Multe e ricorsi per l’autovelox, la Provincia dà i numeri


Dal 2014 ad oggi nelle strade provinciali dove sono stati installati gli autovelox sono state elevate 72.226 multe che hanno portato nelle casse provinciali poco più di un milione di euro. Effettuati 454 ricorsi pari allo 0,8% dei soggetti multati

I numeri non possono essere messi in discussione, la loro interpretazione si. E’ questo, in sostanza, ciò che emerge dal comunicato stampa firmato dal presidente della Provincia Paolo D’Erasmo in merito all’annosa “querelle” delle multe effettuate attraverso l’autovelox e sui ricorsi.

Perché i numeri complessive delle multe effettuate dalla comparsa degli autovelox sulle strade provinciali (2014) ad oggi sono sicuramente imponenti (oltre 72 mila), così come 454 ricorsi presentati alla Prefettura e al Giudice di Pace non possono certo essere considerati pochi. Però poi quei dati vanno rapportati ad altri numeri, ad altri fattori. E, allora, tutto può assumere una luce diversa, senza dimenticare da un lato che comunque 72 mila multe con l’autovelox, a prescindere dalla mole dei mezzi che transitano su quelle strade, rappresenta un numero impressionante e, dall’altra, che quando si discute di questo argomento bisogna sempre ricordare che alla base c’è sempre e comunque un’infrazione, il mancato rispetto di norme del codice della strada.

E’ opportuno fornire numeri e parametri che possano offrire una panoramica completa e significativa del servizio – afferma il presidente della Provincia –  innanzitutto è opportuno precisare che dal 2014 al 2017, nelle arterie provinciali soggette a controllo elettronico della velocità, sono state elevate 72.226 sanzioni che, rapportate a circa 52 milioni di passaggi di veicoli nel quadriennio, rappresentano lo 0,15% dei mezzi transitati. Un altro dato fortemente indicativo riguarda il numero dei ricorsi nel triennio 2015 – 2017: sulle 56.550 infrazioni accertate sono stati effettuati 454 ricorsi alla Prefettura o verso il Giudice di Pace: ciò significa che hanno fatto ricorso solo 0,8% dei soggetti multati.

Parlare quindi di “valanghe di ricorsi” o di “contenzioso esasperato” appare una suggestione alquanto lontana dalla realtà effettiva dei numeri. Nella massima trasparenza è anche opportuno evidenziare che, dal 2015 al 2017, l’incasso netto delle sanzioni stradali acquisito al Bilancio della Provincia è costantemente diminuito a dimostrazione della crescita della consapevolezza degli utenti nei confronti dei corretti comportamenti stradali con indubbi benefici sul piano della sicurezza. Nel 2015 l’importo netto delle sanzioni è stato di 468.352,23 euro, nel 2016 è sceso a 291.284,04 euro e il dato stimato nel 2017 è di 276.000,00 euro. Si tratta di cifre importanti ma che vanno inquadrate nell’ambito dei 40,5 milioni di euro che compongono le entrate correnti del Bilancio Provinciale.

In sostanza gli incassi delle sanzioni stradali rappresentano lo 0,6% delle entrate della Provincia. Da sottolineare inoltre che tali risorse sono state destinate alla manutenzione stradale e alle spese dirette o indirette riguardanti la viabilità. Questo è la fotografia dal 2015 ad oggi del sistema di monitoraggio di velocità, con dati riguardati sanzioni e ricorsi al di sotto della media nazionale”. Naturalmente per concludere non poteva mancare una doverosa precisazione per ricordare, anche e soprattutto a qualche amministratore locale un po’ distratto, a chi si deve l’installazione degli autovelox sulle strade provinciali.

Da evidenziare infine – afferma il presidente D’Erasmo – che i sistemi di monitoraggio di velocità sono stati installati dalla precedente Amministrazione Provinciale guidata dall’ex presidente Celani e che il sottoscritto ha disposto il miglioramento della segnaletica con l’installazione di pannelli luminosi per avvisare meglio gli utenti della presenza dei rilevatori di velocità”.

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