Arriva in Parlamento la proposta di legge per il “caso Peppina”


Nel corso di “Otto e mezzo”  Salvini annuncia che in Commissione Ambiente “insieme al Pd stiamo votando la legge Peppina per far rientrare i terremotati che hanno realizzato una casetta di legno”. Si tratta della proposta di legge 4659 presentata dall’on Laura Ricciatti

L’annuncio l’ha dato il leader della Lega Matteo Salvini nel corso della puntata di mercoledì 11 ottobre di “Otto e mezzo” (La7). Attaccato dal giornalista del Fatto Quotidiano Antonio Padellaro per il suo appoggio alla nuova legge elettorale in approvazione alla Camera, Salvini ha rimarcato la sua distanza dal Pd e da Renzi ma ha sottolineato di non aver problemi a votare insieme a loro in caso di provvedimenti positivi. E a tal proposito ha citato proprio quella che il leader della Lega ha ribattezzato la “legge Peppina”, la 95enne di San Martino di Fiastra costretta definitivamente ad abbandonare la sua casetta in legno dopo la sentenza del tribunale di Macerata che ha definitivamente rigettato il ricorso della famiglia della donna.

Insieme al Pd – ha dichiarato Salvini – stiamo votando la “legge Peppina” per far rientrare a casa i terremotati che hanno realizzato in proprio una casetta di legno. Proprio oggi è arrivata in Commissione Ambiente la legge presentata dal Pd, la voteremo convintamente in maniera rapida, credo che siamo tutti d’accordo Gli unici che hanno espresso dubbi sono quelli del Movimento 5 Stelle che non si sa se la voteranno”.

In effetti in Commissione una legge sul tema è effettivamente arrivata proprio in questi giorni, ma in realtà a presentarla non è stato il Pd ma Articolo 1-Mdp con prima firmataria Lara Ricciatti. Nei giorni scorsi, invece, la nuova commissaria per la ricostruzione Paola De Micheli aveva raccontato che il governo stava preparando un decreto legge in proposito che tratterebbe di due casi, casette fisse o che si possono rimuovere. Secondo quanto riferito dalla De Micheli sarebbe questione di qualche settimana. Ma se davvero c’è la volontà di fare presto basterebbe accelerare l’iter della proposta di legge 4659 “Disposizioni concernenti i manufatti abitativi costruiti nei territori colpiti dagli eventi sismici dei mesi di agosto e ottobre 2016” presentato da Laura Ricciatti e altri parlamentari di Articolo 1-Mdp, presentata il 25 settembre scorso.

Dopo tutte i proclami dei vari politici che nelle settimane scorse hanno sfilato nella casetta in legno di Peppina, quella al momento è l’unica proposta di legge concretamente presentata che permetterebbe di risolvere il problema non solo della 95enne di Fiastra ma anche di altri terremotati che si trovano nella stessa situazione. La legge si compone solamente di due articoli dal contenuto di semplice comprensione.

All’art. 1 si stabilisce che “i manufatti abitativi costruiti entro il 30 settembre 2017, in deroga alla normativa vigente, su terreni edificabili di proprietà privata nei comuni situati all’interno dei crateri interessati dagli eventi sismici verificatisi a far data dal 24 agosto 2016 dai residenti dei medesimi comuni, la cui abitazione è stata dichiarata inagibile ovvero è stata distrutta, sono autorizzati a permanere, anche all’interno di aree eventualmente sottoposte a vincolo ambientale, fino alla completa realizzazione e assegnazione delle strutture abitative di emergenza o di altre soluzioni abitative” (comma 1) e che “dalla data di assegnazione di strutture abitative di emergenza o di altre soluzioni abitative ai manufatti di cui al comma 1 si applica la normativa vigente in materia urbanistica, procedendo alla demolizione dei manufatti abusivi e alla rimessa in pristino dei luoghi con spese a esclusivo carico dei proprietari dei medesimi. A tale fine la presentazione di una fideiussione a favore del comune di residenza da parte dei proprietari dei manufatti di cui al comma 1 è condizione indispensabile per accedere alla deroga di cui al medesimo comma”.

L’articolo 2, invece, stabile che “la presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. “Numerosissime sono state le famiglie che hanno perso o comunque sono state costrette ad abbandonare la propria casa e, in alcuni casi, gli stessi luoghi in cui hanno trascorso grandissima parte della loro vita – ha affermato l’on. Laura Ricciatti presentando la proposta di legge ai colleghi in Commissione Ambiente – in attesa della ricostruzione e dell’assegnazione di abitazioni sostitutive, anche in vista dell’arrivo della stagione invernale, vi sono state persone che all’interno di terreni di proprietà privata e a loro spese hanno proceduto alla costruzione di manufatti abitativi.

In alcuni di questi casi la finalità è stata quella di tornare ad avere una casa in cui vivere insieme alla propria famiglia, in altri la necessità di permanere nelle vicinanze del luogo ove sorgeva non solo la propria abitazione, ma anche la propria attività lavorativa, come nel caso delle aziende agricole, numerose nei luoghi colpiti dal terremoto. Tenuto conto dell’emergenza prodotta dagli eventi sismici nella zona dell’Italia centrale sarebbe un errore considerare tali iniziative alla stregua di abusi edilizi. La presente proposta di legge ha come finalità, da un lato, quella di prendere atto di una situazione contingente che si è venuta a creare a seguito di una calamità naturale grave e ripetuta nel tempo e, dall’altro, quella di cercare di contemperare tale situazione con il rispetto della legge. Caratteristica fondamentale della legge è quella di essere sempre astratta e generale.

Il legislatore, però, in casi di eccezionale gravità non può non tenere conto delle contingenze e delle situazioni materiali che investono una parte del Paese e un numero non irrilevante di cittadini. Con il presente intervento normativo si propone una legislazione di natura derogatoria, ma limitata da perentori vincoli temporali, finalizzata a consentire la permanenza in essere per tutti i manufatti ad uso abitativo edificati in aree di proprietà privata nelle zone ricadenti nei crateri interessati dal sisma del 24 agosto 2016 e dalle scosse seguenti. Tale intervento vuole tenere conto, e conseguentemente non aggravare, delle difficilissime condizioni di vita in cui si trovano gli abitanti delle zone terremotate, in particolare per quanto riguarda le fasce più deboli della popolazione come gli anziani e i bambini.

Allo stesso tempo la proposta di legge vuole evitare sia che la deroga motivata da condizioni di eccezionali gravità possa permanere anche una volta terminata l’emergenza, sia stabilire un precedente che possa in qualche modo favorire l’abusivismo edilizio. È per questo che la proposta di legge specifica in maniera incontrovertibile che tutti i manufatti passibili di demolizione dovranno essere abbattuti nel momento in cui lo Stato avrà individuato soluzioni abitative alternative anche di carattere non definitivo. Inoltre le spese per la demolizione e la rimessa in pristino dei luoghi sono poste a totale carico dei proprietari dei manufatti abitativi da abbattere. La condanna e la lotta dell’abusivismo edilizio, a tutela dell’ambiente e della stessa sicurezza pubblica, rimangono ferme e questa proposta di legge non vuole in alcun modo essere uno strumento volto a indebolire o aggirare tale fondamentale principio.

Questa proposta di legge vuole invece prendere atto della grave emergenza e del perdurante disagio presente nelle zone terremotate del centro Italia e offrire un contributo volto a non aggravare ulteriormente la situazione esistente”.

Secondo quanto ha riferito Salvini ad “Otto e mezzo” in tempi rapidi si potrebbe arrivare all’approvazione della norma. I prossimi giorni vedremo se c’è la volontà di fare sul serio e in fretta o se siamo di fronte all’ennesimo annuncio propagandistico.

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