Il muretto di via delle Begonie e il “miracolo” della moltiplicazione dei giorni…


Secondo il sindaco la prima parte dei lavori doveva durare 30 giorni ma, dopo 8 mesi, non è ancora completata. Intanto è stata aggiudicata la seconda parte dei lavori che per il primo cittadino dovrebbe durare 30 giorni, per la determina di settembre 60 e per quella di novembre 100…

Con tutte le precauzioni del caso (quando si tratta di lavori pubblici ad Ascoli non esistono mai date e scadenze certe) forse finalmente ci siamo. A marzo 2018 il muretto di via delle Begonie, crollato sotto il peso della neve il 17 gennaio 2017, dovrebbe essere pronto, con la conclusione dell’intervento per la sua ricostruzione.

Questo, almeno, è quanto emerge dalla determina n. 1888 del 7 novembre scorso (“Procedura negoziata per l’affidamento dei lavori di ricostruzione parziale e consolidamento del muro di via delle Begonie. Aggiudicazione”) nella quale, tra le altre cose, si determina “di stabilire il tempo utile per dare compiuti i lavori in 100 giorni naturali e consecutivi a decorrere dalla data del verbale di consegna, così come previsto dall’art. 2.10 del Capitolato Speciale di appalto”. Considerando che, dopo l’aggiudicazione avvenuta con la determina citata, la consegna dei lavori dovrebbe presumibilmente avvenire entro la fine di novembre (almeno si spera), se davvero i lavori in proposito verranno completati in 100 giorni il muretto ricostruito sarà pronto a metà marzo, circa 14 mesi dopo il suo crollo.

Uno scandalo in qualsiasi altro posto, quasi un successo per l’andamento “messicano” dell’amministrazione comunale ascolana che, in genere, quando utilizza termini come “somma urgenza” o “in tempi rapidi” (come, appunto, nel caso del muretto di via delle Begonie) in realtà vuole intendere esattamente il contrario. Ed è a dir poco singolare come un intervento che, a giudicare da quanto sostenuto dal sindaco Castelli nel marzo scorso, sarebbe dovuto durare circa 60 giorni “salvo condizioni meteo avverse”, se davvero verrà rispettata la scadenza fissata in quella determina, alla fine sarà durato circa 360 giorni, “solamente” 6 volte tanto.

Poiché non ci risulta che in quest’ultimo anno il territorio piceno sia stato ininterrottamente flagellato da eventi atmosferici avversi, sarebbe curioso capire come sia stato possibile un simile incomprensibile ritardo. Intanto in attesa di capire se la scadenza di marzo 2018 verrà rispettata, la determina n. 1888 non solo non scioglie nessuno dei misteri che da mesi aleggiano su questo intervento (vedi articolo “Il mistero del muro di via delle Begonie”) ma, se possibile, contribuisce a rafforzare e ad alimentare tutte le perplessità su una vicenda che rischia davvero di trasformarsi nell’ennesima farsa, introducendo ulteriori elementi a dir poco paradossali.

In fondo, però, la surreale storia del muretto di via delle Begonie è una sorta di manifesto – simbolo di come funzionano (anzi, sarebbe meglio dire non funzionano…) le cose in questa amministrazione comunale quando si tratta di interventi pubblici importanti o urgenti, tra esasperante lentezza, scadenze puntualmente disattese e attesa infinita prima di vedere concretamente realizzata l’’opera da una parte e la più assoluta confusione e approssimazione negli atti comunali, dove spesso si scrive tutto e il contrario di tutto, al punto che può anche accadere che nel giro di pochi giorni uno stesso dirigente smentisce clamorosamente… se stesso, dall’altra. In questo caso dal crollo avvenuto il 17 gennaio 2017, che tra l’altro ha provocato la chiusura parziale di una via importante per Monticelli, si è dovuto aspettare fino ad inizio marzo per sapere il destino di quel muretto.

Poi ecco l’annuncio del sindaco Castelli che, sul sito internet del Comune, informa i cittadini che “i lavori partiranno nei prossimi giorni” per un costo di circa 500 mila euro. Il primo cittadino svela che l’intervento si compone di due fasi, prima i lavori per migliorare la stabilità poi quelli per la ricostruzione. Il sindaco indica anche con assoluta chiarezza il cronoprogramma, parlando per la prima fase dei lavori di “una tempistica stimata sui 30 giorni” e per tutto l’intervento “è prevista una durata di 60 giorni salvo condizioni avverse”. Quindi, senza voler essere pignoli, per l’estate 2017 il muro doveva essere ricostruito e i lavori terminati. E, in effetti, le cose sembrano procedere in quella direzione, visto che il 10 marzo successivo (determina n. 317) i lavori per la prima fase dell’intervento vengono assegnati alla Nefer di Petriolo (la stessa che si è occupata dei lavori per la nuova tribuna est…).

Tralasciando altri aspetti della vicenda (come l’attribuire all’intervento la “somma urgenza” che ha permesso all’amministrazione comunale di attribuire i lavori senza bando…), è incredibile come da quel 10 marzo scenda un inspiegabile silenzio su quei lavori (che, ricordiamo, dovevano concludersi in 30 giorni). Bisognerà attendere il 23 agosto (determina n. 1260) per scoprire, oltre 5 mesi dopo, che la prima parte dell’intervento è tutt’altro che terminato, visto che viene liquidato alla Nefer il primo stato di avanzamento dei lavori. Intanto pochi giorni prima, il 9 agosto, con delibera n. 134, la giunta comunale approva il progetto preliminare per la seconda parte dell’intervento, con la successiva approvazione del progetto esecutivo e la contestuale gara di appalto “mediante procedura negoziata” (determina b, 1401 del 15 settembre).

Quindici giorni dopo, il 3 ottobre scorso, nella determina n. 1539 relativa all’affidamento dell’incarico professionale per la redazione della perizia di variante per la seconda fase dei lavori, finalmente si torna finalmente a parlare della prima parte dell’intervento, sostenendo che “i lavori sono in fase di ultimazione”. Sono passati quasi 7 mesi (oltre 200 giorni) e quei lavori che, secondo il sindaco, dovevano essere effettuati in 30 giorni ad inizio ottobre sono ancora in corso. E la determina n. 1888 del 7 novembre con la quale vengono aggiudicati i lavori per la seconda parte dell’intervento (all’impresa Edile VNA di Raffadali in provincia di Agrigento) non ci svela se finalmente la prima parte dei lavori è completata.

In compenso, però, la determina del 7 novembre smentisce clamorosamente quella di settembre (la n. 1401 del 15 settembre) nella quale si stabiliva, per quanto riguarda la seconda parte dei lavori, che “la durata per l’esecuzione dei lavori è fissata nel disciplinare di esecuzione lavori in giorni 60 naturali e consecutivi a decorrere dalla data del verbale”.

Un mese e mezzo dopo, nella determina 1888, il progetto è sempre lo stesso, i lavori da realizzare sono sempre quelli ma, per una strana magia, quei 60 giorni diventano 100, naturalmente sulla base di quanto previsto dal capitolato di appalto. Che, chissà, forse è stato scritto e predisposto da qualcuno che in quel momento era ubriaco o, comunque, non troppo lucido, visto che nel disciplinare di esecuzione dei lavori ha scritto 60 giorni mentre nel capitolato di appalto 100. Ironia della sorte entrambe le determine, sia quella che stabilisce il termine dei lavori in 60 giorni sia quella dei 100 giorni, sono firmate dallo stesso dirigente comunale.

Misteri che, però, abbiamo imparato a capire che nell’amministrazione comunale ascolana sono praticamente la norma. Al di là di tutto, comunque, non resta che prendere per buona quest’ultima determina e, quindi, credere che davvero per marzo 2018 l’intero intervento sarà completato. Naturalmente sempre che nel frattempo non spunti fuori un’altra determina che porti quei 60 giorni, già divenuti “magicamente” 100, a 150 o 200…

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