L’esempio di un 21enne pesarese inchioda il sindaco di Offida


Gianluca Vichi, 21enne pesarese scelto a maggio da Renzi tra i 20 millenians da inserire nella direzione Pd, si è immediatamente dimesso dopo essersi reso protagonista di un brutto episodio nei confronti di un arbitro. Lucciarini, invece, resta incredibilmente al suo posto…

Chissà cosa avrà pensato il sindaco di Offida Lucciarini nell’apprendere che un suo giovanissimo compagno di partito, il 21enne pesarese Gianluca Vichi, ha deciso di dimettersi dalla Direzione Nazionale del Pd dopo essersi macchiato di un brutto episodio di violenza.

Già perché il primo cittadino offidano si è ben guardato dal fare lo stesso, nonostante la tristemente nota vicenda che lo ha coinvolto non fosse certo meno grave, anzi per certi versi è ancora più inqualificabile. Lucciarini, infatti, si è reso protagonista di un episodio di violenza nei confronti di una donna nel corso del Bove Finto (e per mesi ha cercato di sminuire l’accaduto fino a che non è stato reso noto il video che lo inchioda clamorosamente alle sue responsabilità), Vichi ha perso la testa nel corso di una partita di calcio colpendo l’arbitro con una ginocchiata alle costole. Il “fattaccio” è accaduto nel corso di una partita in trasferta della squadra di cui il 21enne pesarese è vicepresidente.

Quando l’arbitro ha negato un rigore alla propria squadra, Vichi si è alzato dalla panchina e ha colpito l’arbitro. Per questo si è beccato una squalifica di 2 anni e mezzo ed una multa di 500 euro. Il giovane pesarese faceva parte dei 20 millenians (ragazzi tra i 19 e i 29 anni) che nella primavera scorsa Renzi ha voluto inserire nella direzione del Pd. A dimostrazione che a volte anche un ragazzo così giovane può essere molto più maturo, responsabile e cosciente rispetto ad una persona adulta, Vichi dopo l’accaduto non ci ha pensato due volte a farsi da parte, perfettamente e giustamente conscio che non può rivestire un ruolo così importante (e men che mai potrebbe rivestire un ruolo pubblico) chi si è macchiato di simili gesti.

Gli errori servono per crescere e sono sicuro che questa vicenda mi aiuterà a gestire ogni tipo di situazione che si presenterà davanti a me – scrive Vichi nel comunicato con il quale ha annunciato la sua decisione – ma in questi giorni mi sono ricordato di avere una grande fortuna, ossia quella di essere circondato da persone vere che, nonostante abbiano condannato in maniera ferma e sacrosanta l’accaduto, mi hanno mostrato un affetto e una stima straordinari e alla comunità del Partito Democratico a tutti i livelli devo solo dire grazie per la fiducia che mi ha dato e mi dà. Proprio perché ho sempre messo davanti il bene del partito rispetto al destino personale, decido di compiere un gesto di responsabilità dimettendomi da componente della Direzione Nazionale, con la promessa che il impegno nel Pd e nei Giovani Democratici prosegue con generosità e altruisimo”.

Detto che resta inaccettabile e grave il gesto di violenza del giovane pesarese, non possiamo che apprezzare la sua dignitosissima reazione e la sua sacrosanta (quanto inevitabile) decisione. Nella vita, a maggior ragione a quell’età, si possono commettere degli errori, anche gravi (perché qualsiasi episodio di violenza non può che essere giudicato gravissimo), però va ammirato e apprezzato chi ha il coraggio di riconoscerlo e, a maggior ragione, chi ha l’onestà intellettuale di accettare con dignità le inevitabili conseguenze del proprio errore.

Coraggio, onestà intellettuale e dignità che vanno riconosciute al 21enne pesarese e che invece sono completamente mancate al più adulto sindaco offidano che non ha reputato necessario e opportuno farsi da parte dopo il suo grave comportamento (con l’altrettanto inaccettabile assenso del Pd, sia a livello provinciale che regionale, che non ha ritenuto opportuno prendere le distanze da Lucciarini). Gianluca Vichi, dall’alto dei suoi 21 anni, ha dato una vera e propria lezione al sindaco di Offida e in parte anche al suo partito, dimostrando che non si può e non si deve rimanere legati alla poltrona sempre e comunque, a prescindere da ciò che di grave accade.

Da parte sua, invece, Lucciarini non solo non ha avuto la stessa grande dignità mostrata dal suo giovane compagno di partito ma, addirittura, ha avuto l’impudenza di partecipare e intervenire ad un incontro al teatro cittadino sul tema della violenza sulle donne (vedi l’articolo “Senza vergogna”). E ci rifiutiamo di credere ai “rumors” e alle previsioni che si fanno (riportate anche da diversi quotidiani locali e nazionali) e che vorrebbero addirittura lo stesso Lucciarini come possibile candidato per il Pd nel collegio uninominale del territorio piceno per la Camera.

Non possiamo davvero credere che si possa cadere così in basso, sarebbe una scelta inaccettabile (e dalle conseguenze inevitabilmente e giustamente disastrose per il Pd stesso), una macchia che resterebbe indelebile (a prescindere dallo stesso risultato che determinerebbe) nella storia del Partito democratico locale.

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