Ancora un “giallo” sulla riapertura del teatro Filarmonici


Saltata anche la scadenza di marzo e il concerto di Dente & Catalano  in programma venerdì 16, sulle sorti del teatro ascolano è sceso il silenzio. Poi lunedì 19 l’annuncio dell’Amat secondo cui il Filarmonici ospiterà due eventi del festival App in programma a fine maggio

Cosa saranno mai 2 mesi in più dopo aver atteso 18  anni? Dopo una serie di rinvii da guiness dei primati il teatro Filarmonici finalmente dovrebbe riaprire a maggio e non come a marzo come era stato promesso e annunciato. In realtà notizie e annunci ufficiali non ce ne sono, nell’imbarazzato silenzio del Comune la notizia si evince dalla conferenza stampa di presentazione del festival App.

Meglio cosi perché negli ultimi anni troppe volte avevamo ascoltato i tradizionali annunci roboanti, puntualmente poi smentiti dai fatti, del primo cittadino. Che, dopo 17 anni di attesa, finalmente ci avevano assicurato che il teatro Filarmonici sarebbe stato riaperto ad inizio 2018. “Da gennaio il Filarmonici potrà entrare in funzione” annunciava Castelli nel novembre 2017, cioè nel momento in cui era arrivata per l’ennesima volta la data prevista per la riapertura e, ovviamente, il teatro continuava a rimanere chiuso. Un film già visto sin troppe volte negli ultimi tempi.

Da anni ormai assistiamo al solito insulso teatrino, con il sindaco e l’amministrazione comunale che annunciano la data della riapertura poi, quando si avvicina il momento, come se niente fosse si indica una nuova data con qualche improponibile giustificazione e motivazione. A novembre 2017 la novità, che ovviamente nessuno dell’amministrazione comunale ha mai spiegato in che modo potesse influire, era rappresentata dal finanziamento di 7 milioni di euro per il progetto Iti aree urbane. Che, in realtà, trattandosi di un bando per la riqualificazione delle aree urbane degradate, con la riapertura del teatro Filarmonici c’entrava come “i cavoli a merenda”. Però, dopo aver atteso 17 anni, dopo aver visto passare una dopo l’altra tutte le scadenze indicate dalla nostra amministrazione, non c’è più neppure la voglia di essere così pignoli e fiscali.

Il problema è che a gennaio, nonostante il finanziamento di Iti aree urbane, il Filarmonici non è stato assolutamente riaperto. E questa volta nel silenzio più assoluto dell’amministrazione comunale. Umanamente comprensibile perché non deve essere per niente facile ogni volta inventarsi qualcosa per giustificare l’ennesimo fallimento. Perché è evidente e indiscutibile che dopo 17 anni di promesse, ogni scadenza non rispettata equivale ad un fallimento. A squarciare il silenzio del Comune, però, ci ha pensato il prof. Papetti. Che, accompagnando in visita alla Pinacoteca la delegazione regionale della nuova Fondazione Rete Lirica delle Marche, aveva svelato che la riapertura era fissata per il 7 marzo.

Non solo, a rendere il tutto più credibile, nelle ore successive è stato anche svelato il primo spettacolo che si sarebbe svolto nel rinnovato Filarmonici, il 16 marzo la tappa del tour “Contemporaneamente insieme” di Dente & Guido Catalano (e sul sito che promuove il tour era apparsa la data del 16 marzo ad Ascoli). Sappiamo tutti come poi sono andate le cose, siamo al 20 marzo e il teatro ascolano continua a rimanere chiuso (con, tra l’altro, il mistero che ogni tanto la sera tarda scatta l’allarme…).

Ovviamente il 16 marzo scorso non c’è stato alcun concerto di Dente & Catalano che, vista l’indisponibilità del Filarmonici, quella stessa sera si sono esibiti a Castelfidardo, al teatro Astra. Il tutto senza che dal sindaco o dall’amministrazione comunale arrivasse qualche spiegazione, qualche parola su quanto stesse accadendo. Il Comune, in realtà, non ha neppure comunicato che il concerto non si teneva più ad Ascoli e fino a qualche settimana prima, pur insospettiti da un innaturale silenzio (per un evento così importante) c’era comunque la convinzione che quel concerto si sarebbe davvero svolto al teatro Filarmonici.

Poi, all’improvviso, sul sito che promuove il tour la data ascolana è scomparsa e, dopo un paio di giorni, è ricomparsa modificata (con il riferimento giusto a Castelfidardo). E, di conseguenza, si è capito che neppure marzo sarebbe stato il mese giusto. Ora, sempre nel silenzio dell’amministrazione comunale, ecco spuntare una nuova data. In realtà nella conferenza di stampa di presentazione del festival di arti sceniche contemporanee “App –Ascoli Piceno Present” non si è parlato della riapertura né tanto meno di una qualche cerimonia di inaugurazione (dopo 18 anni di attesa sarebbe il minimo).

Però nel programma del festival stesso, che si svolgerà il 25 e 26 maggio, in calendario ci sono due appuntamenti che dovrebbero svolgersi proprio al teatro Filarmonici: venerdì 25 maggio la nuova opera di Emma Dante “la scortecata”, sabato 26 maggio il testo vincitore del Critics’ Circle Award 2013 “The effect” diretto da Silvio Peroni. Secondo logica, quindi, a maggio 2018 finalmente il teatro Filarmonici dovrebbe riaprire. Il condizionale à d’obbligo innanzitutto perché dopo 18 anni di attesa e di annunci la cautela è inevitabile. Soprattutto, però, perché è davvero strano che dall’amministrazione comunale non arrivi alcuna notizia ufficiale.

Il sindaco Castelli, tra l’altro, era presente alla conferenza stampa e non ha detto nulla in proposito mentre il direttore dell’Amat, Gilberto Santini, presentava il programma del festival citando anche il teatro Filarmonici come sede di alcuni spettacoli. L’ennesimo mistero di una telenovela lunga 18 anni che può essere considerata una sorta di manifesto di come funzionano (anzi, non funzionano) le cose in questa amministrazione comunale. La speranza naturalmente è che questa volta ci siamo davvero, che finalmente è realmente arrivato il momento di chiudere questa interminabile querelle. Augurandoci, al contempo, di non trovarci di fronte per l’ennesima volta ad una riapertura di facciata, o più propriamente, ad una riapertura farsa come già accaduto in passato.

Nell’estate 2013, ad esempio, il teatro fu riaperto per ospitare un paio di eventi della rassegna “L’Altra Italia”, nell’entusiasmo del sindaco Castelli e dell’amministrazione comunale che annunciavano l’inizio di una era per il Filarmonici. Abbiamo visto tutti come poi sono andate le cose, 5 anni dopo siamo ancora nella stessa situazione. Situazione analoga è accaduta anche l’anno scorso, proprio a marzo, in occasione delle giornate del Fai. Teatro riaperto, con annessi annunci per la restituzione alla città di un contenitore culturale così importante. Che, però, dopo i fasti di una sola giornata è tornato così come era prima, cioè chiuso ed inutilizzato.

Questa volta al momento, al di là dell’indicazione arrivata da quella conferenza stampa, non ci sono annunci ufficiali e proclami roboanti. Il timore che si possa trattare per l’ennesima volta di una breve e paradossale riapertura c’è. Ovviamente la speranza è che invece davvero questa sia la volta buona, che davvero da maggio il teatro Filarmonici torna a disposizione della città. Se così fosse, sarebbe comunque giusto festeggiare perché sarebbe in ogni caso un evento molto importante. Naturalmente, senza dimentica l’indegno teatrino di questi 18 anni…

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