“Omaggio” della Regione alla città di Ascoli, al via la mostra su Cola dell’Amatrice


Verrà inaugurata sabato 17 marzo la mostra “Cola dell’Amatrice tra Pinturicchio e Raffaello”, la terza delle esposizioni previste da “Mostrare le Marche”, il progetto ideato e voluto dalla Regione per rilanciare e rivitalizzare le zone colpite dal terremoto

Non sta certo avendo il risalto che meriterebbe quello che indiscutibilmente è l’evento culturale della primavera e dell’estate ascolana. Parliamo della mostra “Cola dell’Amatrice tra Pinturicchio e Raffaello” che verrà inaugurata sabato 17 marzo. Maggior risalto hanno, invece, avuto le vicende che ruotano dietro a questa straordinaria mostra che ci accompagnerà fino al 15 luglio e che, è bene ricordarlo, è stata fortemente voluta dalla Regione per cercare di rivitalizzare anche da un punto di vista culturale le zone colpite dal terremoto.

La mostra è, infatti, la terza delle esposizioni previste dal progetto “Mostrare le Marche”, un programma di eventi espositivi ed itinerari culturali volti alla rivitalizzazione socio-economico e turistico-culturale dei luoghi in crisi nato, appunto, su iniziativa della giunta regionale. In realtà, come si legge nel documento istruttorio della delibera regionale n. 947 del 7 agosto 2017, a promuovere questa che si può definire una vera e propria mobilitazione a supporto dell’arte nelle zone colpite dal sisma, sono stati inizialmente i sindaci e gli assessori alla cultura maceratesi che il 12 dicembre 2016 hanno sottoscritto un documento dal titolo “L’arte deve restare” recepito poi dall’Anci Marche.

Da lì è nato, poi, un percorso guidato dalla Regione (e in particolare dall’assessore al turismo Pieroni) che ha portato prima alla costituzione di una Commissione, a cui sono stati invitati a partecipare i sindaci dei territori colpiti dal sisma (quindi anche quello di Ascoli), e poi di un  Comitato di Studio presieduto dal prof. Antonio Paolucci (ministro per i beni culturali dal gennaio 1995 al giugno 1996 e attuale direttore dei Musei Vaticani). Che il 5 giugno 2017 ha approvato il programma proposto dalla Regione, dal titolo “Mostrare le Marche”, con il conseguente calendario delle esposizioni, alcune in programma entro fine 2017 (tra cui quella di Ascoli) e altre nel corso del 2018. Il 29 agosto 2017, con delibera n. 141, il Comune di Ascoli ratificava la propria adesione al progetto, approvando lo schema di Protocollo d’Intesa con i soggetti attuatori.

Significativo, tra l’altro, è uno dei passaggi di quella delibera siglata, è bene ricordarlo, dal sindaco Castelli e da tutti gli assessori della giunta comunale. “La Regione Marche – si legge nella delibera – in tutti questi mesi post terremoto si è particolarmente contraddistinta per il sostegno reciproco che gli Enti locali, le istituzioni e soprattutto le popolazioni così duramente colpite si sono date per fronteggiare dapprima le emergenze e poi la ripresa”. Un inatteso e insospettabile elogio dell’operato della Regione nel post terremoto da parte di chi, come il primo cittadino ascolano, in realtà in pubblico non ha fatto altro che criticare, piuttosto ferocemente, l’operato della Regione stessa.

Tornando al progetto regionale, nella stessa delibera n. 141 si legge anche che “il Comune di Ascoli è stato designato quale soggetto ospitante della mostra “Cola dell’Amatrice pittore eccentrico tra Pinturicchio e Raffaello” che sarà allestita nelle prestigiose sale della Pinacoteca Civica dal 7 dicembre 2017 al 3 aprile 2018”.

Tutta questa lunga ricostruzione dell’iter che ha portato allo svolgimento della mostra che prenderà il via sabato 17 marzo (quindi 4 mesi dopo rispetto al previsto) è importante perché proprio il sindaco Castelli, a dispetto di quanto riportato in quella delibera di agosto, nelle settimane scorse aveva raccontato tutta un’altra storia. E lo aveva fatto non a caso, per provare a uscire fuori dai pasticci in cui la sua amministrazione comunale si era ritrovata per aver inspiegabilmente disertato (insieme al suo collega di San Benedetto) la più importante fiera internazionale del turismo che si svolge in Italia (la Bit di Milano).

Allora aveva provato a far credere che in realtà il Comune di Ascoli era presente, proprio per presentare quella mostra. Nel farlo, però, aveva clamorosamente sbagliato ad inviare (insieme ad un comunicato stampa) la foto nella quale si vedeva con chiarezza che, in realtà, quella che si stava svolgendo nel padiglione delle Marche era la presentazione di un’altra mostra (di quella in programma ad Ascoli, si è poi scoperto, se ne era parlato esclusivamente nell’ambito della presentazione del progetto regionale “Mostrare le Marche”).

“La mostra dedicata a Cola dell’Amatrice rientra in una più ampia strategia di promozione della città messa in campo dall’amministrazione comunale per rilanciare il turismo nel territorio dopo il terremoto, operazione della quale fanno parte anche altri interventi di grande visibilità, come il posizionamento lungo il tracciato della A 14 di grandi pannelli dedicati alla città” dichiarava in quel comunicato stampa il sindaco Castelli. Che, poi, sottolineava come il periodo della mostra era stato scelto strategicamente dal Comune “per consentire ai turisti di apprezzare anche altre iniziative che si terranno in città, come l’ormai tradizionale appuntamento di “Fritto Misto” ed il concorso internazionale biennale dell’Arte ceramica”.

Come capita sempre più spesso, la realtà raccontata dagli atti ufficiali (gli unici che fanno fede) è assai differente. Abbiamo già visto che, in realtà, la mostra nasce su iniziativa della Regione, quindi eventualmente “la più ampia strategia di promozione della città” sarebbe della Regione stessa e non del Comune. Ma non è veritiero neppure che il periodo della mostra sia stato scelto strategicamente per farlo combaciare con altre importanti iniziative. Infatti quelle citate dal sindaco si svolgono rispettivamente il 24 aprile (Fritto Misto) e il 1 maggio (Arte ceramica). Ma la mostra su Cola d’Amatrice doveva svolgersi dal 7 dicembre 2017 al 3 aprile 2018, quindi doveva concludersi molto prima.

E lo stesso primo cittadino confessa che lo spostamento della data non è dipeso certo dalla volontà di farla coincidere con quegli eventi. Lo fa, ancora una volta, in un atto pubblico, la delibera n. 43 del 28 febbraio (“Organizzazione della mostra “Cola dell’Amatrice pittore eccentrico tra Pinturicchio e Raffaello” nell’ambito del programma solidale predisposto dalla Regione Marche per valorizzare i territori colpiti dal sisma”). “La città di Ascoli è stata designata quale soggetto ospitante della mostra – si legge in delibera – dal 17 marzo al 15 luglio, diversamente da quanto stabilito inizialmente che prevedeva il periodo dal 7 dicembre 2017 al 3 aprile 2018, a seguito di un avvio posticipato dell’intero programma delle iniziative e, quindi, per evitare il sovrapporsi con mostre organizzate in altre città”.

Poco più di 10 dopo aver affermato determinate cose (il comunicato stampa con le affermazioni del sindaco è del 15 febbraio, la delibera di giunta del 28 febbraio), il primo cittadino smentisce clamorosamente se stesso, affermando innanzitutto che l’iniziativa è della Regione e, soprattutto, dimostrando inequivocabilmente che quella data è assolutamente casuale, non certo scelta in considerazione degli altri eventi cittadini. Per altro la realtà è, incredibilmente, ancora differente perché lo slittamento non è stato determinato ad un avvio posticipato dell’intero programma regionale quanto ad un malinteso tra lo stesso Comune, che credeva che l’iniziativa fosse completamente finanziata dalla Regione, e la Regione stessa che invece ha chiesto un contributo di partecipazione da parte dell’amministrazione comunale.

Alla fine il costo presunto della mostra (179 mila euro) è stato coperto per 95 mila euro grazie al contributo regionale e per i restanti 84 mila euro grazie a due sponsor, Bim Tronto e Piceno Gas. Ci sarebbe da aggiungere anche che al momento la promessa (dal sindaco) campagna di promozione dell’evento praticamente non si è vista, con appena 1.500 euro investiti per una pagina (pubblicata diverse settimane fa) su “Repubblica”. Praticamente nulla rispetto alle ben più consistenti campagne di promozione che stanno portando avanti le altre località marchigiane.

Al di là di ogni considerazione, però, ciò che ora conta è che il conto alla rovescia è finito e a partire da domani (sabato 17 marzo) presso la Pinacoteca e la Sala Cola dell’Amatrice si potranno ammirare una sessantina di opere di artisti del calibro di Raffaello, Pinturicchio, Perugino, Crivelli, Signorelli, Pietro Vannini. Uno spettacolo assolutamente da non perdere.

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