiziali, peccato non stia scritta da nessuna parte”.

Più complessa, ma di certo non meno critica, la posizione delle Brigate di Solidarietà Attiva. “Il borgo di Castelluccio di Norcia – si legge sulla pagina facebook del gruppo –  è deserto dal 30 ottobre 2016, e l’unico modo che la Regione Umbria ha trovato per tentare di ripopolarlo è la costruzione di un “villaggio commerciale” (su un’area complessiva di 6.500 metri quadri, 1.500 dei quali coperti), inizialmente promosso anche da multinazionali come la Nestlè (che si rifanno la faccia dopo aver cancellato posti di lavoro alla Perugina), che sorgerà all’interno del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, a poche centinaia di metri dal Pian Grande, su una delle “terrazze” naturali più belle del mondo.

Tale soluzione comporta non pochi rischi: dall’impatto ambientale e paesaggistico – laddove un tempo non si sarebbe potuto costruire neppure un marciapiede – ai conseguenti danni al comparto turistico, al rischio che l’opera nel futuro diventi elemento per speculazioni ancor più dannose. Come BSA saremo a fianco dei comitati terremotati, per controllare l’operato della Regione Umbria affinché non venga distrutto il patrimonio ambientale unico al mondo, né la vita economica del borgo stesso”.

A difendere e a sostenere l’importanza dell’opera, però, sono proprio i residenti. Nessun ecomostro sta nascendo a Castelluccio di Norcia – si legge in una nota del gruppo “Un aiuto concreto per i Sibillini” che comprende residenti e proprietari di seconde case – si tratta di uno sbancamento davvero minimo che ospiterà una piattaforma alta pochi centimetri sulla quale saranno realizzati i ristoranti degli Amici di Castelluccio che da tempo combattono per il diritto a vivere e lavorare nel loro paese. La struttura sarà in legno compreso il tetto ed è stata autorizzata dal Parco Nazionale dei Monti Sibillini. Si potrà contestare in futuro il carattere temporaneo della struttura, perché l’unico dubbio è la ricostruzione vera e i tempi biblici che comporterà. Nulla di altro, nessuno sta deturpando nulla. Sono giorni che la fame di visibilità di alcuni sta spargendo polemiche inutili e deleterie per tutti. Ecco le foto scattate da Francesco Riti, la situazione è questa (i cerchietti indicano l’area destinata al Deltaplano). Finalmente a Castelluccio si lavora e presto persone che da quasi due anni sono lontane dal loro paese potranno tornare. Tutto qui”.

Ancora più significativa la testimonianza raccolta dal gruppo e la parole di un residente castellucciano: “parli chiunque sia disposto a venire qui su e rimanere con noi almeno un mese, gli altri non possono né sapere né capire”. Parole che ci sentiamo di sottoscrivere in pieno. Perché è giusto discutere e sollevare obiezioni su determinate questioni che riguardano e interessano tutta la comunità, ma partendo innanzitutto dal massimo rispetto nei confronti di chi da quasi 2 anni vive sulla propria pelle le drammatiche conseguenze del terremoto.

Rispetto che vuole dire innanzitutto non inventare e non raccontare falsità, ma anche e soprattutto smetterla di continuare a voler interpretare, comodamente seduta a casa, a chilometri di distanza da quei luoghi, i loro sentimenti, le loro richieste, i loro desideri, arrivando addirittura la paradosso di permetterci di criticare aspramente i loro tentativi di provare a ripartire, ad alzare la testa, magari dialogando anche con quelle istituzioni che, fino ad ora, non si sono certo dimostrate attente e efficienti.

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