Scandalo al cimitero, tanto tuonò che piovve…


Dopo gli articoli-denuncia e l’esposto dell’Asur, nelle prossime ore partirà l’opera di rimozione dei rifiuti scaricati nei pressi del cimitero. E per le bare scoperchiate e i materiali di scarto il sindaco, pur ignorando le norme in materia, assicura l’intervento della cooperativa

E’ servito sollevare il cosiddetto “polverone mediatico” per avviare a soluzione (almeno si spera) una vergogna che si trascina da anni. E’ inutile, purtroppo nel nostro paese le cose funzionano in questo modo, in presenza di un problema grave, di una vera e propria vergogna (come, appunto, quella che da anni si sta perpetrando al cimitero di Ascoli) ampiamente nota alle istituzioni non si muove nulla, non si interviene fino a che la vicenda non viene portata all’attenzione dell’opinione pubblica.

Dovremmo essere in qualche modo contenti ed orgogliosi, perché nel caso del cimitero di Ascoli a sollevare il “polverone” siamo stati noi insieme a qualche altro quotidiano. Invece è a dir poco sconfortante constatare come troppo spesso le istituzioni non siano in grado (o, molto più probabilmente, non si preoccupino) di intervenire fino a che la vicenda non diventa di dominio pubblico. C’è poco da fare, purtroppo funziona in questo modo e così è accaduto anche in occasione della sconcertante vicenda che riguarda il cimitero di Borgo Solestà, denunciata la settimana scorsa da queste pagine (“Discarica abusiva e bare scoperchiate dietro al cimitero, la fotogallery della vergogna” e  “Discarica abusiva e bare scoperchiate al cimitero, l’Asur invoca un’ordinanza del sindaco”).

Lì, nella zona retrostante il cimitero (per capire meglio subito dietro, all’inizio della strada che porta a Mozzano), la stradina brecciata che conduce ad un’abitazione privata di fatto è diventata una discarica a cielo aperto dove da anni vengono abbandonati rifiuti di ogni genere e enormi cumuli di sfalci d’erba e rami secchi. Come se non bastasse nella parte retrostante del cimitero stesso, che confina con le terre della famiglia proprietaria dell’abitazione, c’è l’indegno deposito di bare vuote e materiale di scarto delle esumazioni ed estumulazioni, con il conseguente indecoroso e indegno spettacolo che, però, è poca cosa al confronto dell’insopportabile tanfo che quelle bare e quel materiale di scarto emanano.

Una storia che si trascina da tempo, ben nota alle istituzioni (Comune in testa), visto che diversi funzionari comunali (e anche qualche assessore) erano stati sul luogo, chiamati da quella esasperata famiglia. Che alla fine, vedendo che nulla si muoveva nonostante i ripetuti solleciti, ha deciso di rendere nota questa vergognosa situazione (oggetto, per altro, anche di una denuncia). E, d’incanto, ecco finalmente che qualcosa si muove. Il giorno successivo il primo articolo l’esposto dell’Asur (l’ispezione del dirigente medico e del tecnico della prevenzione c’era stata 15 giorni prima) per chiedere al sindaco un’immediata ordinanza sindacale.

Nel fine settimana, poi, sono arrivate anche le dichiarazioni del sindaco che ha reso noto di aver dato disposizioni per effettuare la pulizia della zona dai rifiuti e dalle bare e per fare in modo che vengano rispettate le regole di gestione e stoccaggio dei rifiuti da operazioni di esumazione ed estumulazione, con l’assicurazione che entro la ricorrenza dei defunti verrò restituito il giusto decoro al cimitero di Ascoli. Nella giornata di mercoledì 25 ottobre, per quanto riguarda i rifiuti scaricati lungo la stradina sterrata che costeggia il cimitero, è stata effettuata un’ispezione da parte dei carabinieri della forestale e nelle prossime ore (forse già in giornata) la Picenambiente dovrebbe iniziare l’opera di rimozione della montagna di rifiuti presenti.

Per quanto riguarda l’indecente spettacolo del cumulo di bare scoperchiate e del materiale di scarto il primo cittadino ha assicurato che la cooperativa che gestisce i servizi cimiteriali (“Il Capitano”) interverrà in urgenza, affermando al tempo stesso che d’ora in poi il Comune esigerà dalla cooperativa stessa il rispetto delle norme in materia (ma c’era bisogno del clamore mediatico e dell’intervento dell’Asur per esigere il rispetto delle norme?). Tutto è bene ciò che finisce bene, dunque? Non proprio e non solo perché il breve lasso di tempo che ci separa dalle celebrazioni dei defunti inducono ad avere qualche dubbio che si faccia davvero in tempo a ripristinare una situazione di decoro.

Ulteriori perplessità generano proprio le affermazioni del sindaco Castelli che dimostra di non conoscere a fondo (o finge di conoscerle) le norme che regolano lo smaltimento dei rifiuti provenienti da esumazioni ed estumulazioni, così come evidentemente non è per nulla informato sulla vicenda della discarica abusiva presente nella stradina sterrata. Eppure il Decreto del Presidente della Repubblica n. 254 del 15 luglio 2003 (che si occupa dello smaltimento di questo genere di rifiuti) è assolutamente chiaro e non lascia spazio ad interpretazioni. Il primo cittadino sostiene che le bare e il materiale di scarto che si trovano in quell’area del cimitero dove la cooperativa li ripone “per poi liberare l’area ad intervalli di tempo”.

Diciamo che in questo caso – aggiunge il sindaco – ce ne sono rimasti troppi e per troppo tempo, però è normale riporre bare e lapidi in quell’area”. Al di là del fatto che in questi anni abbiamo ampiamente imparato a conoscere quanto relativo sia il concetto di tempo per questa amministrazione, il primo cittadino viene categoricamente smentito dal del Dpr 254 che, all’art. 12 stabilisce che “ i ri­fiu­ti da esu­ma­zio­ne ed estu­mu­la­zio­ne de­vo­no es­se­re rac­col­ti e tra­spor­ta­ti in ap­po­si­ti im­bal­lag­gi a per­de­re fles­si­bi­li, di co­lo­re di­stin­gui­bi­le da quel­li uti­liz­za­ti per la rac­col­ta del­le al­tre fra­zio­ni di ri­fiu­ti ur­ba­ni pro­dot­ti al­l’in­ter­no del­l’a­rea ci­mi­te­ria­le e re­can­ti la scrit­ta Ri­fiu­ti ur­ba­ni da esu­ma­zio­ni ed estu­mu­la­zio­ni” (com­ma 2) e che “i ri­fiu­ti da esu­ma­zio­ne ed estu­mu­la­zio­ne pos­so­no es­se­re de­po­si­ta­ti in ap­po­si­ta area con­fi­na­ta in­di­vi­dua­ta dal co­mu­ne al­l’in­ter­no del ci­mi­te­ro, qua­lo­ra tali ope­ra­zio­ni si ren­da­no ne­ces­sa­rie per ga­ran­ti­re una mag­gio­re ra­zio­na­li­tà del si­ste­ma di rac­col­ta e tra­spor­to ed a con­di­zio­ne che i ri­fiu­ti sia­no ade­gua­ta­men­te rac­chiu­si ne­gli ap­po­si­ti im­bal­lag­gi a per­de­re fles­si­bi­li di cui al com­ma 2” (com­ma 3).

Quindi è vero che possono depositati (ma non certo per tutto questo tempo) in un’area all’interno del cimitero ma non certamente in quell’indecente modo in cui si trovano nel cimitero di Ascoli, visto che devono comunque essere racchiusi “negli appositi imballaggi”. Non è per nulla normale, e tanto meno è consentito dalla legge, lasciare quel cumulo di bare scoperchiate e tutto quel materiale di scarto. Quanto al deposito dei rifiuti nella discarica abusiva il sindaco fa benissimo a ricordare che “gettare indiscriminatamente rifiuti in zone dove non è consentito non solo è segno di inciviltà ma è anche un reato penale”, ma sbaglia clamorosamente quando sostiene che ciò avviene perché il cancello di accesso a quella stradina resta sempre aperto a causa del privato e della cooperativa.

Perché innanzitutto il primo cittadino dovrebbe sapere perfettamente che il privato solo da alcuni mesi, in seguito all’emergenza terremoto, ha ripreso a frequentare assiduamente quella zona e che, invece, sono anni che in quella zona stessa vengono abbandonati i rifiuti. Inoltre dovrebbe essere anche a conoscenza che quel cancello è stato messo proprio su pressante richiesta del privato stesso e proprio per cercare di porre un freno a questa indecente vicenda. Infine è cosa ampiamente nota (e soprattutto verificabile) che il cancello rimane aperto, per ovvie ragioni “tecniche”, in particolare al passaggio dei mezzi pesanti della cooperativa stessa. Certo sarebbe auspicabile che il primo cittadino e l’amministrazione comunale si informino meglio su determinate vicende per poter intervenire con assoluta competenza e avendo ben chiara la situazione

Ma forse sarebbe chiedere troppo, accontentiamoci che finalmente si interviene per mettere fine a questa vergogna. Almeno così è stato è promesso…

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