“La misura è colma”: il sindaco di Offida nel mirino


Il gruppo consiliare Officina Offida lamenta “il devastante danno d’immagine” per la città provocato dalla vicenda che ha coinvolto il  sindaco durante il Bove finto e chiede  a Lucciarini di “riflettere e prendere le decisioni più appropriate per il buon nome di Offida”

La misura è colma”. Inizia così il lungo intervento di Officina Offida, il gruppo consiliare di opposizione, sulla vicenda che ha coinvolto il sindaco Lucciarini dopo la pubblicazione di alcuni fotogrammi di un video nel quale si vede chiaramente il primo cittadino colpire al volto per due volte una donna.

Ne avevamo parlato qualche settimana fa, quando è stato reso il video, (vedi articolo “Indifendibile”), invocando un gesto di dignità da parte di Lucciarini (le immediate dimissioni) o, in alternativa, un intervento deciso e concreto da parte del suo partito il Pd. Perché dovrebbe essere chiaro a tutti che di fronte ad una simile evidenza, al di là di quanto accadrà da un punto di vista giudiziario, il primo cittadino è davvero indifendibile e la sua presenza alla guida della città rappresenta un grave smacco per la città di Offida.

La violenza nei confronti di una donna è un atto gravissimo, chiunque sia l’autore – scrivevamo in quell’articolo – a maggior ragione, però, se a compierla è un rappresentante istituzionale. Il concetto è semplice ma impossibile da non condividere, a meno che non si voglia squalificare il ruolo delle istituzioni, della politica. Chi si macchia di un gesto del genere non può in alcun modo pensare di continuare a rivestire un ruolo istituzionale. Non si tratta di giudicare la persona. Al di là del fatto che non possiamo rimanere sconcertati di fronte a chi usa violenza, anche in maniera episodica ed occasionale, nei confronti delle donne, non è nelle nostre intenzioni giudicare in alcun modo Lucciarini come persona.

Qui è in discussione il suo ruolo come pubblico amministratore. E non possiamo che ribadire che chi decide di rappresentare le istituzioni ha sulle spalle delle precise responsabilità e il dovere di avere un comportamento irreprensibile, consono al ruolo che riveste.  Che significa anche non oltrepassare certi limiti che, come abbiamo avuto modo di sostenere già a suo tempo, a nostro giudizio Lucciarini ha trasceso già solo nel momento in cui ha ammesso di essersi fatto trascinare dall’atmosfera del Bove finto”. Da allora sono passate settimane ma il sindaco di Offida non ha preso alcuna decisione e ora Officina Offida torna alla carica.

Ormai stare al gioco delle battute dei nostri conoscenti (il sindaco boxeur, il prossimo campionato dei mediomassimi, il paladino della lotta alle violenza sulle donne) o cercare di spiegare la situazione è diventato frustrante ed il danno d’immagine per la nostra cittadina è devastante – si legge in una nota –  la posizione di Officina Offida su questa vicenda è stata chiara e lineare fin dall’inizio: nessuna “piazzata” a caldo prima di capire bene i termini dell’episodio,  osservazione del percorso “giudiziario” della vicenda, cercando di comprendere le ragioni di chi, ritenendosi danneggiato, ha sporto una querela e le motivazioni per cui tale querela è stata ritirata, richiesta formale al Sindaco, mediante una interrogazione consiliare presentata insieme agli altri gruppi di opposizione in data 14/03/17, di riferire in Consiglio riguardo ai fatti accaduti durante la manifestazione de “lu Bov Fint”.

Lo scopo di tale interrogazione era quella di fornire al Consiglio Comunale ed alla cittadinanza la diretta ricostruzione dell’accaduto da parte del Sindaco, permettendo a tutti di poter valutare se il comportamento dello stesso fosse stato sempre aderente alle sue funzioni istituzionali, in primis quella di responsabile della pubblica sicurezza durante una manifestazione che ha richiesto l’utilizzo di rinforzi da parte della locale stazione dei Carabinieri e l’impiego di personale di un istituto di vigilanza privata.  A tale richiesta il Sindaco Lucciarini , in data 28/03/17, ha risposto, tramite PEC inviata ai consiglieri richiedenti, che l’interrogazione “… tende ad acquisire notizie attinenti alla sfera privata dello scrivente e riferite ad argomenti estranei alle competenze del Consiglio comunale …… e manifestatamente non utili al fine dell’espletamento del mandato consiliare ……” e che per tale motivo non sarebbe stata iscritta all’odg del seguente Consiglio”.

Un appiglio improponibile secondo Officina Offida che, con lucidità, ne spiega le ragioni. “A otto mesi dall’accaduto le varie ricostruzioni che hanno man mano definito i contorni di questo episodio increscioso, insieme agli ultimi sviluppi – si legge ancora – ci hanno sempre più convinto che “l’attinenza alla sfera privata” dei fatti in questione sia una tesi non più realistica e accettabile; ogni rilancio di stampa fa riferimento al “Sindaco Lucciarini” o al “Sindaco di Offida” e non al semplice cittadino così come, nelle foto, il Primo Cittadino viene immortalato davanti al palazzo comunale o in fascia tricolore. Come detto, il danno d’immagine per la nostra cittadina è devastante e anche una veloce e positiva, per il Sindaco, conclusione del procedimento giudiziario non potrà cancellare la gogna alla quale la nostra cittadina è stata esposta in questi mesi.

In questo contesto così difficile è sorprendente notare l’assoluto silenzio sulla vicenda da parte della Giunta Comunale e delle rappresentanti femminili del Consiglio Comunale, con particolare riferimento alla Vicesindaco e Assessore con delega alle Pari Opportunità Bosano, della Vicepresidente della Regione Marche Anna Casini e della Segreteria regionale, provinciale e cittadina del partito di appartenenza del Sindaco, ricordando come quest’ultima sia sempre pronta ad intervenire nelle vicende che riguardano il Primo Cittadino”. Inevitabile la richiesta, pacata ma decisa, rivolta al sindaco. “Non abbiamo i numeri per proporre mozioni di sfiducia – scrivo il gruppo d’opposizione – e, d’altronde, non siamo interessati a fornire alla maggioranza occasioni per mostrarsi compatta su un argomento che sicuramente avrà provocato dei mal di pancia, prontamente repressi, in qualche consigliere.

Chiediamo semplicemente al Sindaco Lucciarini di riflettere con serenità su tutti gli aspetti di questa vicenda e, con altrettanta serenità, di prendere le decisioni più appropriate per garantire la salvaguardia del buon nome della nostra cittadina. Non possiamo, tuttavia, esimerci dal ribadire il nostro crescente disagio, e quello dei tanti cittadini che ci fermano per strada, per questa assurdo episodio che ci costringe, ad ogni rilancio di stampa, a difendere, con sempre maggiore difficoltà, il nostro orgoglio di essere offidani”.

E’ del tutto evidente che se davvero Lucciarini avesse a cuore le sorti e la dignità di Offida dovrebbe immediatamente farsi da parte, senza attendere un giorno in più (anzi già è ampiamente tardi). Evidentemente, però, il primo cittadino tiene molto più alla poltrona che alla sua città. E allora rinnoviamo l’appello al suo partito, al Pd, affinchè trovi il coraggio di prendere una posizione forte e decisa, di grande dignità. Proprio ieri (domenica 22 ottobre), per giunta, è stato scelto il nuovo segretario, Matteo Terrani.

Abbiamo avuto modo di conoscerlo come amministratore (Comune di Folignano) e abbiamo imparato ad apprezzarlo, crediamo davvero sia la persona adatta per fare quel gesto atteso di dignità che renderebbe onore al Pd, oltre naturalmente che ad Offida. Aspettiamo fiduciosi, sperando di non rimanere delusi.

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