Indice di rischio sconfortante, Liceo Classico a rischio


I primi risultati delle verifiche di vulnerabilità sismica effettuati sulle scuole di competenza della Provincia sono disarmanti: sia il Liceo Classico “F. Stabili” che l’Istituto professionale alberghiero “Buscemi” hanno un indice di rischio di 0,3

Il Liceo Classico “F. Stabili” è gravemente a rischio. Purtroppo non è una notizia che sorprende perché di indizi ce ne erano stati molti e, per giunta, da mesi studenti ma anche gli stessi professori non avevano nascosto le proprie preoccupazioni per alcune situazioni che già visivamente facevano presagire il peggio.

Ora però c’è la conferma ufficiale che arriva direttamente dal presidente della Provincia Paolo D’Erasmo che ha reso noto i risultati delle verifiche di vulnerabilità sismica effettuati nelle settimane scorse al Liceo Classico ascolano e presso l’Istituto professionale alberghiero “Buscemi” di San Benedetto. In entrambi i casi il risultato è sconfortante, con un indice di rischio per entrambi gli istituti che si ferma allo 0,3 ben lontano da quell’indice 1 che assicura il massimo livello di sicurezza. Oltre ai due istituti citati le verifiche di vulnerabilità sismiche sono in corso anche presso il Liceo Artistico Licini, il Liceo Scienfico Orsini, l ‘Ipsia di via Cagliari e di via Angelini, l’Itcg Umberto I, l’Istituto Agrario Ulpiani e l’Istituto professionale Ceci.

Da quanto si apprende nei prossimi giorni dovrebbe essere resi noti i risultati del Liceo Artistico e dell’Ipsia di via Cagliari. Intanto, però, c’è da affrontare immediatamente l’emergenza Liceo Classico (che riguarda anche l’Istituto alberghiero di San Benedetto), una brutta “gatta da pelare” per la Provincia e per il presidente D’Erasmo che si è trovato a dover fare i conti con le gravissime carenze della precedente amministrazione provinciale (quella a guida Celani) che non ha rispettato l’obbligo imposto dalla legge (così’ come il Comune di Ascoli…) di effettuare le verifiche di vulnerabilità sismica entro il 2013. Ma se è giusto, anche per attribuire le giuste responsabilità ad ognuno, ricordare il passato ora è importante capire come intende muoversi la Provincia.

Nei mesi scorsi più volte, anche in incontri pubblici, sia Curcio (Protezione civile) che l’allora commissario straordinario Errani avevano sottolineato come le scuole con indice di rischio di molto inferiore ad 1 andavano assolutamente chiuse. Sappiamo perfettamente che si tratta di una decisione non semplice, abbiamo già visto cosa è accaduto ad Ascoli sponda Comune, con il sindaco che per mesi (nel pieno dell’emergenza terremoto)ha tenuto nascosto il risultato delle verifiche di vulnerabilità sismica effettuate sulla scuola Luciani (tutte le altre scuole ne sono drammaticamente sprovviste) dal risultato ancor più sconfortante (0,2), proprio per evitare di prendere una decisione del genere (cioè la chiusura della scuola).

Forse anche per questo lo stesso primo cittadino continua a temporeggiare e a rimandare le verifiche sulla vulnerabilità sismica delle scuole cittadine di competenza comunale. In tal senso è giusto dare atto al presidente D’Erasmo e alla Provincia di aver almeno avviato, sia pure con un certo ritardo (si potevano e si dovevano fare in maniera da avere i risultati prima dell’inizio del nuovo anno scolastico), le verifiche su gran parte delle scuole cittadine di competenza provinciale. Ma ora, di fronte ad una situazione di evidente emergenza, è fondamentale capire cosa intende fare il presidente D’Erasmo.

Da quanto riportato oggi da un quotidiano locale D’Erasmo avrebbe affermato che, dopo le verifiche, il secondo passaggio sarà quello di finanziare i progetti esecutivi per stabilire i costi da sostenere per l’adeguamento (che è cosa diversa dal miglioramento che non garantisce la piena sicurezza dell’edificio) sismico. “Ho già parlato con il commissario Paola De Micheli – afferma il presidente – per affrontare il tema all’interno della ricostruzione ma occorre individuare le esigenze reali”. D’Erasmo sostiene poi che, secondo i tempi che si sono dati in Provincia, dove necessario i lavori di adeguamento inizieranno il prossimo giugno. Benissimo, ma nel frattempo cosa accade? C’è un intero anno scolastico da portare avanti, cosa intende fare con il Liceo Classico che la verifica di vulnerabilità sismica ha dichiarato pesantemente a rischio?

Facciamo finta di niente, continuiamo tranquillamente a mandare i ragazzi e tutto il personale scolastico in un edificio per nulla sicuro, affidandoci a Sant’Emidio, oppure c’è l’intenzione di cercare una soluzione alternativa per garantire a quei ragazzi e a tutto il personale scolastico il sacrosanto diritto alla sicurezza? In altre parole, senza girare troppo intorno al discorso e per essere assolutamente chiari, di fronte ad un simile risultato, di fronte all’inequivocabile attestazione di scarsissima sicurezza non si dovrebbe esitare neppure un minuto, l’unica decisione da prendere è quella di chiudere, fino a che non verranno effettuati i necessari lavori di adeguamento sismico, la scuola e trovare una soluzione (certamente difficile) alternativa per garantire la continuità didattica.

Sappiamo benissimo che si tratta di una decisione non facile, così come sappiamo perfettamente che non vorremmo essere nei panni del presidente D’Erasmo e di chi deve prendere una così delicata decisione. Ma di fronte alla sicurezza dei ragazzi non si scherza e non possono esserci tentennamenti. Ci attendiamo, quindi, una decisione (l’unica possibile) di assoluto buon senso da parte della Provincia.

Ci aspettiamo, in altre parole, quel coraggio e quella consapevolezza della posta in palio che è fin qui completamente mancata al sindaco Castelli e all’amministrazione comunale. Con l’assoluta certezza che, nell’ ipotesi che avvenga il contrario, mai come in questo caso mal comune non rappresenterebbe di certo “mezzo guadio”…

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