Sicurezza delle scuole: promossa con riserva la Provincia, bocciato il Comune


In via di ultimazione le verifiche di vulnerabilità sismiche sulle scuole di competenza della Provincia, da giugno in diversi istituti partono i lavori di adeguamento sismico, grazie ai fondi stanziati dalla Regione e dal Miur. Ancora tutto fermo nelle scuole di competenza comunale

Nella settimana in cui le sconcertanti notizie che arrivano da Petriolo dimostrano in maniera imbarazzante quanto nel nostro paese siamo indietro sul tema della sicurezza delle scuole, qualche timido squarcio di luce giunge proprio da Ascoli. Anche se poi se mettiamo in relazione quanto sta avvenendo nel piccolo comune maceratese e nel capoluogo piceno vediamo che, purtroppo, c’è una sorta di filo conduttore che lega le due vicende.

Che, per riassumere, è l’incapacità da parte dei nostri amministratori di fare scelte forti e dolorose per tutelare quello che dovrebbe essere un bene primario, cioè la sicurezza degli studenti (e, ovviamente, di tutto il personale scolastico).

Scuola chiusa, anzi no: il “pasticcio” di Petriolo

A Petriolo il sindaco Luciani aveva avuto il coraggio di fare quello che un amministratore saggio e previdente dovrebbe fare in determinate circostanze. Sulla base della verifica di vulnerabilità sismica (che aveva evidenziato un indice di rischio molto basso) e delle risultanze ottenute dallo studio di microzonazione sismica, il 10 aprile scorso con ordinanza n. 39 aveva deciso di chiudere la scuola media Marco Martello in via Leopardi che ospita la scuola primaria e secondaria di secondo grado. Incredibilmente, però, la sua decisione ha provocato la reazione dei genitori del posto. Che, invece di ringraziare e sostenere un sindaco che finalmente aveva deciso di mettere al primo posto la sicurezza dei ragazzi, hanno reagito con rabbia, contestando la decisione e chiedendo al sindaco di riaprire immediatamente la scuola.

Cosa che puntualmente è avvenuta pochi giorni dopo, il 14 aprile, con l’ordinanza n. 41 che è a dir poco sconfortante. Perché si ammette in maniera imbarazzante che si cede alle pressioni dei genitori, al punto di (è scritto nell’ordinanza stessa) “non poter tenere conto dell’indice di vulnerabilità ricavato dall’esito della verifica dell’edificio scolastico, nonché delle risultanze ottenute dallo studio di microzonazione sismica”.

Davvero superfluo ogni ulteriore commento, verrebbe quasi da pensare che non c’è speranza, che neppure gli eventi e le “disgrazie” passate hanno insegnato qualcosa.

La situazione ad Ascoli: Comune non pervenuto

Per certi qualcosa di simile, anche se senza contestazioni e situazioni di conflitto, avviene nel capoluogo piceno dove va dato atto alla Provincia di avere quanto meno affrontato con serietà e con impegno il problema della sicurezza delle scuole di propria competenza, realizzando le necessarie verifiche di vulnerabilità sismica su tutti gli edifici scolastici e programmando anche i conseguenti interventi per renderle più sicure (i fondi ci sono e sono stati messi a disposizione dalla Regione). Certo i risultati delle verifiche stesse sono stati a dir poco sconfortanti e allarmanti, con situazioni ai limiti e nessun istituto concretamente sicuro.

E di fronte ad un simile scenario ci si sarebbe dovuti interrogare sull’opportunità di prendere (almeno per le situazioni più complesse) decisioni forti e coraggiose, simili a quella presa (e poi repentinamente revocata) dal sindaco di Petriolo. Perché va benissimo fare le verifiche, ancora di più se poi si programmano anche i conseguenti interventi. Ma nel frattempo, è giusto sottolinearlo, fino a che non vengono realizzati quegli interventi si continua ad esporre ragazzi e personale scolastico ad un rischio non da poco.

Probabilmente, però, in questa fase e in un simile contesto non ci si può aspettare di più dai nostri amministratori, è impensabile anche solo ipotizzare un atto di assoluto coraggio. Al di là di questa amara e, per certi versi, sconfortante considerazione, va comunque dato atto che almeno la Provincia si sta muovendo e sta affrontando il problema.

Cosa che, invece, non avviene in Comune, con l’amministrazione comunale che continua tranquillamente ad infischiarsene della sicurezza delle scuole cittadine (quelle di sue competenza) e, al tempo stesso, continua a mettere in scena imbarazzanti teatrini. Nei giorni successivi la “scossetta” del 14 marzo (che pure aveva allarmato diverse scuole, segno evidente di come comunque ci sia la consapevolezza dei rischi che si stanno correndo…), l’amministrazione comunale aveva fatto sapere di aver poi effettuato una serie di verifiche che avevano dato, guarda il caso, risultato positivo.

Una “pagliacciata”, ad uso e consumo di chi ancora crede alle favole, assolutamente priva di alcun significato. E, soprattutto, che non cancella certo l’inadeguatezza di questa amministrazione in tema di sicurezza delle scuole. E’ inaccettabile che ancora oggi il Comune non abbia avviato le verifiche di vulnerabilità sismica in nessuna delle scuole di sua competenza.

Un’inadeguatezza doppiamente grave perché, oltre a non tutelare la salute e la sicurezza degli studenti e del personale scolastico, in tal modo il Comune sta perdendo una grandissima occasione per riqualificare il proprio patrimonio scolastico. Anche perché i fondi per intervenire ci sono, li ha messi a disposizione la Regione. E’ chiaro, però, che prima di avviare qualsiasi tipo di intervento è necessario conoscere la situazione degli edifici stessi, per sapere dove e come è necessario intervenire.

A giugno cantieri in molte scuole superiori

Cosa che, invece, sta facendo concretamente la Provincia di Ascoli che nel fine settimana scorso ha fatto il punto della situazione, con il presidente D’Erasmo che ha elencato gli interventi che verrano realizzato. In particolare a giugno partiranno i lavori all’Ipsct Ceci di via Faleria (1.462.000 euro), all’Ipsia Ceci di via Cagliari (1.009.000 euro), al Liceo Classico Francesco Stabili (877.000 euro), al Liceo Artistico Osvaldo Licini (1.735.000). Per quanto riguarda l’Itt Fermi (1.753.000 euro) e il Liceo Scientifico Orsini (361.000) sono in corso gli affidamenti dell’incarico per l’intervento di adeguamento sismico).

Da definire gli interventi da realizzare all’Itas Ulpiani (2.430.000 euro) e all’Itcg Umberto I (590.000 euro) , dove sono state già realizzate e completate le verifiche di vulnerabilità sismica che, invece, è ancora in corso all’Ipsia Sacconi (1.735.000 euro). Discorso a parte va fatto per la nuova sede del Liceo Trebbiani che verrà realizzata nella zona del Pennile di Sotto, i cui lavori (per un costo complessivo di poco meno di 7 milioni di euro) dovrebbero essere appaltati entro giugno.

La progettazione dei nostri tecnici è quasi terminata – spiega D’Erasmo – ed entro un mese chiederemo al Comune il permesso di costruire. Per quanto riguarda gli altri istituti stiamo concertando con i dirigenti scolastici e i responsabili interni della sicurezza tutte le modalità per far convivere i lavori con le attività scolastiche. Cercheremo di far partire i lavori in estate per sfruttare l’assenza delle lezioni”.

Magari si poteva avere più coraggio nel fare determinate scelte, ma è indiscutibile che almeno la Provincia sta affrontando in maniera concreta quella che resta una fondamentale priorità. Meglio stendere un velo pietoso, invece, sul comportamento del Comune.

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