Il senso del Comune per il turismo


Mentre il portale Visit Ascoli, che era stato definito dal Comune “il sito ufficiale del turismo della città di Ascoli”, è fermo da 4 mesi, l’amministrazione comunale e il sindaco Castelli esultano per il presunto boom di turisti di Pasqua. Ma i numeri alimentano qualche perplessità

E’ proprio vero che tutto è assolutamente relativo. C’è chi, ad esempio, ritiene uno straordinario successo e parla con enfasi di vero e proprio boom di fronte a mille visitatori e chi, invece, accoglie con moderata soddisfazione, ritenendolo un risultato buono ma non straordinario, dati tre volte migliori. Basta spostarsi di poche decine di chilometri e passare da Ascoli a Macerata per avere una visione delle cose completamente differente. In una città come il capoluogo piceno nel quale, quanto a programmazione e promozione turistica, siamo ancora a livelli da terzo mondo, è comprensibile che si esulti e si gridi allo straordinario successo di fronte a cifre (mille visitatori) che invece in una città “normale”, dove da anni si programma e si mettono in campo iniziative serie ed efficaci per la promozione del territorio, sarebbero considerate deludenti, quasi un fallimento.

La differenza è tutta qui, chi affida tutto o quasi al caso, senza volere o essere in grado di programmare un bel niente, senza essere mai capace di realizzare iniziative promozionali serie ed efficaci, non può che stupirsi e, di conseguenza, gridare all’incredibile successo anche di fronte a dati assolutamente normali. Chi invece da anni programma seriamente e concretamente non può che considerare normali, quasi di routine cifre e dati di ben altro livello. In tal senso sono assolutamente esemplificativi i comunicati post festività pasquali del Comune di Ascoli e di quello di Macerata. “Boom ad Ascoli di visitatori per la mostra su Cola d’Amatrice, quasi 1000 ingressi durante le festività pasquali” titola il comunicato stampa dell’amministrazione comunale.

Siamo orgogliosi che un numero così elevato di persone abbia visitato la prestigiosa mostra dedicata a Cola dell’Amatrice” commenta, all’interno del comunicato stampa stesso, il sindaco Castelli. Che poi, con la solita enfasi, aggiunge “i tanti turisti che hanno affollato la nostra città nel periodo pasquale testimoniano sempre di più di come Ascoli stia diventando un riferimento per gli amanti dell’arte, della cultura e dell’enogastronomia” “Oltre 3.200 visitatori in città. Palazzo Buonaccorsi il più gettonato dai turisti” si legge invece nel comunicato stampa di commento alle festività pasquali del Comune di Macerata. Che poi snocciola i dati relativi alle visite nelle principali strutture cittadine (oltre Palazzo Buonaccorsi da segnalare i 1.200 turisti che hanno visitato lo Sferisterio), lasciando trasparire una comprensibile giustificazione ma senza lasciarsi andare a proclami trionfalistici come, invece, fa il primo cittadino ascolano.

Sarebbe sin troppo facile ironizzare e chiedere al sindaco Castelli se, per quasi mille visitatori, “Ascoli sta diventando un riferimento” cosa mai starà diventando Macerata che di visitatori ne ha fatti registrare il triplo. Ironia a parte la verità è sin troppo semplice come dimostrano i fatti di queste ultime settimane, di questi ultimi giorni. Abbiamo ampiamente raccontato il mese scorso di come alla più importante fiera nazionale del turismo (la Bit di Milano) c’erano in massa i principali rappresentanti istituzionali del territorio maceratese, con il sindaco di Macerata Carancini in testa, mentre erano completamente assenti i rappresentanti istituzionali del territorio ascolano.

Potremmo parlare a lungo di come Ascoli e Macerata stia promuovendo le rispettive grandi mostre del 2018, quella su Cola d’Amatrice nel capoluogo piceno e quella su Lorenzo Lotto in programma in autunno a Palazzo Buonaccorsi. Di come il sindaco Castelli da un lato non perda occasione per magnificare la grande opera di promozione che, a suo dire, l’amministrazione comunale starebbe facendo dell’evento, mentre dall’altro, senza tanti proclami, la mostra che si aprirà ad ottobre 2018 a Macerata è già al centro dell’attenzione di tutte le riviste e i siti specializzati di settore, compresi quelli più autorevoli internazionali (grazie anche all’abilità degli amministratori maceratesi che sono riusciti ad inserirsi in un network internazionale con Londra e Parigi). Abbiamo, inoltre, già parlato della vicenda relativa ai cartelloni promozionali sull’A14 nei quali Ascoli promuove le olive ascolane mentre Macerata (come tutte le altre località marchigiane) promuove i propri luoghi di arte e cultura (nello specifico lo Sferisterio).

Ma c’è una vicenda, tornata a galla proprio in queste ora grazie alla denuncia del consigliere comunale Francesco Ameli, che meglio di ogni altra fotografa ed evidenzia meglio tante altre parole quale sia la situazione nel capoluogo piceno per quanto riguarda la promozione turistica. Stiamo parlando del portale turistico Visit Ascoli, quello che enfaticamente (tanto per cambiare) era stato presentato dall’amministrazione comunale come “il sito ufficiale del turismo della città di Ascoli”, ormai da 4 mesi praticamente fermo e non aggiornato.

Nel momento e nel periodo dell’anno tradizionalmente più importante per quanto riguarda la programmazione turistica, mentre tutte le altre amministrazioni e gli altri territori compiono il massimo sforzo a livello promozionale, nel capoluogo piceno neppure ci si preoccupa di tenere aggiornato e vivo quello che dovrebbe essere il vero punto di riferimento per il turismo cittadino.

Da sempre  siamo convinti dell’importanza del ruolo del turismo, quale componente fondamentale per garantire il futuro della città – scrive il consigliere comunale del Pd Ameli – chi non ha mai detto o pensato “Ascoli potrebbe vivere di turismo! Le tante persone che hanno visitato la città nelle vacanze pasquali ne sono l’esempio. Eppure qualcosa non funziona. Di sicuro, non sono state incuriosite dagli eventi e dalle iniziative promosse on line perché di esse non c’è alcuna una traccia. Poco più di due anni fa, dopo lunghissime attese e purtroppo una gaffe alla Borsa internazionale del Turismo, è stato presentato il portale Visit Ascoli, il “sito ufficiale del turismo della città di Ascoli Piceno”.

Ma a quanto pare, le cose belle durano poco. Purtroppo da fine 2017 non ci sono segni di vita! Il progetto, avviato ad Ottobre 2015, con un budget Ministeriale complessivo di quasi 800000 euro (ottocentomilaeuro) si articolava su 23 mesi ed ha coinvolto molte giovani figure ed energie professionali.  Un’amministrazione virtuosa, amante della propria realtà cittadina, al termine dei 23 mesi avrebbe messo in atto azioni tese ad un investimento sul sito ufficiale del turismo della propria città e all’implementazione di quanto di buono fatto fino ad ora. Badate bene, quasi 4 persone su 5 organizzano le proprie vacanze on line. Perché quindi, sottovalutarne le potenzialità!  Purtroppo tutto ciò non è una novità: da mesi siamo privi di un assessore agli Eventi ed al Turismo, e quello alla cultura è stata sempre latitante ed ora ha impegni romani… Non vorremmo che anche questo interessante progetto diventi un mordi e.. Fuggi!  E’ importantissima la riattivazione del sito ufficiale del turismo della città di Ascoli Piceno unitamente alla creazione di contenuti utili a pubblicizzare le tante iniziative che vengono promosse”.

Sarebbe davvero importante, ma non sarà facile farlo comprendere a chi esulta con toni trionfalistici per risultati che altrove sarebbero considerati quasi deludenti…

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