L’innocenza violata e il delirio dei “trogloditi”


A Pistoia un 66enne allenatore di una squadra giovanile di pallavolo viene arrestato con l’accusa di atti sessuali con una ragazzina 12enne. Lui si difende parlando di rapporto d’amore e incredibilmente sui social c’è chi lo difende e, addirittura, accusa la ragazzina…

Fermate tutto voglio scendere. Lo abbiamo detto più volte, leggendo post e commenti sui social, ma questa volta davvero si è toccato il fondo. Se addirittura si arriva al punto di giustificare un pedofilo, di trovare normale un rapporto tra un ultra sessantenne ed una ragazzina di 12 anni siamo davvero arrivati al limite.

La vicenda, vergognosa e surreale, è legata alla triste storia emersa in questi giorni a Pistoia. Dove la polizia ha arrestato un uomo di 66 anni, allenatore di una squadra di pallavolo, perché accusato di atti sessuali con una ragazzina di 12 anni che giocava nella sua squadra. A far partire le indagini della squadra mobile i genitori della minorenne che avevano presentato una denuncia dettagliata dopo aver scoperto sul cellulare della ragazzina alcune chat con il suo allenatore. Chat sconcertanti e inequivocabili dalle quali emergeva con assoluta chiarezza l’esistenza di una relazione tra i due e anche il fatto che ci erano stati dei rapporti sessuali.

Un uomo di 66 anni che fa sesso con una ragazzina di 12 anni, ricordiamo bene di cosa stiamo parlando. Le indagini della mobile, con intercettazioni telefoniche e ambientali, nel volgere di una settimana hanno portato all’acquisizione da parte degli inquirenti di “concreti e gravi elementi di responsabilità a carico dell’indagato” in ordine al reato di violenza sessuale. Perché non c’è altro modo per definire quanto accaduto, parlare di rapporto sessuale consenziente in presenza di una dodicenne è inconcepibile.  E’ emerso, tra l’altro, che la ragazzina aveva paura di essere rimasta incinta, preoccupazione che a quanto pare aveva anche il 66enne.

Tornando alle indagini, in pochi giorni gli inquirenti hanno raccolto elementi considerati inequivocabili ed è emerso anche che l’allenatore, probabilmente capita la situazione, stava organizzando la fuga. Sabato, quindi, è scattato il fermo da parte della polizia, con il tribunale di Pistoia che, su richiesta del pubblico ministero, ha convalidato il fermo e disposta la custodia cautelare in carcere. Nel corso dell’interrogatorio l’uomo si è difeso sostenendo che nessuno poteva capire, che lui dava affetto a quella dodicenne.

Tanto è bastato per scatenare un vero e proprio “delirio” sui social, con tante, troppe persone che si sono addirittura spinte a giustificare il 66enne, a cercare un concorso di colpe, come se una dodicenne può essere messa sullo stesso piano di un uomo maturo. La cosa da non credere è che certi commenti arrivano sia da uomini che da donne. “E’difficile esprimere, è una situazione border line, siamo di fronte ad una relazione condivisa sia dall’uomo che dalla ragazzina” scrive Stefania.

Certo c’è un’enorme differenza di età ma come si può colpevolizzare l’amore” aggiunge Carlo. “E’ troppo facile ora scaricare tutta la responsabilità su di lui, la colpa non è mai di uno solo” aggiunge Loredana. L’apice del delirio, perché non c’è altro modo per definire simili “vomitevoli” commenti, lo raggiunge tale Marco che su facebook arriva a scrivere che “siamo sicuri che è stato l’uomo che l’ha manipolata? Non può essere addirittura il contrario? Le tredicenni di oggi sono già sveglie, sanno benissimo cosa fanno. E la cosa che mi salta agli occhi è che comunque di fatto non c’è stata violenza…”.

E certo, non c’è stata neppure violenza, di cosa sarà mai accusato questo povero allenatore? E, di grazia, quale mai sarebbe il limite sotto il quale dovrebbe quanto meno sorgere il dubbio che la cosa non sia proprio legittima? Siamo davvero impazziti, il 66enne di Pistoia arrestato probabilmente ha delle preoccupanti deviazioni, ma non sta certo molto meglio chi ha il coraggio di affermare simili idiozie. Per quanto smaliziata e sveglia possa eventualmente essere quella ragazzina ha appena 12 anni, quale deviazione mentale può far ritenere “consenziente” un rapporto del genere?

Qualcuno è affascinato dal mito della Lolita – scrive Selvaggia Lucarelli in merito a questa squallida vicenda – e ha davvero creduto alla versione dell’uomo che diceva di essere stato coinvolto sentimentalmente nella relazione. In fondo, chissà, magari erano consenzienti le due americane a Firenze, potrebbe esserlo anche questa bambina che a 12 anni forse era un po’ più sveglia delle coetanee.

Chissà con che pantaloncini si presentava in campo, chissà come ammiccava, pure lei, sulla chat. Perché questi, diciamolo ad alta voce, sono i pensieri sottintesi di chi scrive che tra una dodicenne un ssessantaseienne poteva essere amore. Che poi i rapporti sessuali tra una dodicenne e un uomo di 54 anni più vecchio di lei siano vietati dalla legge e considerati a tutti gli effetti pedofilia per molti trogloditi conta poco”.

Davvero impossibile non condividere parola per parola, così come impossibile è non provare un senso di violenta repulsione nei confronti di chi prova a giustificare questa “sconcezza”, prova a definire “amore” ciò che è invece è semplicemente pedofilia (e della peggior specie). A tutti loro consigliamo di leggere attentamente la lettera scritta dalla mamma di quella ragazzina (che pubblichiamo di seguito) e riflettere, ammesso che siano in grado di farlo.

“Come madre mi sento in obbligo di informare le persone dell’esperienza della mia famiglia, anche per poter aiutare altri che potrebbero trovarsi nella stessa situazione. Allertata da un rapporto particolarmente conflittuale con mia figlia mi sono rivolta a una psicoterapeuta, la dottoressa Maria Erminia Mazza, al fine di cercare di capire cosa stesse accadendo. Raccontando che mia figlia aveva una corrispondenza molto fitta con il suo allenatore, la dottoressa mi ha subito messa in guardia dicendomi che era un rapporto, anche se all’apparenza innocente, in qualche modo squilibrato, in quanto, in qualità di educatore, l’allenatore avrebbe dovuto parlare con noi genitori e non direttamente con la bimba.

In un primo momento ho svolto una verifica, che non mi ha fornito elementi probanti, ma che ha alimentato i dubbi miei e di mio marito. A quel punto ci siamo rivolti all’avvocato Claudio Del Rosso, il quale immediatamente ha svolto una prima fase di investigazioni difensive sui supporti tecnologici della mia bambina, e lì purtroppo è uscito un quadro veramente pesante. A quel punto veniva coinvolta la Squadra mobile della polizia di stato, in particolare con l ispettrice Severina Romano, massima esperta di queste problematiche, che ha provveduto ad attivare la procura, con i risultati che sono a conoscenza di tutti. Invito tutti i genitori a vigilare attentamente, spesso il “lupo” è a noi molto vicino, ha la nostra completa fiducia ed è assolutamente insospettabile.

Vorrei ringraziare l’ispettrice Romano, il dottor Boccia, la dottoressa Mazza e l’avvocato Del Rosso”

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