Carissimo Sting…


Dopo anni di cartelloni anonimi e grigi, l’estate ascolana torna ad ospitare un grande evento, con il concerto in piazza del Popolo (3 agosto) di Sting insieme a Shaggy. Ma i prezzi dei biglietti, da 92 a 195,50 euro, raffreddano l’entusiasmo e suscitano perplessità

E’ iniziata alle 11 di questa mattina (martedì 24 aprile) sul circuito “ticketone” la vendita dei biglietti per il concerto di Sting insieme a Shaggy in programma a piazza del Popolo il prossimo 3 agosto. In attesa di capire se si concretizzeranno alcuni dei tanti nomi che circolano da settimane (da Gianna Nannini a Riccardo Muti, da Stefano Bollani a Goran Bregovic), è indubbio che il concerto dell’ex Police è destinato a diventare l’evento di punta dell’estate ascolana e, probabilmente, tra gli eventi più importanti dell’estate marchigiana.

Al di là dei gusti personali, al di là delle considerazioni (che abbiamo letto in questi giorni sui social) sull’età di Sting e sulla sua presunta perdita di vitalità e di appeal sul palco, bisogna dare atto all’amministrazione comunale di aver messo a segno un bel colpo. Dopo anni di cartelloni estivi anonimi e privi di appuntamenti di rilievo, dopo anni in cui, da questo punto di vista, Ascoli è sempre stata la “pecora nera” della regione, già sapere di avere in cartellone un simile evento è assolutamente positivo.

Il problema è che l’entusiasmo e la comprensibile soddisfazione per quello che è a tutti gli effetti un gran colpo messo a segno dall’amministrazione comunale sono un po’ scemati nel momento in cui sono stati comunicati i prezzi dei biglietti del concerto, di certo non propriamente “popolari”. Il prezzo più basso (anche se è un eufemismo definirlo tale) è di 92 euro per la gradinata numerata, poi 138 euro per la platea numerata 2 e 195,50 euro per la platea numerata 1. Un concerto per pochi verrebbe da dire d’acchitto, anche se poi saranno i fatti (cioè il numero di biglietti venduti) a dirci se davvero sarà così.

A Napoli, Verona e Cattolica prezzi dimezzati

Quel che è certo e indiscutibile è che simili prezzi lasciano a dir poco sconcertati, comunque la si guardi sono difficili da comprendere e da accettare. Ancor più se, con tutte le cautele del caso, si fa un confronto con quello che è indiscutibilmente l’evento musicale della primavera italiana, il tour di Bob Dylan attualmente in svolgimento.

Per i concerti dei giorni scorsi a Roma (Auditorium Parco della Musica) e a Firenze (Mandela Forum) il prezzo dei biglietti partiva da 35-40 euro, per gli appuntamenti di Jesolo (giovedì 26 aprile) e di Verona (venerdì 27 aprile) si parte rispettivamente da 40 e 49 euro. Non pochissimo ma molto meno rispetto al concerto di Sting (con Shaggy) a piazza del Popolo. E forse, sempre considerando che ognuno ha legittimamente le proprie preferenze, Bob Dylan ha significato qualcosa di più rispetto a Sting nella storia della musica internazionale. Tornando all’ex Police, quella nel capoluogo piceno è una delle 8 date (almeno per il momento) del tour in programma tra luglio e agosto nel nostro Paese e che toccherà, oltre Ascoli, Cagliari, Roma, Verona, Napoli, Taormina, Trani e Cattolica.

E’ quindi interessante valutare come ci si è mossi, per quanto riguarda il costo dei biglietti, nelle altre città toccate dal tour. In sintesi si può dire che a Roma, Cagliari e Trani siamo sulla stessa linea del capoluogo piceno, mentre differente e indiscutibilmente migliore è la situazione per quanto riguarda Napoli, Verona e Cattolica. Anche a Trani e Cagliari il prezzo più basso è di 92 euro ma nella cittadina pugliese, oltre ai biglietti da 138 e 195,50 euro si sono anche biglietti più cari, addirittura da 253 euro.

Discorso un po’ differente per quanto riguarda Cagliari che ha più opzioni (partendo da un minimo di 92 euro) fino ad arrivare ai 287,50 euro del Settore numerato Forte Gold. Per quanto concerne Roma, invece,  il prezzo più basso (anche se chiamarlo in tal modo sembra una presa in giro…) è addirittura di 138 euro.

Prezzi decisamente più popolari per quanto riguarda i concerti di Verona e Cattolica e, ancor più, Napoli dove, addirittura, il prezzo più alto è di 100 euro. Sia nel capoluogo campano che a Verona si parte (a Napoli si partiva perché i biglietti per quel settore sono terminati molto rapidamente) da 46 euro che, pur non essendo certo un prezzo bassissimo, è sicuramente più alla portata di tutti. A Cattolica, invece, si parte da biglietti da 51 euro.

Discorso a parte va invece fatto per Taormina dove i biglietti, da un minimo di 120 fino ad un massimo di 420 euro, sono stati polverizzati in poche ore. E’ chiaro che sul prezzo dei biglietti in parte influisce anche la capienza della location nella quale si svolge il concerto. A Verona, ad esempio, l’Arena può contenere circa 12 mila spettatori, mentre l’Arena Flegrea di Napoli ha una capienza di 6 mila posti e l’Arena della Regina di Cattolica arriva a 5 mila posti.

Una capienza decisamente maggiore, almeno per quanto riguarda l’Arena di Verona, rispetto a piazza del Popolo, anche se per capire quanti spettatori potranno assistere al concerto bisognerebbe avere i dati esatti dei posti delle due platea e della gradinata (comunque impossibile pensare che possano avvicinarsi ai 5-6 mila posti delle arene di Napoli e Cattolica). Naturalmente sarebbe poi interessante capire il costo che sosterrà il Comune per portare ad Ascoli Sting. Perché in tal senso un impegno economico minore o maggiore da parte dell’amministrazione comunale inevitabilmente finisce per influire anche sul conseguente costo dei biglietti.

A Napoli, ad esempio, anche se non sono ancora state fornite cifre ufficiale si parla che il prezzo tutto sommato contenuto dei biglietti è dovuto ad un impegno economico più sostanzioso da parte del Comune. In tal senso si potrebbe comunque discutere se è giusto o meno fare un simile investimento, utilizzando comunque di soldi di tutti i cittadini, per facilitare chi poi vuole assistere al concerto.

Ad Ascoli ancora è tutto top secret, l’amministrazione comunale non ha neppure fatto un comunicato ufficiale sul concerto di Sting e tanto meno ha reso noto (o approvato atti comunali esplicativi in tal senso) il costo dell’operazione. Non resta che aspettare, quindi, per avere un quadro esauriente. Naturalmente ora saremo curiosi di verificare l’andamento della vendita dei biglietti. Dalle reazioni che abbiamo letto in queste ore sui social (dopo che sono stati resi noti i prezzi dei biglietti) si potrebbe pensare anche ad un mezzo flop.

Ma non ci stupiremmo di certo se invece, nel giro di pochi giorni, si raggiungesse il “sold out”.

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