Vendita di Piceno Gas: al Comune i soldi, ai cittadini-utenti i disagi e i disservizi


A novembre il Comune ha ceduto alla multiutility del gas Estra l’ultimo 10% di Piceno Gas, incassando complessivamente ben 14 milioni di euro. Un passaggio non indolore per i cittadini-utenti che dopo mesi lamentano ancora diversi disagi

Al Comune i soldi per mettere le “pezze” ad un bilancio che faceva (e probabilmente ancora fa, visti i continui ricorsi ad anticipazioni di cassa) acqua da tutte le parti. Ai cittadini tutti i disagi che una simile scelta ha determinato e sta continuando a determinare. E’ questo al momento il risultato che, in estrema sintesi, è scaturito dalla vendita di Piceno Gas ai privati. Come si ricorderà l’azienda comunale è stata acquisita, in due successive tappe, dalla multiutility del gas Estra che dal marzo scorso detiene il 90% di Piceno Gas Vendita.

Molto si è discusso e si è polemizzato su questa operazione, non solo contestandone la validità ma anche e soprattutto criticando ferocemente le ragioni che hanno spinto l’amministrazione comunale ad effettuare un simile passo, esplicitate dagli stessi amministratori comunali. Dopo la vendita della prima tranche, in consiglio comunale l’assessore Tega ammise candidamente che i 6 milioni incassati servivano per pagare i debiti del Comune. E, quando è stata perfezionata la seconda parte della vendita, lo stesso sindaco Castelli, pur se con un lunghissimo giro di parole, sempre in Consiglio comunale fu costretto ad ammettere che i quasi 13 milioni di euro incassati non potevano essere utilizzati per ricomprare i parcheggi o per effettuare le verifiche di vulnerabilità sismica nelle scuole cittadine perché servivano per sistemare il bilancio comunale.

Ci sarebbe molto da discutere su questo modo di gestire e di “sperperare” un patrimonio importante come quello rappresentato dalla società comunale. Ne abbiamo già ampiamente parlato e non vogliamo ribadire quanto più volte sottolineato. Ci preme, invece, sottolineare che, pur con tutte le perplessità sull’operazione, se almeno anche gli utenti, e principalmente i cittadini ascolani, ne avessero tratto benefici sarebbe stato tutto più accettabile. E, invece, a giudicare dalle ripetute segnalazioni degli utenti stessi e da quanto sta accadendo non sembra affatto che sia così.

Anzi, si registra al momento un deciso peggioramento della qualità del servizio sotto diversi punti di vista, tra “bollette pazze” (ad agosto molto cittadini si sono visti recapitare bollette con cifre esagerate e, spesso, sbagliate), temporanea impossibilità di effettuare operazioni on line che prima erano consentite e, soprattutto, insufficiente comunicazione con gli utenti e tanta confusione. “E’ veramente un delirio” commenta un utente dopo l’arrivo dell’ultima bolletta, fino a dicembre 2017, nella quale viene riportato anche una sorta di breve comunicato sulla cessione della società e, quindi, il passaggio della gestione del servizio ad Estra.

Nessuno sa nulla su come viene gestita la comunicazione con la nuova società – ci spiega un utente – su come bisogna fare per accedere al nuovo pannello, al nuovo numero di telefono. Ho chiamato Estra facendo presente che posso accedere al vecchio pannello ma non al nuovo e mi hanno risposto che questo è un falso problema, che basta chiamare loro al telefono. Stiamo predisponendo il nuovo sistema, mi hanno detto, sottolineando che probabilmente daranno comunicazione agli utenti con la prossima bolletta”. Intanto, però, chi vuole fare l’auto lettura per evitare di ricevere bollette non corrispondenti alla realtà al momento ha grosse difficoltà.

Un problema che già si era evidenziato nei mesi scorsi quando alcuni utenti avevano segnalato che dal sito praticamente non si poteva fare alcuna operazione. Prima invece, inserendo il proprio codice clienti, si potevano effettuare diverse operazioni. Un servizio molto importante e di certo utile per gli utenti. Dal sito stesso, infatti, si poteva effettuare il pagamento on line, accedere allo storico delle proprie bollette (tutte le vecchie bollette), inviare l’autolettura. A peggiorare la situazione, poi, a chi chiamava per informazioni il numero verde di Piceno Gas venivano date notizie vaghe e senza alcuna precisa indicazione, con la conferma che in effetti certi servizi non erano attivi perché c’era stato il cambio del proprietario e che probabilmente presto ci sarebbe stato un nuovo portale.

Con il “probabilmente” che, però, veniva rimarcato più volte a sottolineare che in realtà di certezze per il futuro non ve ne erano. Al punto che, di fronte alle richieste degli utenti che volevano sapere se nell’ipotetico nuovo portale ci sarebbe stata nuovamente la possibilità di effettuare determinate operazioni on line, l’addetta al telefono non poteva che rispondere con un laconico ed eloquente “non sappiamo nulla”.

Prima le cose funzionavano – ci confessava allora un utente – si riusciva a fare tutte le operazioni. Ora entrando nel link per il pagamento delle fatture si apre una pagina bianca e, quindi, non è possibile effettuare il pagamento on line, la pagina per l’autolettura non c’è più e lo storico delle bollette è stata drasticamente ridotto. Il tutto all’improvviso, senza che ci sia stato comunicato nulla, senza darci una spiegazione”. Qualche mese dopo la situazione non è migliorata di molto, tanto che al telefono l’operatrice che risponde ripete, come allora, che si sta preparando il nuovo sistema.

Eppure è quasi un anno che Estra ha acquisito la maggioranza di Piceno Gas, era il marzo 2017 quando acquisiva un ulteriore 45%, possedendo così il 90% della società. Che qualche disguido e disservizio potesse inizialmente esserci si poteva mettere in preventivo, ma che dopo tutto questo tempo la situazione fosse ancora tale non è proprio il massimo. A novembre, per giunta, Estra ha acquisito il restante 10%, quindi ha ora il 100% della società. “Siamo riusciti ad incassare 14 milioni di euro” affermava soddisfatto il sindaco Castelli. Soldi indispensabili per dare ossigeno ad un bilancio comunale perennemente in difficoltà.

In sintesi da tutta questa operazione il Comune ha incassato gli euro di cui avevano bisogno e poco interessa se intanto i cittadini-utenti devono di contro sopportare i disagi e disservizi che ne conseguono. Così va il mondo, almeno ad Ascoli Piceno…

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