Cristo si è fermato a Pontida


Dopo la chiusura di scuole, negozi e degli uffici comunali in  per l’arrivo a Pontida dei “terroni” e lo scandalo dei parcheggi rosa riservati a donne comunitarie ed etero, nuova “follia” del sindaco leghista Carozzi: niente esenzione tari per le coppie gay e quelle senza figli

I “terroni” non sono bene accetti, al punto che quando malauguratamente arrivano si blinda la città e si chiudono scuole e negozi.  Le donne extracomunitarie neppure e, ovviamente, meno che mai le lesbiche ma anche quelle donne che hanno tendenze bisex. Naturalmente per par condicio neppure i gay sono graditi ma sgradite sono anche quelle coppie etero che non hanno figli.

I razzisti, gli omofobi e gli intolleranti, invece, probabilmente sono bene accetti… Benvenuti a Pontida, da anni città simbolo della Lega Nord, dove si svolge il tradizionale raduno annuale del Carroccio, ma da qualche tempo emblema anche della discriminazione e dell’intolleranza. Da quando, in particolare, è guidata dal sindaco leghista Luigi Carozzi che per la prima volta ha fatto parlare di se nell’aprile scorso.

Quando, in vista della “giornata dell’orgoglio antirazzista, migrante e meridionale”, in vista della temuta invasione di “terroni” aveva varato un’ordinanza per blindare la città, decidendo la chiusura del traffico, degli esercizi commerciali, delle scuole, degli uffici comunali e anche del cimitero. Ordinanza giustificata per “salvaguardare la pubblica incolumità”. Arrivano nella sacra Pontida quei barbari dei “terroni”, città chiusa e tutti barricati in casa. In un paese normale sarebbe stato sufficiente questo per sollevare dubbi e perplessità sul primo cittadino.

Che qualche settimana fa si è reso protagonista di un nuovo inquietante episodio di intolleranza con l’approvazione del “Regolamento comunale per la disciplina della sosta nei parcheggi riservati alle donne gestanti e alle donne puerpere”. I cosiddetti “parcheggi rosa”, un’iniziativa in teoria lodevole, se non fosse che i suddetti parcheggi erano esclusivamente riservati a donne comunitarie ed etero. In pratica quella che poteva essere un’importante iniziativa di carattere sociale trasformata in un’imbarazzante e vergognosa “crociata” contro i migranti e contro le comunità Lgbt. Per giunta con un regolamento che sembrava scritto da un ubriaco, tra le surreali definizioni di “famiglia naturale” e di “donna”.

Le furiose e diffuse polemiche che ne sono seguite, con persino il leader della Lega Salvini costretto a prendere le distanze da quella “pagliacciata”, hanno spinto il sindaco leghista e la giunta a cambiare quel regolamento. Ma se qualcuno pensava che quel clamoroso scivolone fosse servito da lezione si è sbagliato grosso. Ed ora l’ineffabile Carozzi ne ha tirata fuori un’altra delle sue, con l’ennesimo provvedimento creativo e discriminatorio. Anche in questo caso lo spunto arriva da un atto che in teoria sarebbe apprezzabile e condivisibile, cioè l’esenzione dalla tassa rifiuti per le coppie sposate.

Però ancora una volta un provvedimento che potrebbe avere un ottimo impatto sociale viene rovinato dall’insuperabile intolleranza dell’amministrazione comunale nei confronti di alcune categorie di persone. Infatti dal beneficio sono escluse le coppie gay unite civilmente, quelle che abbiano contratto un matrimonio religioso non riconosciuto dal concordato del 1929 e tutte quelle coppie che, per scelta o semplicemente perché non possono o non ci sono riuscite, non hanno avuto figli entro due anni dal rito. In questo caso, poi, il primo cittadino di Pontida ha comunicato la sua scelta con una lettera inviata ai suoi concittadini che, inevitabilmente, ha subito scatenato le polemiche e proteste.

E’ un provvedimento intriso di intolleranza con un eco vagamente fascista” hanno sottolineato in molti chiedendo l’immediata marcia indietro. In questo caso, però, al di là dell’evidente e ben nota avversione nei confronti degli omosessuali la “follia” del sindaco di Pontida va a colpire anche tutte quelle coppie che non possono o comunque non hanno figli. Che già di per se sarebbe un fatto inaccettabile, ancora più in questo periodo in cui il problema di chi decide di non procreare dovrebbe essere affrontato sotto ben altro punto di vista.

Come già in occasione della vicenda dei parcheggi rosa, l’eco delle immediate polemiche e l’ennesima presa di distanza da parte del leader della Lega Salvini hanno spinto Carozzi a tentare una goffa autodifesa. “L’esenzione tari – sostiene il primo cittadino – si applica anche alle unioni civili in forza dell’articolo 20 della legge 20 maggio 2016 n. 76, quindi non è vero che sono escluse dall’esenzione le unioni civili e i matrimoni non concordatari”.

La lettera inviata ai suoi concittadini, però, è chiarissima e in quella missiva non viene assolutamente citata la legge del 2016 sulle unioni civili ma solo la legge 1159 del 24 giugno 1929 relativa al Concordato. E’ chiaro, comunque, che alla fine quel provvedimento verrà inevitabilmente cambiato, se non lo farà il sindaco ci penserà comunque qualche giudice a bocciarlo, vista l’evidente e palese violazione dell’articolo 3 della Costituzione (“Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”).

Però è davvero imbarazzante che un amministratore, chi comunque riveste una carica istituzionale si renda protagonista di simili “schifezze”, indegne in un paese civile.

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