Vaccinati contro le “bufale”… sul vaccino


Un sondaggio effettuato da Observa e pubblicato da Repubblica evidenzia che  rispetto al passato cresce, fino ad arrivare al 91%, la percentuale degli italiani favorevole all’obbligatorietà dei vaccini. E come le “bufale” no vax sul web hanno prodotto l’effetto contrario

Si può vedere in due modi il sondaggio, dagli esiti per certi versi clamorosi, pubblicato nei giorni scorsi da Repubblica sulle vaccinazioni obbligatorie. Il primo, con un pizzico (ma neanche tanto) di ironia che gli italiani hanno dato ascolto ai continui messaggi e post pubblicati sui social nei quali i no vax li invitavano ad informarsi seriamente e correttamente sui vaccini.

Lo hanno fatto davvero e questo spiega le ragioni per cui la percentuale di favorevoli all’obbligo vaccinale (pur se con qualche distinzione) è clamorosamente cresciuta. Il secondo, invece, che, come già ipotizzato, quello che emerge dal web, dai social, è un mondo davvero virtuale che poi trova solo parzialmente riscontro nel mondo reale, nella vita quotidiana di tutti i giorni. Perché, in questo caso, da quanto si vede e si legge sui social, si sarebbe portati a pensare che almeno una discreta maggioranza di italiani sia contraria ai vaccini e all’obbligo vaccinale.

Per fortuna, invece, non è così, almeno stando al sondaggio pubblicato da Repubblica ed effettuato dall’Osservatorio Scienza Tecnologia e Società (Observa Science in Society) che, ovviamente, come tutti i sondaggi va preso con le doverose cautele del caso ma che comunque è indicativo di una tendenza inequivocabile.

In tutta sincerità ci piacerebbe dar credito alla prima ipotesi, anche perché in un certo senso rappresenterebbe un vero e proprio smacco per quanti, come il filosofo “tuttologo” Diego Fusaro e il cantastorie Povia, in questi mesi hanno riempito il web e il social con “panzane” a dir poco imbarazzanti. La realtà che emerge dal sondaggio stesso, invece, fa propendere decisamente per la seconda ipotesi, come evidenzia in maniera abbastanza inequivocabile  tutta la parte del sondaggio dedicata alle principali fonti di informazione. Al di là di ogni considerazione certo è che il dato che emerge dal rilevamento di Observa è piuttosto sorprendente, quanto meno nei numeri.

Era infatti difficile immaginare che ben il 91%, pur se con qualche distinzione, degli intervistati si è dichiarato favorevole all’obbligo vaccinale. Appena 2 anni fa era solamente l’80% , una crescita dell’11% che sorprende anche e soprattutto alla luce della durissima ed intensa campagna portata avanti dai no vax sui social, nel web. Che evidentemente ha sortito gli effetti contrari, visto che rispetto al 2015 la percentuale di chi è invece contrario alla vaccinazione obbligatoria crolla dal 18,6% all’8,1%.

Sorprende ancora di più il fatto che tra i favorevoli alla vaccinazione aumenta in maniera considerevole, più del doppio, la percentuale di chi ritiene giusto che siano obbligatorie tutte le vaccinazioni, anche quella influenzale. Nel 2015 era solamente il 23%, ora sono il 47,1% rispetto al 43,9% di chi invece è favorevole all’obbligo ma solo per un limitato numero di vaccini. Ancor più interessanti i dati riguardo alle ragioni di queste convinzione e al modo di informarsi sull’argomento.

Secondo il sondaggio di Observa l’80% degli interpellati è convinto che i benefici dei vaccini siano di gran lunga superiori ai potenziali rischi, mentre addirittura l’87% di loro ritiene che sia giusto vaccinare i bambini per non mettere a rischio la salute di altri. Per quanto riguarda le fonti di informazioni il 49,9% sostiene di essere rivolto a medici di base e pediatri, mentre il 15,3% dichiara di essersi informato attraverso opuscoli e campagne informative delle varie associazioni dei medici e solamente il 4,3% dichiara di essersi informato attraverso il web e i social.

Dati emblematici e significativi che dimostrano in maniera piuttosto evidente come per una volta l’incessante campagna portata avanti attraverso i social e il web, e basata su una vera e propria montagna di “bufale”, alla fine ha sortito esattamente l’effetto contrario. Perché il clamore provocato dalle proteste contro l’obbligo vaccinale e la stessa feroce campagna no vax hanno prodotto come inevitabile effetto quello di spingere un maggior numero di persone ad informarsi meglio sull’argomento, soprattutto tra coloro che avevano un’opinione (pro o contro che fosse) basata su conoscenze superficiali o suggestioni e che ora ha ritenuto opportuno approfondire seriamente.

E per farlo circa il 65% di loro ha deciso di rivolgersi a canali “istituzionali”, ad esperti del settore, cioè medici, pediatri e le loro associazioni. A dispetto di quello che dal palco di Pesaro (dove si è svolta questa estate la manifestazione dei no vax) e sui social continua a ripetere Diego Fusaro, cioè che la discussione sui vaccini non può e non deve essere lasciata ai medici e agli esperti del settore. Sarebbe da chiedergli se, quando ha un problema alla macchina, si rivolge ad un meccanico o ad un carrozziere o se, invece, preferisce rivolgersi ad un filosofo o ad un cantante…

Fortunatamente la maggior parte degli italiani, almeno secondo il sondaggio, in questo caso ha agito secondo logica, ha chiesto spiegazioni e informazioni a chi è davvero esperto e da anni studia e si aggiorna su determinati argomenti, non fidandosi  delle informazioni oggettivamente manipolate e strumentalizzate con cui i no vax hanno riempito il web. L’ultimo esempio in proposito è un vecchio fatto (accaduto nel maggio 2016) riproposto con enfasi in questi giorni sui social da vari gruppi e associazioni di no vax. Parliamo del drammatico caso della piccola Steffy, una bimba di 2 mesi morta un paio di giorni dopo aver effettuato il vaccino esavalente.

Sui social i vari gruppi e associazioni dei no vax hanno pubblicato articoli di allora in cui si metteva in relazione la morte della piccola con il vaccino, enfatizzando anche il fatto che l’Asl di Torino aveva immediatamente bloccato il lotto di vaccini, in una sorta di ammissione di colpa, almeno secondo l’interpretazione dei no vax. Come al solito, però, la realtà è ben differente. E quegli articoli, dove per altro la forzatura dell’accostamento del decesso con il vaccino c’è solo nel titolo, sono delle ore immediatamente successive all’episodio e sostengono comunque che si è attesa del responso dell’autopsia.

Che, puntualmente, dopo qualche giorno è arrivato ed è stato correttamente riportato da tutti i giornali ma, guarda il caso, volutamente ignorato dai no vax. Perché l’esito dell’autopsia non lascia dubbi in proposito, il vaccino esavalente non c’entra nulla, la morte della bambini non è in alcun modo collegata e collegabile al vaccino ma è stata causata per la Sids (Sudden Infant Deth Syndrome), la classica morte in culla a cui ancora la scienza non è riuscita a trovare una spiegazione.

Quindi niente a che vedere con il vaccino, non solo, il ritiro precauzionale dei lotti di vaccino ben lungi dall’essere un’ammissione di colpa è, invece, l’evidente dimostrazione di come si usino tutte le necessarie precauzioni. In altre parole una vicenda che dimostra come, per sostenere tesi che non hanno alcun supporto scientifico, si ricorra sul web e sui social alla manipolazione e alla distorsione di ogni genere di informazione.

Il sondaggio di Repubblica, però, dimostra che almeno in questo caso il giochetto non funziona. Evidentemente in questo campo gli italiani sono vaccinati contro le bufale del web…

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